lunedì 4 maggio 2020

WIKIPEDIA STAMPELLA DEL COMUNISMO


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Qualche giorno fa ho letto la pagina Wikipedia relativa al partito Comunista Italiano e, con mio grande disappunto, ho potuto constatare la presenza di numerose falsità, oltre che una totale mancanza di oggettività storica nell’esposizione dei fatti.
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Mi sono quindi proposto di rimediare alle inesattezze, aggiungendo brevi precisazioni e modificando il contenuto della prima parte della pagina, riprovando per due o tre volte, in occasione del fatto che puntualmente questa veniva ripristinata da Wikipedia con lo stesso testo presente prima mio intervento.
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E’ stato proprio in conseguenza delle mie correzioni, volte a ripristinare una verità storica mistificata scientemente da chi ha a cuore, evidentemente, un interesse di parte rispetto alla oggettiva realtà, che Wikipedia mi ha bloccato, tacciandomi di vandalismo e impedendomi l’accesso.
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Ora vi propongo le modifiche che avevo fatto, frutto di una seria analisi storica basata sui fatti, per mostrare come dovrebbe essere la narrazione oggettiva del fenomeno comunista italiano.
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TESTO ORIGINALE :

Durante la seconda guerra mondiale assunse un ruolo di primo piano a livello nazionale, promuovendo e organizzando con l'apporto determinante dei suoi militanti la Resistenza contro la potenza occupante tedesca e il fascismo repubblicano.

MODIFICA CENSURATA da  WIKIPEDIA :

Durante la Seconda guerra mondiale assunse un ruolo criminale di primo piano a livello nazionale, promuovendo e organizzando con l'apporto determinante dei suoi militanti un delirante apparato delinquenziale che fu una vera e propria spina nel fianco per le forze non comuniste che componevano la Resistenza, con lo scopo di prendere il potere a guerra finita con l'uso delle armi e della violenza.
Nel dopoguerra il PCI instaurò un clima di guerra civile, abbandonandosi a stragi e violenze di ogni tipo, che portarono poi alla nascita di formazioni partigiane che seminarono il terrore fra la popolazione civile, come la famigerata Volante Rossa, prodromica alla nascita delle Brigate Rosse
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TESTO ORIGINALE :
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Il segretario Palmiro Togliatti attuò una politica di collaborazione con le forze democratiche cattoliche, liberali e socialiste, propose per primo la «via italiana al socialismo» ed ebbe un'importante influenza nella creazione delle istituzioni della Repubblica Italiana.
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MODIFICA CENSURATA da  WIKIPEDIA :
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Il segretario Palmiro Togliatti attuò una politica di collaborazione con le forze comuniste sovietiche come numero due del Komintern, l'organismo di diffusione internazionale del comunismo, seguendo le direttive e i dictat di Stalin e godendo dei finanziamenti ricevuti da Mosca nonostante il suo ruolo di rappresentante del Parlamento italiano, divenendo così a tutti gli effetti un traditore della Repubblica.
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TESTO ORIGINALE :
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Passato all'opposizione nel 1947 dopo la decisione di  Alcide De Gasperi di estromettere le sinistre dal governo per collocare l'Italia nel blocco internazionale filo-statunitense, rimase fedele alle direttive politiche generali dell’Unione Sovietica fino agli anni settanta e ottanta, pur sviluppando nel tempo una politica sempre più autonoma e di piena accettazione della democrazia già a partire dalla fine della segreteria Togliatti e soprattutto sotto la guida di Enrico Berlinguer, che promosse il compromesso storico con la Democrazia Cristiana e la collaborazione tra i partiti comunisti occidentali con il cosiddetto eurocomunismo.
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MODIFICA CENSURATA da  WIKIPEDIA :
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Passato all'opposizione nel 1947, rimase ambiguo servitore delle direttive politiche generali dell’Unione Sovietica fino agli anni Settanta e Ottanta, nel tentativo di trasformare l'Italia in un Paese "satellite" del comunismo russo, da cui il PCI continuava a percepire finanziamenti a piene mani.
Togliatti, insieme a Longo, a Secchia, a Pajetta e ad altri criminali dell'universo marxista, creò un vero e proprio apparato criminale, con base a Roma e con terminazione a Mosca, con cui il PCI agevolava l'espatrio di quei comunisti che avevano dei conti con la Giustizia in Italia.
Con tale organizzazione Togliatti fu in grado di allontanare coloro che all'interno del partito non ottemperavano alla rigida ortodossia politica imposta da Stalin, come ad esempio i bordighisti o i trockisty, piuttosto che gli anarchici, facendo seguire al loro espatrio una dettagliata documentazione destinata all'attenzione dell’NKVD, che di conseguenza avrebbe provveduto alla successiva deportazione nei gelidi gulag della Siberia.
In questo modo Togliatti e il PCI condannarono a morte certa centinaia di comunisti, rei di non essersi piegati ai dictat del mostro vorace che li aveva partoriti.
In seguito la potente macchina disinformatrice del PCI dissimulò la realtà dei fatti, mistificandola e plasmandola a proprio uso e consumo per interi decenni, contravvenendo ai basilari princìpi di democrazia che regolano la convivenza civile.
Il PCI sotto la guida di Enrico Berlinguer promosse il compromesso storico con la Democrazia Cristiana e la collaborazione tra i partiti comunisti occidentali, divenendo fautore del cosiddetto eurocomunismo, ma in maniera estremamente ambigua mentre da un lato si dissociava dallo stalinismo, contemporaneamente dall’altro continuava ad approfittare del costante flusso di denaro proveniente da Mosca.
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TESTO ORIGINALE :
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Con la caduta del muro di Berlino e il crollo dei Paesi comunisti tra il 1989 e il 1991, si sciolse su iniziativa del segretario Achille Occhetto, dando vita a una nuova formazione politica di stampo socialdemocratico con il Partito Democratico della Sinistra, mentre una parte minoritaria guidata da Armando Cossutta contraria alla svolta fondò il Partito della Rifondazione Comunista.
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MODIFICA CENSURATA da  WIKIPEDIA :
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Con la caduta del muro di Berlino e il crollo dei Paesi comunisti tra il 1989 e il 1991, si sciolse su iniziativa del segretario Achille Occhetto che, per evitare l'estinzione operò una metamorfosi che diede vita a una nuova formazione politica di stampo socialdemocratico con il Partito Democratico della Sinistra, mentre una parte minoritaria guidata da Armando Cossutta contraria alla svolta fondò il Partito della Rifondazione Comunista.
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Come si può facilmente intuire, le piccole modifiche che avrei voluto apportate tenevano conto di una significativa esposizione storico letteraria di carattere oggettivo, come quella che riguarda ad esempio il ruolo di carattere criminale interpretato dal Partito Comunista.
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Questa breve dissertazione sarebbe stata prodromica ad una più completa ed esaustiva chiarificazione sulle gravi responsabilità del PCI nella delinquenziale gestione dell’intero apparato criminale comunista, dalla sua nascita fino agli anni bui della strategia della tensione.
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Avrei esposto la concretezza dei dati storici sui crimini dei partigiani comunisti assassini e sulla loro pesante collusione con i comunisti jugoslavi responsabili degli eccidi delle Foibe, così come avrei spiegato la strategia criminale del gotha comunista italiano, composto da Amendola, Longo, Secchia, e Togliatti, volto a provocare le rappresaglie tedesche contro la Popolazione civile.
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Naturalmente tutto ciò è stato accuratamente occultato, con buona pace di Wikipedia che, evidentemente ha a cuore solamente gli interessi della sinistra.
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Nella pagina riservata al partito Comunista Italiano non c’è traccia della violenza esercitata dai partigiani a guerra finita sui cittadini inermi, e nemmeno della Volante Rossa che, nata dalle ceneri dei GAP partigiani comunisti (Gruppi di Azione Patriottica), devastò l’Italia con i suoi atti di violenza.
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Wikipedia con la sua censura nei miei riguardi si è resa complice della disinformazione operata dai seguaci di Togliatti, proseguendo un discorso di mistificazione insito nell’essenza stessa delle sinistre.
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Non c’è traccia del ruolo criminale svolto dall’apparato delinquenziale di Togliatti riguardo agli esuli italiani in terra di Russia, che prevedeva l’epurazione dei “compagni” scomodi, e nemmeno si accenna ai gulag comunisti, immensa voragine dell’orrore che ha caratterizzato il secolo scorso.
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Le omissioni e le falsificazioni, così come la totale assenza di contraddittorio e l’arroganza, fanno di Wikipedia la servile relatrice dei dictat comunisti, palesando un vero e proprio disprezzo verso la verità e la realtà dei fatti.
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Una wiki-truffa pseudo culturale che affonda la sua credibilità nella subordinazione supina ad un professionista dell’inganno, e cioè a quel comunismo ancora presente nelle sue molteplici metamorfosi che tenta di fagocitare le masse e le coscienze con becere propagande di regime.
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Una wiki-vergogna degna di essere rifiutata da tutti coloro che non sono disposti a farsi mettere in bocca il verbo comunista ma che anzi si impegnano nella ricerca della verità oggettiva, liberi da condizionamenti.
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Da oggi considererò Wikipedia come un significativo effetto collaterale della imposizione intellettuale su cui poggia il retaggio pseudo culturale dell’universo orwelliano della falce e martello.
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Su questo colosso della disinformazione con i piedi di argilla caleranno come un boomerang gli effetti della sua stessa colpevole collusione, trasformandolo in un pigmeo intellettualmente sterile.
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Wikipedia è destinata ad implodere, così come accade a tutti coloro che tentano invano di manipolare la Storia, pur sapendo che la menzogna è inversamente proporzionale ai principi di universalità su cui si basa l’incedere civile e democratico.
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Il Blog del Pilastro
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giovedì 23 aprile 2020

IL GOVERNO MAFIOSO


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Con il decreto cosiddetto “CURA ITALIA” emanato dal governicchio di Giuseppi si indicano, fra le altre cose, anche alcune indicazioni e prescrizioni atte a sfoltire, secondo una lista di patologie di riferimento, le presenze dei detenuti nelle carceri.
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Secondo questa genialata governativa occorre mettere in libertà, o meglio agli arresti domiciliari, coloro che sono in stato di detenzione prescindendo dalla loro caratura delinquenziale o dallo stato di pericolosità sociale.
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Seguendo le direttive di Giuseppi le patrie galere si sono aperte per far uscire Francesco Bonura, di 78 anni, boss di Cosa Nostra definito da Tommaso Buscettaun mafioso valoroso”, e Vincenzo Iannazzo, 65 anni, esponente di rilievo della ‘ndrangheta.
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E’ stato scarcerato anche Pino Sansone, 69 anni, che ha ricoperto un ruolo di comando ai vertici della cupola mafiosa nel dopo Riina, a cui era molto legato.
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Nel caso di Bonura, responsabile di molti dei numerosi delitti compiuti dalla mafia, questi è stato anche autorizzato dal Tribunale di Milano ad uscire da casa, “ogni volta che occorrerà per “motivi di salute” e “per significative esigenze familiari”, vale a dire ogni volta che ne avrà voglia.
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Per quanto riguarda Vincenzo Iannazzo, il Re delle estorsioni soprannominato “il moretto”, va detto che questo personaggio ha interpretato il ruolo di capo del clan di Lamezia Terme fino al momento della sua condanna a 14 anni e sei mesi di carcere, ma poi secondo le prescrizioni dell’attuale decreto di Giuseppi il suo stato di salute è stato giudicato incompatibile con l’emergenza epidemiologica ed è stato quindi rimandato a casa, proprio nel cuore di Lamezia Terme.
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Secondo Alfonso Bonafede il penta “stallato” Ministro della Giustizia, tutte queste scarcerazioni sarebbero frutto di decisioni che i Giudici avrebbero preso in completa autonomia, disgiuntamente dalle pressioni governative esercitate per dare il via all’attuazione del decreto “Cura Italia”.
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La effettiva realtà è comunque sotto gli occhi tutti, e ci rivela che lo sciacallaggio governativo che vede il Governicchio impegnato in tutta una serie di soprusi contro il Popolo italiano, continua a dare il peggio di sé, manifestando accondiscendenza verso i clandestini illegali, verso gli zingari, verso le politiche di una Europa preoccupata solo di ottemperare alle disposizoni teutoniche, e verso la popolazione carceraria.
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La totale mancanza di discernimento che congenitamente affligge l’apparato neurale dell’intera compagine governativa rischia di spancare le porte del carcere a 74 personaggi malavitosi del calibro di Leoluca Bagarella, Pippo Calò, Raffaele Cutolo, Benedetto Santapaola detto Nitto, che hanno scritto le pagine più buie e sanguinose dell’Italia del dopoguerra.
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I Bellocco di Rosarno, Benedetto Capizzi, Antonino Cinà, Pasquale Condello, Carmine Fasciani, Vincenzo Galatolo, Teresa Gallico, Raffaele Ganci, Tommaso Inzerillo, Salvatore Lo Piccolo, Piddu Madonia, Giuseppe Piromalli, Nino Rotolo, Benedetto Santapaola, Benedetto Spera, compongono il gotha criminale che insieme ai più famosi boss sopra citati hanno spadroneggiato e ucciso in Italia per lungo tempo ma che ora, probabilmente godranno della totale inettitudione del governicchio, uscendo di galera.
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Ecco un breve escursus sulle biografie criminali di un paio di questi personaggi:.
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Leoluca Bagarella
Leoluca Bagarella : membro di Cosa Nostra, affiliato al clan dei Corleonesi.
E’ stato uno spietato assassino, detto “la belva” e soprannominato “Don Luchino”, e autore di numerosi omicidi, oltre che della strage di Capaci in cui morì il Magistrato Giovanni Falcone.
Fu anche responsabile del sequestro del dodicenne Giuseppe Di Matteo, il cui corpo non fu mai ritrovato perché disciolto nell’acido nitrico.
Prima che il decreto di Giuseppi e la conseguente condiscendenza delle toghe rosse gli concedessero la possibilità di uscire dal carcere, stava scontando la pena dell’ergastolo.
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Giuseppe Calò, soprannominato Pippo, palermitano e “cassiere di Cosa Nostra”.
Si occupava del riciclaggio di denaro per conto di Luciano Liggio e di Salvatore Riina.
A Roma continuò tale attività per le cosche Corleonesi e per la Banda della Magliana, poi legandosi a con Roberto Calvi e Licio Gelli fu implicato nel malaffare del Banco Ambrosiano.
Organizzò l’attentato al treno Rapido 904 Napoli-Milano in quella che fu definita la Strage di Natale nel 1984 che provocò 17 vittime e 267 feriti.
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Spalancare le porte a questa accolita delinquenziale non solo è immorale ma costituisce un vero e proprio oltraggio verso le vittime di mafia e verso i loro parenti, oltre che verso le Forze dell’Ordine che hanno rischiato e dato la vita per assicurarli alla Giustizia.
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Il cosiddetto Ministro della Giustizia Bonafede (mai tale titolo è stato più usurpato) dovrebbe dimettersi, insieme al bibitaro Di Maio e al comunista Fico, che grazie alla complicità del canuto rappresentante del Colle e alla colpevole disabilità mentale di Giuseppi hanno insieme calpestato la volontà popolare e la democrazia nel nostro Paese.
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Roberto Fico
Il loro modus operandi li rende simili a quei criminali di cui ora, manifestando tanta colpevole indulgenza, sono diventati complici a tutti gli effetti.
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A completamento di un quadro di insieme quanto meno devastante per il Popolo italiano concorre anche la sfregiante ricorrenza del 25 aprile, altrettanto  sintomatica dell’arroganza con cui l’apparato orwelliano del regime continua ad imperversare sulla nostra civile società.
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La trita e ritrita canzonetta “Bella ciao” sarà come sempre l’identificativo  attraverso cui la disinformazione sinistroide presenterà come eroi gli appartenenti all’apparato estremamente ed esclusivamente criminale dei partigiani comunisti.
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La loro ferocia e la loro efferatezza trova eguale riscontro in termini di malvagità solamente nell’analogo apparato comunista sovietico, da cui peraltro dipendevano sia politicamente che economicamente.
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Ora Fico avrà un’altra occasione per salutare le folle con il pugno chiuso, a dimostrazione del fatto che questo Governo non ci rappresenta e DEVE quindi andare a casa …
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Il Blog del Pilastro
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sabato 18 aprile 2020

L'EUROPA DI PRODI E IL GOVERNICCHIO

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La coalizione politico-commerciale degli apparati sinistroidi europei palesa nei fatti una evidente simbiosi con il Paese che più di ogni altro ha dato il via al rapporto contro natura fra capitalismo bancario e marxismo, e cioè la Cina.
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L’Europa delle sinistre, in cui ci ha trascinato Prodi, alfiere del nuovo pensiero unico, trae ispirazione da ciò che appare come un vero e proprio coito fra il potere politico legato al comunismo e quello finanziario degli speculatori internazionali.
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Il fine è quello di riproporre su scala europea il modello cinese, in cui l’oligarchia di riferimento occupa tutte le posizioni di potere gestendone le risorse.
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Le elite finanziarie specializzate nello sciacallaggio del genere umano ambiscono a creare, come in Cina, un gregge spersonalizzato di persone da poter manipolare a piacimento, e per questo motivo hanno trovato nell’universo delle sinistre una sintomatica e criminale compiacenza per raggiungere lo scopo in simbiosi con esse.
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Il faro che illumina il percorso da compiere è rivolto verso un preciso punto di riferimento che da anni costituisce il fulcro delle attività di queste elite : il "club Bilderberg".
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Le conferenze periodiche a porte chiuse impediscono di conoscere le strategie con cui gli aderenti a questa organizzazione di tipo massonico manipolano l’intero pianeta, ma non ci impediscono di analizzare la contestualità socio economica e politica precedente e successiva a tali riunioni, e di trarne le relative considerazioni.
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L’esempio di riferimento è riscontrabile nei vari comportamenti tenuti da Governi e media in concomitanza con la attualissima pandemia planetaria.
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Nonostante il fatto che la Cina sia stata l’unica responsabile della diffusione e della pandemia del coronavirus, e sebbene il regime comunista cinese abbia compiuto una vera e propria repressione poliziesca contro coloro che diedero l’allarme all’apparire dei primi contagi, effetto di una manipolazione di laboratorio ordinata dal Governo di Xi Jinping, l’Europa appare servile e compiacente nei suoi confronti.
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Anziché protestare per l’assenza totale dei diritti umani in Cina e per la presenza diffusa dei famigerati lager denominati laogai, in cui il comunismo sfrutta milioni di deportati obbligandoli attraverso la tortura e la violenza a lavorare gratis, la civile Europa tace, preoccupata solo di non essere abbastanza compiacente con il colosso asiatico.
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Addirittura il servilismo del Ministro degli esteri italiano Di Maio (Leta Maio), ex bibitaro, e ora poltronaro di professione, si è profuso in ringraziamenti e strette di mano con i dirigenti comunisti cinesi, facendo poi credere al popolo italiano che gli aiuti in arrivo dalla Cina fossero un loro atto di solidarietà verso la nostra nazione.
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In realtà, e questo appare ancora più assurdo, si è trattato di una commessa milionaria ordinata proprio a chi è stato colpevole di aver scatenato la pandemia.
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D’altra parte Di Maio (Leta Maio), come tutti sanno, è stato firmatario dell’accordo commerciale sottoscritto con il regime di Pechino denominato “La nuova via della seta”, con cui il Movimento “5 stalle” ha dato il via libera all’apertura verso la tecnologia 5G sviluppata dal colosso cinese Huawei, considerata pericolosa per la sicurezza nazionale.
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Comunismo e intrallazzi economici rappresentano quindi una simbiosi di cui è permeata l’Europa e, naturalmente, anche coloro che in questo consesso si identificano, come il PD, i "penta stallati", Conte, Mattarella, e tutta l’allegra congrega delinquenziale del governicchio.
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Le stesse finalità di intenti, riconducibili alla manipolazione intellettuale che permette il controllo delle masse, trovano il collante giusto con la medesima brama di potere che caratterizza il loro attaccamento alla poltrona, per continuare un percorso di cui non solo l’Italia, ma la stessa Europa, pagherà le inevitabili conseguenze.
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La libertà e la democrazia sono in pericolo, e tutte le manovre che sconsideratamente vengono imposte nei dictat quotidiani del professorino di nome Giuseppi, appaiono come prove generali di una dittatura pianificata a tavolino.
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Il coronavirus è lo strumento attraverso cui si tenta di azzerare le prerogative nazionali e le rispettive identità per favorire la nascita del gregge, mentre il martellante stillicidio di imposizioni emanate dal pensiero unico dominante ne rappresenta una componente.
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La democrazia è morta da tempo in Italia, soffocata da personaggi squallidi come Fico, Zingaretti, Mattarella, e molti altri burattini manovrati da un unico filo, quello dell’Europa delle sinistre.
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Tutto ciò produrrà effetti nefasti per noi e per le generazioni future, a meno che le singole nazioni, composte da uomini liberi non vi si oppongano riprendendosi la libertà …
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Il Blog del Pilastro
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sabato 22 febbraio 2020

CORONAVIRUS : LA POLITICA CRIMINALE DEL GOVERNO CONTE.

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Ci sono voluti due morti e decine di infettati dal virus cinese, diffuso in oltre dieci comuni italiani, perché la palesata e persistente idiozia dei Governanti non eletti che si sono insediati al potere mutasse in tardivi provvedimenti d’urgenza, allo scopo di arginare il contagio.
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Un contagio che poteva essere evitato, ma che la disinvoltura istituzionale verso la possibilità che la vita umana fosse minacciata e messa in pericolo, ha reso una drammatica realtà.
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Ora si prospetta un lungo calvario, fatto di isolamento e quarantena per intere località, nella speranza che la lotta contro il virus prevalga sugli esiti nefasti della malattia.
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L’imbecillità del Ministro Speranza e della sua accolita di incompetenti, coadiuvati dalla complicità di un Governo grillo-comunista, ha permesso che fosse minata la sicurezza dei Cittadini, nonostante il fatto che il ruolo del Ministero della Sanità fosse quello di preservare e tutelare la salute come diritto fondamentale dell’uomo.
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Questa accozzaglia criminale, sempre pronta a privilegiare l’immigrazione illegale (contrariamente a quanto vuole invece il Popolo italiano, consapevole dei rischi connessi alla salute pubblica) ha deliberatamente permesso che continuassero anche gli arrivi legali indiretti dalla Cina, nonostante l’allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
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Anziché chiudere le frontiere, così come ci si aspetterebbe da un gruppo di Governo sano di mente, la congrega dei “poltronari”  di Palazzo si è preoccupata di non apparire come “razzista” , a discapito della popolazione italiana.

Le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti, così come il fatto che Conte continua ancora, imperterrito, a dichiarare che non ci sono problemi e che non bisogna fare allarmismo !
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Quanti morti ci dovranno essere perché la verità emerga in tutta la sua drammaticità ?
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Quante vittime innocenti dovranno soccombere sull’altare della stupida arroganza di un Governo criminale ?
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Il contagio si sta intanto estendendo dalla Lombardia al Veneto, e niente impedisce di pensare che si possa trasformare in pandemia inarrestabile, nonostante l’imbecillità del Governo che nega l’evidenza.
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La verità è che la nuova casta distrugge tutto ciò che tocca, ed ora è la volta della sicurezza dei cittadini, della salute pubblica, del benessere delle famiglie italiane, che dopo i salassi fiscali e l’arroganza prepotente del regime devono ora pagare un prezzo ancora più alto.
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Conte e i suoi complici fanno finta di nulla, senza provare la benchè minima ombra di vergogna, palesando così un vero e proprio disprezzo per la vita umana e per l’intero Popolo italiano.
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La Casta si è trasformata in associazione a delinquere sulla pelle degli italiani, che sono costretti ad assistere impotenti, privati prima dello strumento democratico del voto popolare, e ora immolati sull’altare della prevaricazione partitica !
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Se non fosse per il fatto che si tratta di una concatenazione di tragici eventi, bisognerebbe cogliere l’ironia della similitudine fra la malvagità criminale del Governo comunista cinese palesato in questa occasione, e l’afflato del Governicchio comunista italiano con Xi Jinping e la sua politica.
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Gli affari economici e gli intrallazzi che intercorrono fra la Cina e l’Occidente, Governo italiano compreso, sono probabilmente alla base della decisione dei governanti cinesi di compiere una sottovalutazione criminale degli iniziali focolai della malattia.
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La morte dei primi infettati, così come le rivelazioni del Dottor Li Wenliang che per primo ha denunciato il grave pericolo, sono state scientemente occultate, evidenziando così la vera natura di un comunismo, quello cinese appunto, che disprezza la vita umana e calpesta i diritti individuali delle persone.
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Il Dottor Li Wenliang, ora deceduto, è stato inizialmente addirittura arrestato per procurato allarme, mentre in seguito la pesante censura del regime si è abbattuta su chiunque osasse parlare della diffusione del virus.
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Sul sito dissidente “Laogai.it” emergono testimonianze dirette che affermano il piano persecutorio verso coloro che offuscano l’ideologia del regime cinese con dichiarazioni sul coronavirus. 
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Molti dissidenti sono stati fatti sparire e di loro non si sa più nulla, siano essi giornalisti, blogger, youtuber, o cittadini, dimostrando ancora una volta che il Partito comunista cinese, con il quale Conte e i “5 stalle” intrattengono cordiali rapporti commerciali, è una feroce e brutale dittatura.
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Diversi milioni di cittadini cinesi sono detenuti nei Laogai del regime, soprattutto nella regione dello Xinjiang dove il Governo ha rinchiuso milioni di esseri umani di etnia uiguri nei “centri di rieducazione densamente popolati”, veri e propri campi di concentramento di cui inizialmente era negata l’esistenza, salvo poi descriverli come “collegi che forniscono preparazione professionale e scoraggiano la radicalizzazione contro il terrorismo”.
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Un vero e proprio comunismo da incubo, simile se non peggiore di quello staliniano, cubano, o polpottiano !
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I nostri Governanti, mai voluti dal Popolo italiano ma insediati al Potere grazie alla complicità di un Capo dello Stato colluso con le sinistre, ripercorrono passo passo il percorso criminale precedentemente fatto da Xi Jinping.
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Minimizzare la pericolosità dell’epidemia, che si configura come la nuova peste del 2020, è assolutamente criminale, e ci dà l’esatto riscontro della effettiva caratura demenziale dei poltronari di cui sopra.
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Speriamo ora che, non so come, il contagio si riesca ad arrestare, e che non ci siano altre vittime da imputare a questo Governo colpevole, stupido, arrogante e assassino.
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La Storia ha già collocato questi individui nel ruolo che più è loro confacente e cioè in una pattumiera virtuale contenente i peggiori escrementi criminali di questi tempi, primo fra tutti Giuseppi !
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Il Blog del Pilastro
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lunedì 3 febbraio 2020

LA DITTATURA DELLE TOGHE ROSSE

Il Popolo italiano è oramai sotto il giogo di parte della Magistratura, quella cioè legata in modo simbiotico alla politica del PD che tiene in ostaggio la democrazia.
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Lo strapotere togato asservito ai dictat degli eredi di Togliatti si è sostituito infatti all’incedere civile che è normalmente espresso dai membri del Parlamento eletto dai Cittadini.
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Nemmeno i Ministri della Repubblica Italiana sono esenti da quelle imposizioni coercitive della Magistratura che vengono emanate a seconda della convenienza di parte, e che periodicamente aggrediscono la libertà e la democrazia nel Bel Paese, in balia di una bieca e devastante dittatura di stampo stalinista.
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Le caratteristiche che identificano gli appartenenti alle toghe rosse sono ben visibili agli occhi di tutti e spiccano per l’evidente arroganza e protervia, in dispregio delle più elementari norme di democrazia, interferendo palesemente e negativamente sull’intera società.
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Taluni Magistrati, come ad esempio quelli appartenenti alla Procura di Agrigento, hanno ideato un  preciso piano per “togliere di mezzo” l’avversario principale delle sinistre, Matteo Salvini, cercando di evitare che questi possa salire al potere nel prossimo futuro nonostante la manifesta volontà popolare.
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Per la seconda volte le toghe rosse lo hanno infatti indagato per il reato di sequestro di persona, ipotizzando che il suo modus operandi nel difendere il territorio nazionale dall’invasione pianificata a tavolino dalle sinistre, costituisse un illecito.
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I fatti contestatigli risalgono al periodo in cui Salvini era Ministro dell’Interno, in carica dal 1° giugno 2018 al 5 settembre 2019, quando il Governo del Paese era costituito dall’alleanza fra Lega e Movimento 5 stelle.
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Anche a quel tempo le toghe rosse tentarono un blitz politico, chiedendo l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti, ma la Giunta delle autorizzazioni di Palazzo Madama fu compatta nel respingere l’attacco alla democrazia orchestrato con ogni evidenza dal Partito Democratico, deus ex machina di ogni tentativo di sovvertire l’ordine costituito e di destabilizzare la volontà popolare.
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Oggi però, le alleanze e gli equilibri politici parlamentari hanno subìto radicali modifiche, e i pentastellati hanno deliberatamente scelto di governare il Paese alleandosi con il loro vecchio nemico di sempre, il Partito democratico.
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Di fatto si è quindi radicalizzata la vigliaccheria che contraddistingue oggi coloro che da “5 stelle” sono divenuti “5 stalle”, e che manifestano pieno appoggio alle scellerate inquisizioni politiche di una magistratura asservita ai loro nuovi alleati, approvando gli attacchi a Matteo Salvini.
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Immediatamente le toghe rosse hanno scatenato il loro parossismo giustizialista intervenendo con furore, simili a cani rabbiosi pronti a sbranare il loro bersaglio, e hanno indagato Matteo Salvini per sequestro di persona.
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La motivazione, di tipo machiavellico (“il fine giustifica i mezzi”), esplicita l’opposizione netta e decisa contro chi tenta di arginare il flusso costante ed epocale di immigrazione clandestina dalle coste africane all’Italia.
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I nuovi “poltronari” del Governo, appartenenti alla neonata “casta” politica, guidati da quel “Giuseppi” che si riempie di ridicolo ogni volta che appare in pubblico, si sono coalizzati, insieme alla Magistratura di stampo comunista, per portare Salvini a processo, decisi ad annientarlo.
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La libertà e la democrazia in Italia sono quindi ostaggio di questi personaggi, a cui va tutto il mio personale disprezzo.
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La brama di riuscire a mantenere un posto a sedere sugli scranni parlamentari (la famosa poltrona) ha indotto i neo politicanti grillini a sputare sui loro precedenti ideali e al loro stesso elettorato, a tutto vantaggio del PD e della magistratura da questi addomesticata.
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L’elettorato dei “5 stalle” si è ribellato a tutto ciò punendo severamente le devastanti politiche di Di Maio, attuate dietro imposizioni più o meno occulte dalla cosiddetta “Piattaforma Rousseau”, l’organismo privato che manipola le decisioni dell’intero Movimento (altro che democrazia dal basso !).
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In occasione delle ultime elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria infatti, si è palesata con il voto dei Cittadini l’inesorabile estinzione totale dalla scena politica di ciò che rimane dei seguaci di Beppe Grillo, ridotti oggi a burattini nelle mani del PD e delle toghe rosse.
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I Magistrati dimostrano di agire seguendo percorsi motivazionali non disgiunti da un odio politico, sordo e implacabile, insanabile e irrazionale, che esprime l’influenza di un retaggio socio culturale derivante da schieramenti antidemocratici, come quelli comunisti e marxisti.
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L’arroganza politica identifica i peggiori elementi della Magistratura rossa, delineandone le caratteristiche che sviliscono il ruolo istituzionale dell’apparato della Giustizia.
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I Cittadini italiani onesti e amanti della verità e della Giustizia provano vergogna per l’operato di questi personaggi che svendono i valori di libertà e di democrazia ad un partito politico, diventandone complici.
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In questo modo il malaffare e l’illegalità su cui fanno perno le politiche del PD trovano un alibi, una cappa di buonismo e di condiscendenza che consente di operare in tutta sicurezza nel percorso criminale.
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E’ successo e succede ancora oggi a Bologna, dove i Cittadini hanno scelto di consegnare il territorio nelle mani di un PD che è colluso con i centri sociali e la loro violenza, con gli zingari e il loro parassitismo, con le orde gay che imperversano ciclicamente, con il dilagare della droga e della delinquenza.
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L’aula C della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna è stata occupata dai centri sociali per ben 26 anni senza che né il Comune a firma PD, né la Prefettura e né la Magistratura rossa intervenissero, tutelando così i loro beniamini, professionisti dell’illegalità.
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Le violenze scatenate dai centri sociali ogni qualvolta la lega e le destre parlamentari chiedevano la piazza, così come dovrebbe essere loro democraticamente concesso, la dicono lunga sull’opportunismo di un PD che da un lato lascia fare agli estremisti della sinistra il cosiddetto “lavoro sporco” e dall’altro, ambiguamente, condanna gli eccessi e le violenze.
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D’altra parte gli idoli del PD sono ben visibili davanti a gli occhi di tutti, poiché vengono sbandierati e presi ad esempio nonostante il fatto che costituiscano un vero e proprio riferimento criminale.
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Alcuni esempi :
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Palmiro Togliatti.
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E’ stato un feroce criminale asservito totalmente al comunismo staliniano, di cui fu portavoce, ricoprendo il ruolo di numero due del Comintern, l’organismo di diffusione internazionale del comunismo.
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Ha stilato le liste che avrebbero sancito la deportazione nei gulag staliniani degli esuli comunisti in Russia, identificando coloro che non ottemperavano all’ortodossia comunista di riferimento, come i bordighisti o i trockisti, piuttosto che i socialdemocratici o gli  anarchici.
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Fu complice di Tito nel massacro delle Foibe in cui furono assassinati migliaia di italiani, vittime del comunismo.
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Il suo ruolo compiacente e subdolo impose ai partigiani comunisti italiani, dei quali era al comando insieme a Longo, di non interferire con le attività repressive dei compagni comunisti slavi.
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Ancora oggi viene osannato dal PD come esempio da seguire, e viene denominato con il vezzeggiativo di “il Migliore” !
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Lenin.
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Idealizzato dalle sinistre come artefice della cosiddetta Rivoluzione russa dell’Ottobre 1917, fu in realtà un pluriomicida e genocida che sterminò i veri fautori della reale rivoluzione anti-zarista, che era già avvenuta nel mese di febbraio dello stesso anno.
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Dopo il colpo di Stato che portò la minoranza bolscevica al potere instaurò il cosiddetto “comunismo di guerra” con il quale diede il via ad un periodo di terrore senza precedenti che produsse milioni di vittime innocenti.
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Stalin.
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E’ stato il più feroce e sanguinario criminale comunista di tutti i tempi, e si è reso responsabile della morte di cento milioni di vittime innocenti.
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La sua paranoia e la sua totale dedizione al marxismo lo hanno condotto a sterminare interi gruppi sociali e a compiere genocidi di stampo etnico, sociale, e religioso.
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I comunisti lo hanno sempre chiamato affettuosamente “baffone”.
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Pier Paolo Pasolini.
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A lui sono state intitolate vie, piazze o parchi cittadini, come ringraziamento per il suo ruolo guida nel mondo intellettuale delle sinistre.
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Ciò che non viene detto, però, è che Pasolini era un comunista omosessuale pedofilo a cui piaceva avere rapporti orali con minorenni.
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Del suo ultimo atto sessuale orale, avuto con il suo assassino minorenne, è infatti rimasta traccia dopo la morte, poichè l’autopsia trovò lo sperma dell’omicida nel suo stomaco.
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Questi sono solo alcuni dei riferimenti morali e culturali cui attinge la sinistra a piene mani, così come quei magistrati che ne sono attratti e verso cui dimostrano una evidente simbiosi.
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In realtà l’universo comunista è un mondo vuoto, privo di contenuti propositivi, di libertà e di democrazia, in cui anzi questi valori sono assolutamente assenti, sostituiti dalla mistificazione e dallo stravolgimento della realtà sia quotidiana che storica, dall’inganno e dall’odio, insanabile, endemico, e sempre presente, a costituire il vero filo conduttore dell’incedere comunista o dei suoi eredi metamorfizzati.
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Chiunque può constatare come l’odio aleggi impalpabile ma estremamente corrosivo in ogni intervento di Zingaretti, l’attuale leader del PD, così come in quelli di Renzi, il redivivo ex piddino che promise di lasciare la politica se avesse perso il referendum, salvo poi ripresentarsi più arrogante di prima, ed è presente nei programmi politici delle sinistre, che prevedono la distruzione totale dell’avversario attraverso l’uso di qualsiasi mezzo.
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Ed è così che invece di occuparsi di economia, di lavoro, di pensioni, e di tutelare l’interesse dei Cittadini, il gotha sinistroide, allargato alle toghe rosse e alle “sardine” si dedica a tempo pieno alla demonizzazione di Matteo Salvini, ritenuto colpevole di ogni nefandezza.
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L’odio del PD verso la Lega, nonostante questa sia adorata dalla maggioranza degli Italiani, è quotidiano e si alimenta in modo autoreferenziale, trovando cioè al proprio interno radici di riferimento che scatenano gli istinti più bassi delle schiere intellettualoidi dell’apparato comunista metamorfizzato.
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Le toghe rosse sono i futuri parlamentari che probabilmente sceglieranno di fare un percorso politico all’interno del PD, così come è già successo in passato, quando i magistrati schierati politicamente abbandonarono la toga per vestire i panni del comunista in seno al partito.
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La carriera parlamentare di questi soggetti è spianata dalla loro stessa condiscendenza verso le tematiche e gli obbiettivi delle sinistre, e poco importa se in questo percorso si calpestano la libertà e i diritti di cittadini onesti e di politici come Matteo Salvini.
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A mio parere il Magistrato che ha indagato “il Capitano”, così come viene denominato Salvini dalle masse popolari che lo idolatrano e gli vogliono bene, dovrebbe essere arrestato e condannato per le sue azioni, che vanno in direzione opposta a quella di una legittima difesa del territorio e delle coste nazionali.
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Le toghe rosse mettono a repentaglio la sicurezza dei Cittadini, interferendo con l’operato di un ex Ministro della Repubblica, in palese disprezzo del suo ruolo istituzionale.
Queste toghe rosse, dovrebbero provare sulla loro pelle un po’ di comunismo, come quello coreano, ad esempio, e leggersi la Storia che racconta i crimini del comunismo in Russia, in Cina, e nei Paesi in cui si è imposto con la violenza.
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Dovrebbero vergognarsi, questi Magistrati, perché offendono l’onore e il decoro di una intera nazione, sputando sui valori di libertà e democrazia per i quali i nostri nonni hanno combattuto.
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Con la loro arroganza le toghe rosse evidenziano il disprezzo per il sacrificio di coloro che hanno combattuto per la Giustizia, la stessa che ora è manipolata e vilipesa.
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Le toghe rosse, l’odio, la menzogna, Togliatti, il PD, le sardine, i gulag, sono tutti tasselli di un unico mosaico, di un quadro di insieme che raggruppa in simbiosi le prerogative peggiori della politica e della società.
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La metamorfosi del PCI si manifesta così, attraverso l’odio.
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E’ questo che i Cittadini devono comprendere.
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Il Blog del Pilastro
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