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martedì 5 ottobre 2021

LA DESTRA CHE NON C'E'

Il principio biblico secondo cui “si raccoglie ciò che si semina” appare oggi quanto mai contestuale alla disfatta delle destre.

Come si sa, infatti, la destra ha raccolto davvero molto poco in termini di consensi elettorali,  e non è riuscita ad espugnare le roccaforti rosse che, al contario, seminano intensivamente da decenni.

Ho spesso sollecitato alcuni dei personaggi del bolognese che guidano i partiti della cosiddetta destra, a scrollarsi di dosso la patina di indolenza che sembra essere calata sulle attività di partito, a iniziare da quelle culturali, didattiche, intellettuali, per finire a quelle che comportano una presenza capillare e continuativa sul territorio.

Pare però che molti di loro siano piuttosto impegnati, invece, sempre con la valigia in mano, a passare da un partito all’altro a seconda delle opportunità di cui tentano di approfittare.

Accade così che i vari Bignami, Carella, o Laganà, solo per citare alcuni politicanti appartenenti al variegato microcosmo delle destre, anziché occuparsi di fare anticomunismo e di interloquire con l’elettorato su basi dialetttiche e culturali, preferiscano autoincensarsi e compiere percorsi di ricerca di uno status quo che preveda il raggiungimento della fatidica “poltrona”.

Quella parte di elettorato che nelle elezioni amministrative del 2021, appena concluse, non si è recato alle urne, rappresenta la naturale risposta ad una classe politica che di destra non ha proprio nulla, a partire dal fatto che non fa anticomunismo, ma che anzi sembra infastidita dal fatto che qualcuno tenti di riportare alla memoria tutto ciò che gli eredi di Togliatti hanno nascosto per decenni.

Coloro che non hanno votato sono stati abbandonati a loro stessi proprio da quei politicanti della destra che invece di consolidarne la preparazione ideologica, come fanno le sinistre con il loro popolo di elettori, hanno snobbato tutto ciò che non entrava nella loro sfera di interesse personale e che non produceva vantaggi nell’arrampicata ai vertici del partito.

Le commemorazioni pubbliche, come quelle che si ripropongono annualmente in occasione della “Giornata del ricordo” in cui si celebrano i martiri delle foibe, non sono sufficienti di per sé a costruire una base elettorale costruita su solidi princìpi ideologici.

Questi ultimi sono però assolutamente necessari per erigere un castello dotato di solide fondamenta, anziché una fragile costruzione di carta.

La dimostrazione più evidente di questo stato di cose è chiaramente sotto gli occhi di tutti, poiché è sufficiente osservare la parabola involutiva e discendente del cosiddetto Movimento 5 stelle, che da un forte consenso popolare è passato in poco tempo alla quasi estinzione.

La forza elettorale del Movimento infatti consisteva in un numero di persone che palesando un forte scontento sociale, interpretava un disagio ed una evidente ostilità verso le istituzioni e nei confronti di quei partiti che il Movimento aveva catalogato come “casta” di intoccabili.

Lo scontento popolare, quindi, e non una base ideologica, portò al successo dei cosiddetti “grillini” consacrando il comico genovese Grillo agli onori della Nazione e all’euforia del potere.


I COMPLICI DEL GOVERNO DRAGHI

Come tutti sanno, però, la mancanza di coerenza e gli inciuci della classe dirigente grillina, che si è prostituita al PD ed ha costituito una nuova casta, autoreferenziale e peggiore della precedente, hanno condotto l’intero movimento verso il baratro.

La stessa cosa sta accadendo con la destra, a tutto vantaggio dei partiti di sinistra, i quali giocando come fa il gatto con il topo, ottengono risultati positivi dagli errori degli avversari.

Matteo Salvini è diventato complice di un Governo formato da PD, 5 stalle, LeU, e ha tradito il proprio elettorato votando compiacente a favore del green pass.

Inoltre non ho mai sentito una sola volta il leader leghista accalorarsi per commemorare martiri del comunismo o agire in modo da contrastare la macchina disinformatrice delle sinistre, le quali hanno monopolizzato l’ambiente culturale italiano.

I libri di scuola sono tuttora ostaggio di quegli pseudo intellettuali che si rifanno, come eredi, al partigianato assassino comunista che fu una vera spina nel fianco della vera Resistenza.

L’apparato disinformatore delle sinistre, PD in testa, crea quotidianamente prototipi, assiomi di riferimento, basi culturali (o pseudo tali), con cui presentano la loro visione storica e politica all’elettorato, dopo averla plasmata a proprio uso e consumo.

I politicanti della destra, tra cui coloro che io definisco “con la valigia in mano”, non fanno nulla per opporsi ad uno stato di cose che li vede auto-esclusi automaticamente dal concetto stesso di esposizione dialettica, didattica e culturale.

Oggi si viene tacciati di “fascista” oppure “fascio leghista” o "sovranista" come indice di una gogna che tocca i più bassi livelli del disprezzo umano, mentre con l’epiteto “comunista” non si scompone alcun sentimento che non sia quello di benevola condiscendenza e tacita compiacenza, nonostante i cento milioni di morti prodotti dal comunismo stesso.

La sinistra può svolgere da anni un’attività costante di “gioco al massacro” volto ad eliminare gli oppositori politici attraverso la macchina del fango, ma va detto che lo può fare solamente perché la destra glielo permette.

Non ci sono adeguate iniziative culturali che possano delinerare un percorso di formazione e di approfondimento ideologico diretto all’elettorato, al Popolo, alle scuole, a tutto il macrocosmo intellettuale fagocitato dalle sinistre.

Non viene dato spazio agli autori del “dissenso anticomunista”, i quali, come il sottoscritto, ricorrono ad Amazon per pubblicare i propri scritti e gli studi critici sul comunismo, ma anzi ne viene snobbato sia il lavoro di ricerca storica che il tentativo di affermazione della memoria oggettiva, che andrebbero invece condivisi e diffusi.

Molte Regioni oggi sono governate dalla destra (se così si può ancora chiamare), ma il percorso discendente che conduce all’estinzione già percorso dai grillini è iniziato anche per Lega, Fratelli d’Italia e per Forza Italia.

La sinistra ha fatto di tutto pur di accapparrarsi il potere, prostituendosi, rubando, rendendosi colpevole della morte di migliaia di persone durante le varie fasi della pandemia, sopravvivendo a scandali epocali come quello di Bibbiano, della Banca Monte dei Paschi di Siena, dello scafismo e del traffico di esseri umani, ma è sopravvissuta unicamente perché ha dalla sua parte uno zoccolo duro, coeso e convinto ideologicamente, di elettorato che la sostiene.

La destra non riesce a capire che è indispensabile fare ideologia e anticomunismo, perché ciò è prodromico alla messa al bando della cosidetta filosofia marxista (meglio nota come Male assoluto), ma pare che sia Matteo Salvini che Giorgia Meloni proprio non se ne vogliano occupare.

Ecco perché ho iniziato questo post affermando che “si raccoglie ciò che si semina”.

Il terreno di raccolta dei voti della destra non solo non è stato seminato, ma è diventato completamente arido, rinsecchito e sterile, e non produrrà alcun frutto.

Credo che i leader della coalizione, a partire da Berlusconi, non abbiano nemmeno preso in considerazione una valutazione di questo tipo, abituati come sono a proprorsi in modo autoreferenziale, soprattutto ora che, tranne Fratelli d’Italia, fanno parte di questo Governo assassino e dittatoriale.

Cari Salvini e Meloni, fate un minimo di autocritica e imparate dalla sinistra come si fa politica, come si arriva al consenso popolare.

Abbandonate il velo di arroganza che vi contraddistingue, non sarete mai come Almirante, ma almeno cercate di imitarne la coerenza… 


Il Blog del Pilastro


sabato 28 agosto 2021

VACCINOCRAZIA e DITTATURA


Questi primi vent’anni del nuovo millennio sono stati caratterizzati da un evidente decadentismo, il quale si è palesato attraverso la caduta di quei valori tradizionali legati alla religione e all’incedere del percorso di raggiungimento della civiltà e della convivenza sociale che hanno accompagnato tutti noi nei decenni precedenti, e i nostri Padri e nonni ancora prima di noi.

L’oggettività e la razionalità, desunte dal retaggio culturale che ci contraddistingue, sono state apertamente oltraggiate dalla classe politica dirigente e sostituite con invasive tecniche di persuasione che inducono a rifugiarsi in percezioni soggettive indotte, inoculate nella popolazione mediante lo stillicidio quotidiano di una disinformazione capillare operata dall’apparato sinistroide dei media, collusi e simbiotici con i dictat del Pensiero unico.


La verità non esiste più, ma in contrapposizione ad essa è nata una nuova concezione del vero che fonda le sue radici su ciò che viene fatto credere e proposto come assioma incontrovertibile, a cui le masse si appoggiano delegando il potere a decidere cosa risponda a verità e cosa sia invece menzogna.

La criminale disinformazione che le sinistre attuano quotidianamente genera effettive e importanti distorsioni della verità, pilotando i Cittadini verso una dittatura che è già in atto da parecchio tempo.

Il potere dittatoriale su cui poggiano i partiti che si rifanno al retaggio culturale del vecchio partito comunista di Togliatti e Longo, ha iniziato la sua escalation minando ad esempio le basi che sorreggono il mondo cattolico, tentando di nascondere i crocefissi e vietando la celebrazione del Natale attraverso il presepe nelle aule scolastiche.

Al Popolo è stato fatto credere che ciò avvenisse per una forma di rispetto verso i credenti di altre religioni, ma in realtà si è voluto celebrare una evidente apostasia come primo passo dell’attacco alla libertà della religione cattolica, e di riflesso alle libertà individuali.

La Chiesa del resto è ostaggio di un Papa gesuita che, contravvenendo alle regole del suo stesso ordine, ha accettato la nomina papale non potendolo invece fare.

Senza che il Papa muovesse un dito abbiamo assistito alle persecuzioni di cristiani nella Cina comunista e alla sottomissione della liturgia a dictat politici imposti dalle sinistre.

In nome della pandemia si è vietato nella cerimonia eucaristica di fare ciò che Gesù stesso ci chiese di fare, e cioè di celebrarla in suo ricordo in modo completo.

Oggi a chi chiede di ricevere la Comunione viene offerta l'Ostia senza il vino, oltraggiando la cerimonia stessa e prostrandola oltre ogni limite così come richiesto dal Governo comunista, senza alcuna opposizione da parte del Papa. 

Non a caso, in piena pandemia si sono verificati alcuni casi di interruzione della Santa Messa, ad opera dei Carabinieri, nel tentativo di imporre la volontà governativa a quella religiosa.

L’intervento dei militi dell’Arma  non solo è stato sacrilego, ma si è configurato anche come reato penale, previsto dal Codice, ma il Tribunale che doveva decidere sul caso ha poi archiviato la pratica, in nome del “politically correct” imposto dal pensiero unico.

Il Papa apostata ha perfino imposto ai parroci che celebrano la Santa Messa di invitare i fedeli a vaccinarsi, ritenendo egoisti coloro che non lo avevano ancora fatto.

Il potere politico di cui abusano le sinistre, senza peraltro essere mai state legittimate da alcun voto popolare, intende trasformare le nostre città in una sorta di “Sodoma e Gomorra” in cui ogni blasfemia è consentita, e ciò è confermato anche dai loro rappresentanti in Parlamento, come ad esempio l’onorevole Monica Cirinnà, che come tutti sanno inalberò un cartello in cui era scritto “DIO-PATRIA-FAMIGLIA: CHE VITA DE MERDA” !




La lotta portata avanti dalle sinistre, a firma PD, Leu, e di tutte le altre sigle del lercio immondezzaio post comunista, è rivolta alla cancellazione di ogni sigolo valore tradizionale che regge la nostra civiltà, come quello della famiglia, della religione, dell’identità nazionale e di quella di genere.

Contemporanemente opera incessantemente per la massificazione dell’individuo, in perfetta simbiosi con le teorie marxiste e staliniane, nell’intento di crere un gregge di pecoroni facilmente manipolabile e assuefatto ai dictat imposti dall’ortodossia di riferimento.

La dittatura è parte di questo percorso eversivo, frutto, non mi stancherò mai di ripeterlo, del coito europeo contronatura fra il potere capitalistico, rappresentato dalle massonerie, e il marxismo in ogni suo aspetto metamorfizzato.

Il dato oggettivo è stato sostituito da ciò che il potere vuole che sia considerato vero, stravolgendo così la realtà delle cose.

In pratica non è reale ciò che appare come tale, ma solamente ciò che viene fatto percepire come reale, prostituendo la naturale oggettività al cospetto di una artificiosa visione subordinata alla sudditanza di concezioni preconfezionate.

L’individuo che in piena pandemia desidera recarsi in ferie con la famiglia svende l’incolumità personale e la sicurezza mentale e fisica dei propri cari in cambio di un paradigma del quale si fa lui stesso interprete, divenendo parte di un meccanismo perverso che non prevede dilazioni o latitanze.

Il cosiddetto vaccino anti Covid è stato imposto all’immaginario collettivo come una panacea che preserva la popolazione da un pericoloso contagio, ma la fraudolenza con cui Giuseppe Conte e il Ministro Speranza hanno dato il via ad un percorso ingannevole e subdolo, ha creato migliaia di vittime, di morti innocenti che avrebbero potuto essere salvati.


Le orde mediatiche della disinformazione di regime, i cui protagonisti si beano di compiacere i dictat governativi, svolgono un ruolo criminale diffondendo solamente ciò che la dittatura sanitaria vuole che sia divulgato.

La menzogna e la protervia sono le armi che i politicanti del Governo usano per fagocitare le masse, inducendole ad ubbidire in cambio di un lasciapassare per il mare o per la montagna.

I gruppi massonici, grazie  a Big Pharma e alla politica delle sinistre, hanno raggiunto la prima fase del progetto di destabilizzazione, necessario a raggiungere la completa padronanza delle masse, e cioè sono riusciti a spaccare in due il popolo : da una parte i vaccinati (il gregge, il popolo bue) e dall’altra coloro che ancora resistono, in nome della libertà.

I vaccinati, nella loro auto convinzione indotta,  sono gli strumenti inconsapevoli attraverso cui la dittatura espande i suoi orizzonti, pilotando consensi acquisiti attraverso il ricorso ad un modus operandi basato su arroganza, prepotenza e falsità.

Gli assassini di regime fin dall’inizio della pandemia si sono rivelati per quello che sono, lasciando che il virus si diffondesse ampiamente per oltre un mese prima di imporre il "lockdown".

Giuseppe Conte sapeva fin da dicembre che cosa stava avvenendo, ma aspettò fino a febbraio per adottare le misure atte a frenare la diffusione della malattia, provocando così migliaia di vittime per le quali ora dovrebbe essere processato e condannato.

La Magistratura invece, ha ignorato tutto ciò, ritenendo più comodo accanirsi contro i fedeli che assistevano alla Santa Messa.

La congrega delinquenziale che fa capo ai 5 stalle e al PD, l’orrendo mostro che si è macchiato di crimini disgustosi (vedi Bibbiano o scandali bancari, collusione con gli scafisti e toghe rosse) dovrebbe essere giudicata da un tribunale popolare e subire la giusta condanna per strage, omicidio, disprezzo dei diritti umani, abuso di potere e associazione a delinquere.


Questa accozzaglia di assassini guidati dal Ministro (sic!) Speranza, ha vietato il ricorso a cure che molti medici volenterosi stavano applicando salvando vite umane, e ha imposto un protocollo di riferimento che imponeva l’uso della Tachipirina e la vigile attesa.

In pratica le persone morivano come mosche mentre i sanitari, per rispettare il protocollo, davano loro la Tachipirina e poi stavano guardare mentre morivano.

Tutti coloro che si sono lasciati inoculare il cosiddetto vaccino (che è tutto fuorchè un vaccino) nelle vene, sono diventati complici di tutto ciò, fornendo alla dittatura sanitaria un punto di forza per continuare la sua attività criminosa.

Va detto anche che molti di coloro che si sono “vaccinati” sono morti o stanno morendo (ma non viene detto), mentre altri sono preda di effetti collaterali devastanti, dei quali i “venditori di fumo” della Rai e dei media legati al pensiero unico evitano di parlare.

Intanto le case farmaceutiche si riempono le tasche con miliardi di euro, in quello che è a tutti gli effetti, il più grosso affare di tutti i secoli.



La Cina, non a caso Paese Comunista-capitalista è all’origine di tutto ciò, ma nonostante i milioni di vittime che ha causato viene ancora considerata dalla politica occidentale come “partner imprescindibile”.

Di Maio infatti è uno dei più convinti sostenitori di una politica commerciale con la Cina che è stata denominata la “via della seta”, e dimostra un totale disinteresse per il disprezzo dei diritti umani che il dittatore cinese esercita su milioni di persone, sia in Cina che nel resto del mondo.

I Laogai (prigioni camuffate da fabbriche) fioriscono in Cina nel totale disinteresse occidentale, anche perché i detentori del potere si guardano bene dall’informare le masse dei genocidi in atto contro gli uiguri e i tibetani, delle deportazioni, delle torture, e della violenza contro la dissidenza.

Il regime che ora governa l’Italia, capitanato da Mario Draghi, è complice di tutto ciò, in linea con il disegno eversivo delle sinistre.

Ho descritto tutto ciò in un mio saggio pubblicato su Amazon dal titolo “Il disegno eversivo del PD”.

Va detto anche che, a proposito dell’alleanza Leta-Maio (pardon Letta-Maio), non ci si poteva aspettare altro da un gruppo politico nel quale il leader (sic!) propone di sedersi ad un tavolo con gli assassini talebani che stanno sterminando centinaia di persone!

Mi chiedo perché Conte non prenda un aereo per andare direttamente a Kabul, visto che crede così tanto nel dialogo con quei personaggi che fino a ieri tagliavano teste e che ancora oggi stuprano e torturano le donne.

Il Popolo italiano è comunque pronto a sostenere una lotta di liberazione contro questa dittatura, o almeno lo è quella parte di popolazione che non si lascerà inoculare alcun liquido nelle vene, nemmeno se costretto, io per primo.

Servi del potere comunista, venite a prendermi, vi aspetto!


Il Blog del Pilastro


venerdì 27 agosto 2021

Il PD e De Maria nascondono la testa sotto la sabbia!

E’ di oggi la notizia apparsa su “il Resto del Carlino”  secondo cui il PD, per voce di Andrea De Maria, minimizza il disastro sociale che si è configurato nella sua devastante realtà a causa della latitanza delle Istituzioni da essi rappresentate.


Elenco una serie di criticità, come appunto le ha denominate De Maria, che assediano il territorio del Pilastro:

Rapine:

L’edicola di via Pirandello fu rapinata in pieno giorno, nel pomeriggio, ma i Carabinieri non si fecero nemmeno vedere.

Risse di strada:

I regolamenti di conti fra spacciatori nord africani e zingari (pardon, sinti e rom) sono all’ordine del giorno, soprattutto nelle ore serali e notturne.

Compaiono sempre più spesso armi come i machete e i coltelli, ma vengono usate anche le auto come mezzi di sfondamento per investire i rivali.

Disagio sociale:

E’ recentissima la notizia dell’avvenuto stupro di una dodicenne ad opera di un trentenne del luogo, a cui sono seguite spedizioni punitive durante le quali giravano per il territorio bande inferocite di parenti della vittima, armate di spranghe, coltelli e asce.

Degrado ambientale:

Ogni singolo giorno dell’anno i residenti devono affrontare gli effetti dell’inciviltà prodotta da bande di nordafricani, i quali privi di qualsiasi imprinting legato alla civiltà, hanno sviluppato il disprezzo totale per la società in cui sono ora inseriti (grazie al PD), e  lo manifestano devastando l’ambiente.

Da parecchio tempo il blog segnala il crescente degrado che assedia il territorio, inviando contestualmente agli Uffici di Quartiere le segnalazioni corredate dalle fotografie che lo dimostrano, ma le risposte evasive ricevute testimoniano la latitanza di coloro che, seppur pagati dal popolo, manifestano un completo disinteresse.

De Maria blatera di sinergia tra la politica e le forze dell’ordine, ma la sua prosopopea dal sapore squisitamente elettorale appare quanto meno fuori luogo, soprattutto perché proviene da un rappresentante di quel PD che si è reso responsabile di brogli in occasione delle cosiddette “primarie”.



Non una parola di De Maria sul fatto che lo stupratore del Pilastro non sia stato messo in galera, ma che abbia beneficiato degli arresti domiciliari offerti gentilmente dal Gip Alberto Ziroldi di "Magistratura democratica".

Mi piacerebbe molto scoprire se questa cosiddetta toga (rossa ?) si sarebbe mostrato così accomodante verso lo squallido personaggio nel caso in cui ad essere stuprata fosse stata sua figlia, sua madre o sua sorella …

Chissà se il suo imperturbabile buonismo, dal sapore kafkiano, che ricorda la benevolenza tipica delle sinistre verso chi delinque, sarebbe emerso anche nel caso appunto che la sua famiglia fosse stata colpita direttamente?

Clandestini che scorrazzano impunemente per le città (e il Pilastro ne è un esempio), latitanza delle istituzioni (che nel caso del PD sono la causa prima del malessere sociale), spaccio di droga, stupri, feste orgistiche di orde frocio lesbiche come quella del gay pride in cui la blasfemia è protagonista, sono solo alcune delle prerogative che identificano i risultati delle politiche delle sinistre.

Ricordo a chi legge che Monica Cirinnà, esponente del PD, paladina dei trans e madonnina laica del “politically correct” imposto dal pensiero unico, si fece ritrarre mentre inalberava un cartello su cui troneggiava la scritta “Dio-patria-famiglia: che vita de merda” !


De Maria dovrebbe riflettere su tutto ciò prima di abbandonarsi a farse che farebbero ridere se non fosse per il fatto che oltraggiano la Cittadinanza e la Democrazia.

A sua discolpa possiamo dire che quello di democrazia è un concetto sconosciuto, o perlomeno molto lontano dagli ideali di una sinistra che trova le sue radici nel retaggio pseudo culturale del comunismo, al quale guarda ancora con ammirazione e sudditanza.

Non a caso il parossismo anacronistico che identifica gli eredi di Togliatti fa sì che questi lo vezzeggino ancora oggi chiamandolo “il Migliore” !

Mentre De Maria continua il suo ridicolo siparietto elettorale il Pilastro è abbandonato a sé stesso, assediato da degrado e violenza.

Perfino i volontari che fino a ieri tentavano di ripulire il Parco Pasolini e le altre aree verdi del territorio, asportando decine e decine di sacchi di immondizia che quotidianamente vi si accumulavano, hanno dovuto interrompere la loro meritoria opera sociale, stremati dall’inefficacia delle loro azioni e abbandonati dalle istituzioni.

Il Parco Pasolini, e non solo, caro De Maria, è oggi una lattrina a cielo aperto, e ospita quotidianamente gli incivili che indisturbati usano il territorio come immondezzaio personale, gettandovi bottiglie vuote, di vetro e di plastica, cartacce, mozziconi di sigarette a migliaia e ogni altro genere di schifezze.

Dov’è la sinergia con le forze dell’ordine di cui blatera dalle pagine del “Resto del Carlino” ?

I cittadini NON hanno MAI visto alcun addetto alla pulizia del Parco e delle aree verdi, così come agenti in borghese che sanzionino i responsabili del degrado.

In compenso l’Amministrazione (PD) provvede allo sfalcio dell’erba, senza dire ai Cittadini però che lo fa in maniera assolutamente criminale, provocando un danno ecologico importante.

Gli addetti allo sfalcio non eseguono infatti una raccolta preventiva (e nemmeno postuma) dei tanti materiali plastici, e non solo, che vengono abbandonati da quelle stesse orde di incivili che il PD ha riversato sul territorio, e tutto viene così triturato dalle macchine tosaerba.

Le microplastiche così prodotte, criminalmente (altro che transizione ecologica), entrano nel ciclo alimentare, finendo nei mari e diventando cibo per i pesci.

L’emergenza mondiale su questo fenomeno ci racconta che oggi, purtroppo, c’è plastica in ogni pesce o invertebrato che arriva sulle nostre tavole, compreso quindi le cozze, gli scampi, le acciughe e gli sgombri.

Capito caro De Maria? Lei dovrebbe vergognarsi e smetterla di dire schiocchezze, e avere un minimo di dignità riconoscendo gli errori commessi da quel PD che rappresenta, operando per modificarne l’assetto in ogni sua perversa impostazione.

Spero che il Popolo, inteso come elettorato, vi punisca severamente lasciandovi solamente una possibilità, e cioè quella di compiere l’unico lavoro che gia da tempo avrebbe dovuto competervi : pulire i cessi !

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Il Blog del Pilastro


lunedì 19 luglio 2021

BOLOGNA, ELEZIONI COMUNALI 2021

Sottotitolo:

DESTRA: UNA SCONFITTA PREANNUNCIATA!

La coalizione elettorale che a Bologna raggruppa l’universo politico che si identifica negli ideali del centrodestra, è purtroppo destinata al fallimento totale ancor prima che i Cittadini si rechino alle urne.

La causa è da riscontrare nell’assenza totale di politiche di diffusione dell’anticomunismo e nella persistenza di personalismi legati alle singole esigenze di crescita nella scala gerarchica dei partiti di appartenenza.


A causa di ciò la base elettorale della destra bolognese non ha compiuto un itinerario di aggregazione scaturito da solidi legami ideologici, ma da impeti di insofferenza verso le attuali politiche governative, proprio come accadde quando i pentastellai presero il potere.

La parabola, ora discendente, percorsa dal movimento politico di Beppe Grillo avrebbe dovuto insegnare qualcosa, ma sembra che i vari “personaggi” della destra come ad esempio Bignami e Lisei, piuttosto che Mugavero e Cangini, siano più preoccupati di accapparrarsi “un uovo oggi piuttosto che una gallina domani”.

Poco importa se una eventuale vittoria avrà la caratteristica di essere una “vittoria di Pirro” e che il prezzo da pagare potrebbe essere quello di una implosione dovuta al carattere effimero e instabile su cui si è costruito il vantaggio elettorale stesso.

La dimensione culturale, didattica, propagandistica, e intellettuale in cui opera l’apparato che si lega al conformismo del “pensiero unico”, contrassegna da decenni gli standard del politically correct, influenzando spudoratamente le masse popolari.

La macchina del fango della sinistra agisce all’unisono con le schiere di disinformatori che sono proni ai dictat dell’intellighenzia post comunista, orientando e manipolando le percezioni dell’immaginario collettivo, pilotandone le reazioni in un gioco al massacro nel quale la destra è l’unica responsabile dei mali dell’universo, mentre la stessa tace e si lascia annichilire.

Durante il suo percorso mistificatorio, la sinistra interpreta ruoli che si possono definire di “convergenza parallela”, caratterizzati appunto dal deliberato ossimoro di cui è impregnato il suo stesso tessuto vitale.

Un esempio ? PD=Partito Democratico, ha la stessa valenza che scrivere ghiaccio bollente…


Le sinistre inneggiano ai partigiani comunisti assassini che si sono macchiati di crimini contro l’umanità cantando “bella ciao” e adorano feticci elevati a idoli come il famigerato Maresciallo Tito, massacratore di italiani in Jugoslavia.

La bonomia con cui le sinistre hanno strizzato l’occhio ai crimini del comunismo, diventandone complici,  ha rappresentato il motivo di fondo e il collante che da sempre fagocita le masse popolari.

La destra, per contro, esprime pallidi e timidi tentativi di reazione, soprattutto in occasione di ricorrenze annuali e di commemorazioni, al di là delle quali si esaurisce la momentanea enfasi propositiva trasformandosi presto in una sterile e amorfa quotidianità.

Nell’arco dei dodici mesi è già molto se nei vari quartieri cittadini le destre si presentano una o due volte con i cosiddetti banchetti informativi, muniti di bandiere e megafoni, rivolgendosi ai Cittadini come se questi fossero il loro unico scopo di vita.

Poi per tutto il resto dell’anno le destre scompiono dai radar, assorbite dai loro giochi di palazzo e dalle faide interne, dalle rivalità e dalle corse alle poltrone, con la valigia in mano per il passaggio da un partito all’altro, a seconda dell’opportunità che si presenta, lasciando l’elettorato in balìa di sé stesso.

Ne consegue che il modus vivendi che intercorre fra destre ed elettorato non si sviluppa entro i limiti di una simbiosi che concede ad entrambe le parti una reciproca convergenza, mancando i valori di riferimento, ma si interrompe al primo segnale di scontento che si frappone tra le parti.

Il substrato ideologico, di cui l’anticomunismo costituisce parte fondamentale ed integrante, è praticamente assente e spesso evitato quasi che fosse un fastidioso orpello di secondaria importanza.

In pratica la destra si sta scavando la fossa da sola, favorendo così la sopravvivenza di una sinistra che continuerà ad operare nello stesso modo che le ha permesso di vivacchiare fino ad oggi, oltre che di insediarsi al potere, mentre la destra continuerà a stare a guardare, in un ciclo che appartiene ai corsi e ricorsi storici da cui dovremmo imparare qualcosa…

L’anticomunismo dovrebbe essere il pane quotidiano della destra, o pseudo tale, ma pare che risulti quasi sgradito agli attuali personaggi che si sono proposti per guidare i partiti come Fratelli d’Italia, Lega, e Forza Italia.

Io stesso ho scritto nove libri sul comunismo, e un decimo lo sto scrivendo, ma li ho pubblicati tutti su Amazon, a causa del completo disinteresse della stessa destra che avrebbe dovuto, quanto meno, patrocinarne le edizioni, diffondendone i contenuti, e ampliandone l’interesse con presentazioni dedicate,  convegni, iniziative culturali, e progetti didattici.

L’atonia dimostrata da coloro che io chiamo “politicanti con la valigia”, sempre pronti cioè a cambiare casacca a seconda di come tira il vento, come ad esempio alcuni dirigenti di Fratelli d’Italia, tra cui il bolognese Galeazzo Bignami allegramente migrato da Forza Italia, evidenzia l’assoluto disinteresse verso l’allargamento della cultura anticomunista.

Evidentemente l’elettorato non rappresenta più, secondo questi personaggi, un serbatoio ideologico su cui poter contare in un percorso di osmosi reciproca nel quale i valori, la cultura, e le idee si interscambiano in un processo costruttivo politico, ma anzi tutto ciò diventa quasi un fastidioso elemento anacronistico d evitare.

Per questi motivi ho deciso di vestire i panni del presago, dell’indovino, del veggente e del profeta, in quanto mi appare in tutta la sua chiarezza il fallimento politico della coalizione di destra, per lo meno a Bologna, unitamente alla pesante responsabilità di consegnare nuovamente e colpevolmente la città alle sinistre.

Di solito la dignità individuale nelle persone che se ne ammantano impone, nei fallimenti di cui queste sono autori e prodromi, una sola via di uscita : le dimissioni.

Vedremo se dopo il trionfo delle sinistre a Bologna varranno di più le considerazioni etiche e morali oppure l’attaccamento alle poltrone.

E tutto ricomincerà da capo ...


Il Blog del Pilastro

 

 

mercoledì 30 giugno 2021

L'ITALIA del PD : Orde frocio-lesbiche e degrado!

 Le seguenti immagini parlano da sole ...


Questa è l'Italia che vuole il PD :
Con la proposta di legge Zan dicono che vogliono tutelare i diritti dei gay, ma in realtà sono loro i primi a sputare sui diritti degli altri, 
palesando odio e disprezzo contro  la religione cattolica,
ed esibendosi in squallidi siparietti, come si vede dalle immagini ...


Mentre si compie l'oltraggio alla Religione e alla Democrazia, 
con il tentativo di imporre di nuovi standard sociali, la minoranza gay, forte dell'appoggio del PD e delle sinistre mostra il suo vero volto, discriminando i Cittadini italiani.

Intanto a Roma la popolazione, ostaggio di PD e 5 stalle,
soffoca nel degrado, abbandonata dalle istituzioni.
 
Roma, famosa in tutto il mondo,
è diventata una pattumiera a cielo aperto, 
grazie a Zingaretti (PD) e alla Raggi (5 stalle).

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Il Blog del Pilastro
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giovedì 3 giugno 2021

Perché non voglio ROBERTO MUGAVERO come candidato Sindaco di Bologna.

La destra, nella sua oramai  annosa confusione ideologica, non è in grado di produre candidati credibili e ancor meno all’altezza del compito di governare.

Da più parti infatti, nel panorama politico che comprende Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, l’aspetto ideologico che riguarda l’anticomunismo è totalmente ignorato se non addirittura osteggiato.

Lo stesso atteggiamento di rifiuto verso l’approfondimento culturale delle realtà storiche che conducono verso l’anticomunismo, è stato apertamente dichiarato anche da gruppi minori come ad esempio Forza Nuova, la cui identità intellettuale e culturale è simile, se non inferiore, a quella di un criceto.


Mugavero, il candidato Sindaco che il centrodestra vorrebbe proporre agli elettori, non sarà mai, almeno per me, un adeguato e degno rappresentante di quelle posizioni ideologiche legate al mondo dell’anticomunismo.

Lo dico con convinzione, avendo avuto a che fare con il Mugavero editore in occasione di un mio scritto, qualche anno fa, che raccontava del “triangolo della morte” della bassa bolognese e delle stragi commesse dai partigiani nei nostri territori.

Quando gli sottoposi il mio lavoro mi rispose che tutto ciò che avevo scritto era reperibile “in rete”, attraverso internet, e che quindi non era interessato alla pubblicazione.

Una affermazione sibillina, che frustrò le mie aspettative e la mia voglia di far conoscere al mondo i crimini e i criminali dell’universo comunista, ancora oggi semi-sconosciuti, nonostante che siano “reperibili in rete” come affermava l’editore Mugavero.

Da allora ho scritto e pubblicato nove libri, tutti molto apprezzati, rivolgendomi alla struttura editoriale offerta da Amazon, che non ha opposto alcuna pregiudiziale contrariamente all’editore di “destra” Mugavero.

Ora sto scrivendo un libro sulle foibe e sugli orrori del comunismo jugoslavo, ma non mi sognerei mai di proporlo a Mugavero, per sentirmi dire che tutto ciò si può trovare in “rete”, navigando in internet !

Personalmente considero l’atteggiamento dell’editore “di destra” come sintomatico di un clichè privo della necessaria volontà propositiva che, coinvolgendo coloro che come me fanno anticomunismo su basi storico-politiche, dovrebbe offrire un prodotto editoriale adatto ai lettori e agli elettori.



Essere di destra significa anche promuovere l’anticomunismo, e incentivare la diffusione delle conoscenze storico-sociali e le politiche che inducono a considerare i comunismo come il Male sssoluto.

Essere di destra significa anche combattere la disinformazione e la mistificazione operata per decenni dai seguaci di Togliatti, e far conoscere ai lettori i crimini commessi in nome del comunismo, sbugiardando i falsi profeti che invece ne osannano le gesta.

Ostacolare con un rifiuto il percorso culturale di uno scrittore che è impegnato nella diffusione di tutto ciò, snobbandone la produzione letteraria, significa fare disinformazione, e ciò non è esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un editore, soprattutto se considerato di “destra”.

Oggi, a distanza di anni da quel rifiuto, sono contento di non aver “mollato” e di aver continuato a scrivere, oltre che di essermi guadagnato l’apprezzamento di tantissimi lettori, ma ho anche maturato la consapevolezza che ai vertici della “destra” mancano i presupposti per la costruzione di basi ideologiche che cementino l’elettorato odierno.

Senza la necessaria consapevolezza ideologica derivante dalla conoscenza approfondita dell’evoluzione socio politica interpretata sia dalla destra che dalla sinistra, l’elettore finisce per essere in balìa di eventi e di impostazioni casuali che determinano una appartenenza di tipo effimero ad uno schieramento piuttosto che a un altro.

La rabbia o la delusione che albergano nei sentimenti popolari, specialmente in momenti difficili come quelli odierni, costituiscono l’unico l’ago della bilancia dell’elettorato, quando questo non ha consolidate basi teoriche e intellettuali di riferimento.



In parole povere occorre far conoscere alle persone tutte le nefandezze commesse dai criminali del PCI per decenni, così come i crimini dei partigiani comunisti, oppure i genocidi efferati compiuti in Cambogia, in Russia, in Cina, e le collusioni dell’apparato disinfomatore delle sinistre con il Male assoluto.

Occorre che le persone sappiano, conoscano, metabolizzino, ed esprimano un sentimento che nasca dalla consapevolezza e dalla certezza di non essere marionette guidate dalla macchina del “pensiero unico” , ma di interpretare il ruolo di esseri pensanti, intelligenti, in grado di controbattere le falsità e le affermazioni delle sinistre.

Chi, meglio di un editore, soprattutto se di destra, può invertire la tendenza di un intero popolo che, a causa della latitanza intellettuale dei personaggi guida, e della mancanza di riferimenti culturali, sembra avviato ad assomigliare più ad un gregge di pecore che ad un insieme di persone consapevoli ?

Purtroppo la destra è stracolma di politicanti che hanno dimostrato con i fatti di tenere più lla poltrona che all’ideale politico.

Personaggi che, ad esempio hanno la valigia in mano,  per trasmigrare da un Partito all’altro con estrema disinvoltura e raggiungere mete prefissate, come quella di una comoda poltrona in Parlamento.

E’ il caso di Galeazzo Bignami, che quando ha sentito “odore di bruciato” in Forza Italia si è precipitato da Giorgia Meloni a chiedere di entrare in Fratelli d’Italia.

Anche lui è uno di quellia a cui ho proposto, a costo zero, la mia produzione letteraria, per diffondere l’anticomunismo, ma da quel momento si è sempre negato anche al telefono.



Povera Destra !

Personaggi come Mugavero sono un danno per l’intero ambiente che orbita intorno alle ideologie di destra, tanto più se fosse addirittura candidato Sindaco, anche se sospetto che dietro alle manovre di Palazzo che spingono in tale direzione ci sia proprio Bignami.

Il gatto e la volpe, quindi, che organizzazno le loro trame nel Paese dei balocchi !

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Il Blog del Pilastro

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mercoledì 2 giugno 2021

A PROPOSITO DI CASE FARMACEUTICHE...

Ecco un breve escursus nel panorama che tratteggia il profilo di alcune delle case farmaceutiche più conosciute.

Questo articolo mette in evidenza la bassa caratura morale che contraddistingue le strategie commerciali attraverso cui i proprietari e i manager si arricchiscono smisuratamente.

L'obiettivo a cui mirano le Big Pharma non è quello di assicurare alle popolazioni una copertura efficace dalle malattie, ma quello, ampiamente dimostrato dai fatti, di produrre profitti sempre più grandi, quasi sempre calpestando i diritti umani e speculando sulla pelle delle persone.

Questa breve lettura fornirà a chi legge un quadro di insieme che darà la misura dicome sia, effettivamente, il mondo della cosiddetta Sanità. 

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La Glaxo Smith Kline è una casa farmaceutica inglese che è salita alla ribalta delle cronache mondiali per i casi di corruzione in cui è stata coinvolta.

Pare infatti che alla suddetta azienda interessi molto di più convincere a suon di mazzette i medici a prescrivere i propri medicinali che la salute dei pazienti.

In Polonia, negli anni 2010 e 2012, il manager regionale della Ditta farmaceutica e 11 dottori locali sono stati denunciati per corruzione.



I medici compiacenti hanno ricevuto doni sotto forma di viaggi e campioni di farmaci da rivendere privatamente, in cambio della loro disponibilità a prescrivere i farmaci della Glaxo.

La Glaxo fu denunciata per pratiche commerciali scorrette relative al periodo 1991-2017, e condannata a pagare alle autorità la cifra di quasi 8 miliardi di dollari. 

La Pfizer Inc. è una azienda farmaceutica statunitense, con sede a New York, ed è la più grande società del mondo ad operare nel settore della ricerca, della produzione e della commercializzazione dei farmaci, quotata in borsa dal 2004.

In Italia l’azienda ha dismesso alcuni centri di ricerca, trasferendo centinaia di lavoratori in altre sedi precedentemente acquisite.

Per evitare di pagare le tasse al fisco americano la Pfizer opera fusioni con altri colossi, come nel caso della Glaxo Smith Kline inglese.

A causa della sua condotta non proprio trasparente è stata spesso costretta ad accettare accordi di risarcimento per miliardi di dollari.

Ha collezionato infatti 47 condanne ed è stata costretta a pagare oltre 4 miliardi di dollari, che per le poltiche aziendali corrispondono ad un granello di polvere.

La capitalizzazione societaria ammonta infatti a 220 miliardi di dollari, mentre il fatturato annuo supera i 52 miliardi.

Dal 1999 al 2006 la Pfizer ha commercializzato farmaci non approvati ufficialmente, e per questo ha dovuto pagare al Governo americano quasi tre miliardi di dollari.

Per lo stesso motivo nel 2009 è stata multata per 2,3 miliardi di dollari in riferimento a farmaci antinfiammatori (valdecoxib), antipsicotici (ziprasidone), antibiotici per uso ospedaliero (linezolid), e antiepilettici (pregabalin).


La diffusione e le vendite di questi farmaci, realizzate grazie al metodo consolidato della corruzione dei medici, ha prodotto alla Ditta 180 miliardi di dollari, per cui la Pfizer è stata ben contenta di pagare la multa che le era stata inflitta.

La Pfizer era proprietaria della Ditta Quigley, acquistata nel 1968, produttrice di prodotti che contenevano amianto.

Le vittime del famigerato materiale negoziarono un accordo di risarcimento che arrivò ad un totale di 965 milioni di dollari.

Nel 1979 la Pfizer acquistò la Shiley Inc. che produceva valvole cardiache, in particolare quella denominata Bjork-Shiley, utilizzata per la sostituzione della valvola aortica o mitrale.

Nel 1986 si scoprì che tale valvola aveva provocato la morte di 500 persone e fu quindi ritirata dal commercio.

Il Governo americano obbligò la Pfizer a risarcimenti per circa 200 milioni di dollari.

Nel 2000 il Washington Post puntò il dito contro la Pfizer, implicata in prima persona nel cosiddetto “Contenzioso di Kano”, uno scandalo che avvenne in Nigeria, dove la casa farmaceutica sperimentava dal 1996 l’antibiotico Trovan,  allo scopo ufficiale di arginare una epidemia di meningite.

La sperimentazione condotta su 200 bambini provocò la morte di 11 di loro, la sordità e la cecità per numerosi altri, oltre a danni cerebrali permanenti.

Dopo 13 anni di battaglie legali durante le quali la Pfizer continuò ad arricchirsi, patteggiò di risarcire le autorità locali nigeriane con la cifra di 105 milioni di dollari, a fronte di un guadagno realizzato di un miliardo.

Nell’aprile del 2010 la Pfizer licenziò una dipendente, la biologa molecolare Becky Mc Clain che aveva segnalato rischi per la sicurezza del lavoro nel laboratorio di ingegneria genetica a Groton, nello Stato del Connecticut.

L’azienda, anziché preoccuparsi di identificare i dispositivi di sicurezza difettosi, preferì allontanare la dipendente, la quale nel frattempo era stata infettata da un virus.

La signora McClain si rivolse ad uno studio legale per far valere i suoi diritti e la Pfizer fu condannata a pagare un risarcimento di 1,4 milioni di dollari.

La ditta fu accusta di pratiche commerciali scorrette, per non aver adeguatamente informato i consumatori dal 1991 al 2017, e fu condannata a pagare 4 miliardi e 700 mila dollari per regolarizzare la sua posizione.

In Italia alcuni ex membri del Consiglio di amministrazione di Pfizer e Astrazeneca-Simesa sono stati condannati in primo grado per bancarotta fraudolenta, in relazione al crac di Marvecpharma, una società farmaceutica nata a Milano nel 1990 attraverso cessioni di ramo d’azienda.

Va detto anche che la Pfizer persegue ostinatamente una politica economica aziendale che tiene conto del profitto piuttosto che del benessere e della vita dei pazienti.

Lo provano i prezzi, davvero troppo alti, di farmaci come quelli usati dai malati di HIV/AIDS, fra i quali molti avrebbero potuto salvarsi se il costo non fosse stato proibitivo.

La Pfizer preferisce elargire ingenti somme di denaro ai candidati repubblicani americani per le loro campagne elettorali, e procacciarsi così protezioni e compiacenze politiche.

Tra i maggiori azionisti della Pfizer figurano la Banca Barcklays, la Deutsche Bank e altre Società di servizi finanziari e bancari, come la State Street Corporation, la Capital research and Management Company e la Legg Mason.

Johnson & Johnson

E’ stata coinvolta in un caso di disease-mongering, in riferimento al prodotto Listerine.

In pratica si tratta di un comportamento commercialmente scorretto, secondo il quale si spinge il consumatore, attraverso campagne di sensibilizzazione, a cercare soluzioni verso problemi di salute che in realtà non esistono.

Ben più gravi sono i danni alla salute provocati dai prodotti a base di talco, per i quali nel febbraio 2016 J&J è stata condannata in primo grado a rimborsare la famiglia di Jacqueline Fox, morta a 62 anni di cancro alle ovaie dopo aver utilizzato i prodotti della casa farmaceutica.

Purtroppo la donna morì prima del processo di appello.

Anche nel 2017 la Johnson ha dovuto pagare 417 milioni di dollari ad una donna californiana che sviluppò un tumore alle ovaie dopo l’uso dei prodotti a base di talco dell’azienda.

Nel 2018 fu provato che la Johnson nascose per decenni la documentazione da cui risultava che i suoi prodotti erano contaminati da amianto, e per questo fu denunciata da quasi 12.000 persone.

Il Tribunle condannò la casa farmaceutica al pagamento di 4,14 miliardi di dollari di danni punitivi e 550 milioni di danni compensativi.



Nel 2018 negli Stati Uniti vennero presentati oltre 500 casi relativi alla presenza di oppioidi nei farmaci, i quali provocarono decessi da overdose.

Nel 2019 il Giudice obbligò la Johnson a pagare 572 milioni di dollari.

L’etica morale e professionale dell’industria farmaceutica è stata messa sotto accusa dal Wall street Journal che ha prodotto le prove dei metodi fraudolenti con cui l’azienda invade i mercati.

In pratica la Johnson ricorre alla corruzione, pagando profumatamente i medici americani perché prescrivano i suoi farmaci, compreso quelli non autorizzati dalla FDA.

Evidentemente è una prassi consolidata a cui l’azienda ricorre abitualmente, fino dagli anni novanta, come dimostrano gli episodi di cronaca compresi fra il 1994 e il 1997, in cui la Johnson fu messa sotto indagine federale dalla FDA per aver pubblicizzato un farmaco non ammesso.

La casa farmaceutica pagò cinque milioni di dollari di multa per aver indotto i propri dipendenti a distruggere le prove del crimine, nascondendole agli investigatori.



Astrazeneca

E’ una azienda britannica-svedese produttrice di prodotti farmaceutici, presente in oltre 100 paesi del mondo.

Il percorso di vita di questa azienda è costellato di vicissitudini giudiziarie, di scandali e di condanne.

Uno dei più ecclatanti è quello che riguarda il farmaco Seroquel, indicato per la schizofrenia e commercializzato nel 2010 senza rivelare che aumenta il rischio di diabete.

Negli Stati Uniti Astrazeneca è stata sottoposta ad indaginii federali per queste pratiche di marketing criminale, a causa delle quali ha affrontato oltre 25.000 cause civili che le sono costate 1,3 miliardi di dollari.

La casa farmaceutica ha concordato il pagamento di 520 milioni di dollari per chiudere le indagini, ammettendo di fatto la propria responsabilità e le accuse.

Da una intervista sul settimanale tedesco  Stern, rilasciata nel 2007 da Marcia Angell, ex capo redattore del New England Journal of Medicine e docente all’Università di Harvard, emerse una chiara denuncia dei metodi truffaldini di Astrazeneca.

In pratica gli scienziati della casa farmaceutica, secondo Angell, falsarono  i dati della loro ricerca sul farmaco Nexium, a base di esomeprazolo allo scopo di mostrare un effetto migliorativo.

Inoltre l’azienda ha fatto ricorso alla corruzione, offrendo ai medici doni in denaro perché lo prescrivessero.

Il 13 maggio 1996 79 donne americane denunciano di aver subìto molestie sessuali da parte di tre dirigenti di Astrazeneca, tra cui l’Amministratore delegato Lars Bildman.

Lo stesso Bildman, CEO (Amministratore delegato) negli USA fino al 1996 fu accusato di evasione fiscale per oltre 1 milione di dollari, oltre che di molestie sessuali, ma Astrazeneca andò in suo soccorso patteggiando la cifra di 9,8 milioni di dollari per chiudere le cause in tribunale.

Nel 2003 Astrazeneca si dichiarò colpevole di comportamento fraudolento e accettò di pagare 355 milioni di dollari per chiudere la causa penale e civile pendente presso il tribunale di Wilmingam, nello Stato del Delaware.

Nel 2007 fu implicata insieme ad altre aziende nella cosiddetta “Farmatruffa”.

Gli informatori delle aziende farmaceutiche, convinsero i medici compiacenti ad emettere prescrizioni mediche intestate anche a pazienti già morti.



La società dovette patteggiare un rimborso di 900.000 euro da versare al Sistema Sanitario Nazionale

Negli anni ’80 l’Amministratore delegato Ron Peet fu uno dei protagonisti della campagna di promozione del famigerato farmaco Talidomide, che come si ricorda, provocò moltissimi casi di focomelia e assenza di gambe e braccia nei bambini le cui madri lo avevano assunto in gravidanza.

Passando attraverso vari scandali, il percorso dell’azienda rivela nuovamente il volto del malffare nel 2009, quando viene condannata a pagare una multa di 15 milioni di dollari per aver gonfiato i prezzi dei suoi farmaci.

Lo spregiudicato percorso commerciale della Casa Farmaceutica si snoda attraverso le sanzioni di circa 1 milione di dollari pagate nel 2011, fino a quella di 5 milioni per le frodi relative alla commercializzazione “off-label” (non autorizzato) del farmaco Seroquel nel 2013, nuovamente, dopo lo scandalo del 2010.

Nel 2015 Astrazeneca viene condannata negli Stati Uniti per pratiche commerciali illegali, e condannata a pagare 46 milioni di dollari.

Nel 2015 un losco intreccio fra le filiali di Russia e Cina innescano una serie di reati per i quali l’Azienda viene condannata a pagare una sanzione di 5,5 milioni di dollari.

Moderna

L’azienda farmaceutica nel 2013 ha firmato un accordo con Astrazeneca per lo sviluppo e la commercializzazione di terpie mRNA per il trattamento di malattie cardiovascolari, metaboliche e renali, oltre che oncologiche.

Per questo Moderna ricevette da Astrazeneca un finanziamento di 240 milioni di dollari, poi dal 2013 al 2015 l’azienda raccolse un miliardo di altri finaziamenti.

Nel gennaio 2016 Moderna firmò un accordo con la Fondazione Bill & Melinda Gates per progetti di sviluppo basati sull’mRNA, sovvenzionati dal magnate americano con 20 milioni di dollari.

Nel 2018 Moderna si è quotata in Borsa a Wall Street.

Quando Moderna ha annunciato di aver prodotto un vaccino anti Covid, il suo titolo in Borsa è schizzato al rialzo.

La Casa Farmaceutica ha poi venduto il suo “vaccino” ai Paesi più ricchi, escludendo quelli meno abbienti, palesando un comportamento che rasenta lo sciacallaggio e palesa una caratura morale di bassissimo livello.

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Come si può facilmente constatare, il mondo delle Big Pharma è caratterizzato da una sconsiderata bramosia di profitto, che non tiene nella minima considerazione la salute delle persone, e che persegue finalità a dir poco delinquenziali, salvo poi porre rimedio ai crimini commessi tramite i risarcimenti milionari.



D’altra parte si era già visto un comportamento prodromicamente rilevante a questo proposito fin dai tempi in cui Hitler uccideva milioni di ebrei nelle camere a gas.

Il gas che i nazisti usavano per compiere l’infernale olocausto era lo Zyclon.

Lo zyklon era prodotto dalla Bayer, una delle multinazionali farmaceutiche più importanti a livello mondiale, produttrice anche della famosa Aspirina.

L’etica non è stata di certo il cavallo di battaglia di questa Industria, che ha tranquillamente fornito a Hitler, in cambio di denaro, lo strumenro attraverso cui uccidere con il gas milioni di esseri umani.

Non meravigliamoci quindi se le aziende di Big Pharma non godono oggi della fiducia delle persone e nemmeno del fatto che moltissimi cittadini, me compreso, sollevano più di un dubbio sulla opportunità di vaccinarsi e sulla sicurezza dei ritrovati commerciali di queste aziende farmaceutiche.

Ricordiamoci che l’assioma di riferimento che guida le azioni delle multinazionali del farmaco segue un filo logico che è disgiunto da considerazioni etiche o morali, e ricalca indicazioni secondo cui appare rilevante il seguente proverbio :

Pecunia non olet…

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