Matteo
Salvini mostra il suo vero volto anche in occasione della guerra in Ucraina.
Il
suo modus operandi improntato ad una ambiguità vergognosa lo caratterizza, così
come è apparso molto chiaramente non solo nella sua affannosa corsa finalizzata
a compiacere un Governo di cui fa parte, a fianco dei comunisti e dell’intera
sinistra, ma anche palesando un aperto disprezzo verso le famiglie ucraine che
quotidianamente vengono bombardate dalle orde sanguinarie di Putin.
Salvini
si è infatti espresso molto duramente contro la decisione del Premier Draghi di
inviare aiuti militari in Ucraina, ribadendo la sua tesi (di comodo) secondo
cui il conflitto si deve attenuare sedendosi ad un tavolo di trattative.
La
tesi di Salvini è che, mentre le donne e i bambini in Ucraina muoiono sotto le
macerie dei palazzi distrutti dai russi, l’Occidente deve limitarsi a compiere
passi diplomatici e a dialogare con gli assassini del Male Assoluto.
Va
detto che, non a caso, Salvini è stato a lungo un fervido ammiratore di Putin,
nonostante il fatto che questi sia stato un colonnello del KGB, la famigerata
polizia segreta nata dalle ceneri dell’NKVD, responsabile di deportazioni
epocali e di genocidi.
Quando
cadde il Muro di Berlino, Putin si trovava proprio nella capitale della
Germania est, ed era uno di quelli che sparava o dava l’ordine di sparare alla
schiena di coloro che tentavano di fuggire dal “paradiso comunista”.
Salvini
indossò la maglietta con l’effigie di Putin, per omaggiarlo e testimoniargli
così la sua devozione, nonostante il fatto che fosse a conoscenza dei genocidi
commessi dal suo idolo e dei suoi innumerevoli crimini contro l’umanità.
Putin
fece radere al suolo le città della Cecenia, riducendo quel Paese ad un cumulo
di macerie e consentì alle sue truppe di praticare lo stupro come arma di
guerra.
Lo
stesso modus operandi che in questi giorni sta applicando nei confronti del
Popolo Ucraino, accanendosi contro le abitazioni civili, gli asili, gli
ospedali, i teatri e qualunque altro luogo, anche in assenza di rilevanza
strategica o di obiettivi militari.
Tutto
ciò non interessa a Matteo Salvini, impegnato com’è a fare combutta con gli
squallidi politicanti che ancora oggi, grazie ai sui voti e a quelli di
Berlusconi, tengono in ostaggio la Popolazione italiana con lo strumento del
green pass.
Salvini
vuole il dialogo con Putin ma paradossalmente non ha permesso al Popolo
italiano di dissentire e di opporsi al green pass, votando infatti insieme a
PD, LeU, e sinistre al completo, per la privazione della libertà e per la fine
della democrazia in Italia.
Come
definire il comportamento di questo politicante se non con il termine di
squallido ?
Anche
la Polonia, durante l’ultima visita di Salvini in quel Paese, gli ha
rinfacciato il fatto di aver indossato la “famosa” maglietta” con l’immagine di
Putin, facendogli capire che non era un ospite gradito!
Salvini
sta conducendo la Lega allo sfacelo e durante tale percorso non si fa mancare
nulla, nemmeno il tradimento nei confronti di Fratelli d’Italia, palesato in
occasione sia della rielezione di Sergio Mattarella a Presidente della
Repubblica, che della riforma per il Presidenzialismo proposta da Giorgia
Meloni, affossata a causa delle assenze di due Deputati di Salvini e
Berlusconi.
Lo squallore che trasuda da ogni singolo comportamento di Salvini esprime con
tragica evidenza la sua doppiezza morale e una smisurata ambiguità, come
dimostra il suo asservimento ai dictat del pensiero unico di cui oggi è membro
a pieno titolo.
Giuda
Iscariota, non avrebbe potuto fare di meglio, in un perverso teatrino nel quale
la rappresentazione degli interpreti presenti è frutto di complicità, inciuci,
compromessi, falsità, ambiguità, tradimenti, eseguiti con la massima
disinvoltura e in totale dispregio del mondo circostante.
L’elettorato
della Lega non ha sicuramente digerito il fatto che da Partito di opposizione
al Governo delle sinistre, Salvini sia diventato un membro proprio di tale
compagine, a fianco di Draghi, Conte, Di Maio, Speranza, Fratoianni, ma anche
di Brunetta, Gelmini, Carfagna, e di tutta l’accozzaglia delinquenziale che
compone la dittatura odierna in Italia.
La
caratura morale di questi personaggi è inferiore a quella che può avere un
ratto di fogna, e i fatti lo dimostrano.
Nel
frattempo in Ucraina i bambini continuano a morire!
I
fanatici adoratori di Salvini, quelli per intenderci che lo riconoscono come
leader a prescindere, incuranti dei suoi tradimenti e delle sue vigliaccate,
commesse senza ritegno, osannano a loro volta Putin, in uno scenario
paradossale nel quale l’ignoranza, la disinformazione, e l’idiozia allo stato
puro trionfano.
Questi
personaggi, veri e propri trolls che popolano Facebook e altri social, non
mancano quotidianamente di esprimere le loro squallide simpatie per Putin,
disprezzando le vittime dei bombardamenti russi.
Questo
orientamento, fortunatamente limitato ad un numero ridotto di estimatori
dell’Asse Salvini-Putin, si palesa come un vero e proprio cancro sociale,
proprio come se costoro inneggiassero a Hitler o a Stalin.
In
tutto ciò, la responsabilità di colui che veniva denominato “il Capitano”, ma
che ora può essere definito solamente come squallido politicante, è enorme.
Il
suo comportamento ha provocato una serie di condizionamenti che traggono linfa
vitale dalla confusione ideologica e dall’ignoranza, inducendo i sopracitati
trolls a manifestare senza ritegno la propria ignoranza.
D’altra
parte le “destre” di oggi non propongono più modeli culturali, didattici e
intellettuali che mostrano la vera essenza del comunismo e dei loro eredi,
lasciando agli estimatori di Togliatti, di Putin, o dei gerarchi cinesi ampi
spazi di manovra per quanto riguarda la disinformazione.
Percolpa di politicanti come Salvini non esistono più retrospettive culturali che
traggano linfa vitale dalla disanima dei crimini comunisti e dalla
consapevolezza della ferocia insita nell’essenza del Male assoluto, ma
solamente effimere concomitanze di malumori sociali eretti a baluardo di
propaganda.
In
parole povere mancano le basi ideologiche che attraverso lo studio della Storia
ci insegnano quale debba essere il percorso democratico di una società civile,
mentre la formazione della base elettorale della cosiddetta destra è
inesistente, orba di riferimenti didattici e privata di contenuti
intellettuali.
L’anticomunismo,
che dovrebbe essere alla base di ogni raggruppamento politico che guardi ai
valori di democrazia e libertà, è in realtà scomparso o agonizzante, mentre la
disinformazione comunista continua ancora oggi a diffondere una verità plasmata
e addomesticata a loro uso e consumo.
Il
declino della Lega, a causa di Salvini, assomiglia molto da vicino a quello dei
pentastellati di Beppe Grillo, il cui percorso implosivo ha tratto i suoi
prodromi proprio dalla mancanza di riferimenti ideologici.
Il
malcontento popolare che fu la causa determinante del successo elettorale dei 5
stalle, si è infatti scontrato in seguito con la stessa ambiguità e lo stesso
modus operandi palesato da Salvini negli ultimi anni, conducendo il Movimento
verso l’estinzione.
Le
sinistre, forti di riferimenti ideologici a cui non hanno mai voluto
rinunciare, pur metamorfizzandosi, professano una asfissiante disinformazione
da decenni, insinuandosi in ogni settore della vita sociale e raccogliendo consensi.
La
loro ambiguità è diversa da quella di Salvini, poiché è mirata a fagocitare
consensi, ad assoggettare masse, a creare un gregge di pecoroni da manipolare,
in un ciclo perverso che si nutre della stessa disinformazione attuata, mentre
il modus operandi dell’ex “Capitano” si concretizza nella ricerca affannosa di
un posto nel Governo Draghi, di una compiacenza complice con l’ex nemico, con
il quale vota all’unanimità.
C’è
da chiedersi come mai Salvini si sia prostrato al cospetto del nuovo Zar,
nonostante la caratura criminale dello stesso e a fronte di un genocidio in
atto attualmente, e ci si domanda come mai non esprima senza ambiguità una
netta presa di distanza dalle politiche genocide di Putin, ma anzi si inalberi
di fronte all’ipotesi di aiutare militarmente l’Ucraina.
Cosa
lo rende così compiacente nei riguardi dell’ex colonnello del kgb ?
Consiglierei
Salvini di recarsi a Kiev o a Mariupol, oppure a Odessa e Leopoli, per provare
sulla sua pelle cosa significhi ricevere le bombe russe sulla testa, o rimanere
prigioniero sotto le macerie di una casa crollata.
Se
ciò capitasse a sua figlia, sarebbe ancora così compiacente verso il suo idolo
russo ?
Personalmente
non sono un estimatore di Mario Draghi, dato che lo considero un criminale che
ha ridotto in schiavitù il Popolo Italiano, ma devo riconoscere che il suo
sdegno verso Putin e la sua proposta di inviare aiuti militari in Ucraina mi
trova perfettamente d’accordo.
Non
si può dialogare con chi stupra la democrazia e con chi disprezza la vita degli
esseri umani.
Putin
è paragonabile ad elementi criminali come Hitler, Stalin, Lenin, Pol Pot, Xi
Jinping, Fidel Castro e solo una mente malata e ambigua può pensare di
tergiversare sull’argomento mentre i bambini soccombono ai bombardamenti.
Caro
Matteo Salvini, sei un morto che cammina (in senso politico) e non ti sei
nemmeno accorto che la china discendente che hai intrapreso ti condurrà all’estinzione.
Sei
artefice del tuo destino, ma sappi che, come recita un vecchio proverbio, chi
è causa del suo male pianga sé stesso!
Il Blog del Pilastro