giovedì 3 giugno 2021

Perché non voglio ROBERTO MUGAVERO come candidato Sindaco di Bologna.

La destra, nella sua oramai  annosa confusione ideologica, non è in grado di produre candidati credibili e ancor meno all’altezza del compito di governare.

Da più parti infatti, nel panorama politico che comprende Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, l’aspetto ideologico che riguarda l’anticomunismo è totalmente ignorato se non addirittura osteggiato.

Lo stesso atteggiamento di rifiuto verso l’approfondimento culturale delle realtà storiche che conducono verso l’anticomunismo, è stato apertamente dichiarato anche da gruppi minori come ad esempio Forza Nuova, la cui identità intellettuale e culturale è simile, se non inferiore, a quella di un criceto.


Mugavero, il candidato Sindaco che il centrodestra vorrebbe proporre agli elettori, non sarà mai, almeno per me, un adeguato e degno rappresentante di quelle posizioni ideologiche legate al mondo dell’anticomunismo.

Lo dico con convinzione, avendo avuto a che fare con il Mugavero editore in occasione di un mio scritto, qualche anno fa, che raccontava del “triangolo della morte” della bassa bolognese e delle stragi commesse dai partigiani nei nostri territori.

Quando gli sottoposi il mio lavoro mi rispose che tutto ciò che avevo scritto era reperibile “in rete”, attraverso internet, e che quindi non era interessato alla pubblicazione.

Una affermazione sibillina, che frustrò le mie aspettative e la mia voglia di far conoscere al mondo i crimini e i criminali dell’universo comunista, ancora oggi semi-sconosciuti, nonostante che siano “reperibili in rete” come affermava l’editore Mugavero.

Da allora ho scritto e pubblicato nove libri, tutti molto apprezzati, rivolgendomi alla struttura editoriale offerta da Amazon, che non ha opposto alcuna pregiudiziale contrariamente all’editore di “destra” Mugavero.

Ora sto scrivendo un libro sulle foibe e sugli orrori del comunismo jugoslavo, ma non mi sognerei mai di proporlo a Mugavero, per sentirmi dire che tutto ciò si può trovare in “rete”, navigando in internet !

Personalmente considero l’atteggiamento dell’editore “di destra” come sintomatico di un clichè privo della necessaria volontà propositiva che, coinvolgendo coloro che come me fanno anticomunismo su basi storico-politiche, dovrebbe offrire un prodotto editoriale adatto ai lettori e agli elettori.



Essere di destra significa anche promuovere l’anticomunismo, e incentivare la diffusione delle conoscenze storico-sociali e le politiche che inducono a considerare i comunismo come il Male sssoluto.

Essere di destra significa anche combattere la disinformazione e la mistificazione operata per decenni dai seguaci di Togliatti, e far conoscere ai lettori i crimini commessi in nome del comunismo, sbugiardando i falsi profeti che invece ne osannano le gesta.

Ostacolare con un rifiuto il percorso culturale di uno scrittore che è impegnato nella diffusione di tutto ciò, snobbandone la produzione letteraria, significa fare disinformazione, e ciò non è esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un editore, soprattutto se considerato di “destra”.

Oggi, a distanza di anni da quel rifiuto, sono contento di non aver “mollato” e di aver continuato a scrivere, oltre che di essermi guadagnato l’apprezzamento di tantissimi lettori, ma ho anche maturato la consapevolezza che ai vertici della “destra” mancano i presupposti per la costruzione di basi ideologiche che cementino l’elettorato odierno.

Senza la necessaria consapevolezza ideologica derivante dalla conoscenza approfondita dell’evoluzione socio politica interpretata sia dalla destra che dalla sinistra, l’elettore finisce per essere in balìa di eventi e di impostazioni casuali che determinano una appartenenza di tipo effimero ad uno schieramento piuttosto che a un altro.

La rabbia o la delusione che albergano nei sentimenti popolari, specialmente in momenti difficili come quelli odierni, costituiscono l’unico l’ago della bilancia dell’elettorato, quando questo non ha consolidate basi teoriche e intellettuali di riferimento.



In parole povere occorre far conoscere alle persone tutte le nefandezze commesse dai criminali del PCI per decenni, così come i crimini dei partigiani comunisti, oppure i genocidi efferati compiuti in Cambogia, in Russia, in Cina, e le collusioni dell’apparato disinfomatore delle sinistre con il Male assoluto.

Occorre che le persone sappiano, conoscano, metabolizzino, ed esprimano un sentimento che nasca dalla consapevolezza e dalla certezza di non essere marionette guidate dalla macchina del “pensiero unico” , ma di interpretare il ruolo di esseri pensanti, intelligenti, in grado di controbattere le falsità e le affermazioni delle sinistre.

Chi, meglio di un editore, soprattutto se di destra, può invertire la tendenza di un intero popolo che, a causa della latitanza intellettuale dei personaggi guida, e della mancanza di riferimenti culturali, sembra avviato ad assomigliare più ad un gregge di pecore che ad un insieme di persone consapevoli ?

Purtroppo la destra è stracolma di politicanti che hanno dimostrato con i fatti di tenere più lla poltrona che all’ideale politico.

Personaggi che, ad esempio hanno la valigia in mano,  per trasmigrare da un Partito all’altro con estrema disinvoltura e raggiungere mete prefissate, come quella di una comoda poltrona in Parlamento.

E’ il caso di Galeazzo Bignami, che quando ha sentito “odore di bruciato” in Forza Italia si è precipitato da Giorgia Meloni a chiedere di entrare in Fratelli d’Italia.

Anche lui è uno di quellia a cui ho proposto, a costo zero, la mia produzione letteraria, per diffondere l’anticomunismo, ma da quel momento si è sempre negato anche al telefono.



Povera Destra !

Personaggi come Mugavero sono un danno per l’intero ambiente che orbita intorno alle ideologie di destra, tanto più se fosse addirittura candidato Sindaco, anche se sospetto che dietro alle manovre di Palazzo che spingono in tale direzione ci sia proprio Bignami.

Il gatto e la volpe, quindi, che organizzazno le loro trame nel Paese dei balocchi !

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Il Blog del Pilastro

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mercoledì 2 giugno 2021

A PROPOSITO DI CASE FARMACEUTICHE...

Ecco un breve escursus nel panorama che tratteggia il profilo di alcune delle case farmaceutiche più conosciute.

Questo articolo mette in evidenza la bassa caratura morale che contraddistingue le strategie commerciali attraverso cui i proprietari e i manager si arricchiscono smisuratamente.

L'obiettivo a cui mirano le Big Pharma non è quello di assicurare alle popolazioni una copertura efficace dalle malattie, ma quello, ampiamente dimostrato dai fatti, di produrre profitti sempre più grandi, quasi sempre calpestando i diritti umani e speculando sulla pelle delle persone.

Questa breve lettura fornirà a chi legge un quadro di insieme che darà la misura dicome sia, effettivamente, il mondo della cosiddetta Sanità. 

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La Glaxo Smith Kline è una casa farmaceutica inglese che è salita alla ribalta delle cronache mondiali per i casi di corruzione in cui è stata coinvolta.

Pare infatti che alla suddetta azienda interessi molto di più convincere a suon di mazzette i medici a prescrivere i propri medicinali che la salute dei pazienti.

In Polonia, negli anni 2010 e 2012, il manager regionale della Ditta farmaceutica e 11 dottori locali sono stati denunciati per corruzione.



I medici compiacenti hanno ricevuto doni sotto forma di viaggi e campioni di farmaci da rivendere privatamente, in cambio della loro disponibilità a prescrivere i farmaci della Glaxo.

La Glaxo fu denunciata per pratiche commerciali scorrette relative al periodo 1991-2017, e condannata a pagare alle autorità la cifra di quasi 8 miliardi di dollari. 

La Pfizer Inc. è una azienda farmaceutica statunitense, con sede a New York, ed è la più grande società del mondo ad operare nel settore della ricerca, della produzione e della commercializzazione dei farmaci, quotata in borsa dal 2004.

In Italia l’azienda ha dismesso alcuni centri di ricerca, trasferendo centinaia di lavoratori in altre sedi precedentemente acquisite.

Per evitare di pagare le tasse al fisco americano la Pfizer opera fusioni con altri colossi, come nel caso della Glaxo Smith Kline inglese.

A causa della sua condotta non proprio trasparente è stata spesso costretta ad accettare accordi di risarcimento per miliardi di dollari.

Ha collezionato infatti 47 condanne ed è stata costretta a pagare oltre 4 miliardi di dollari, che per le poltiche aziendali corrispondono ad un granello di polvere.

La capitalizzazione societaria ammonta infatti a 220 miliardi di dollari, mentre il fatturato annuo supera i 52 miliardi.

Dal 1999 al 2006 la Pfizer ha commercializzato farmaci non approvati ufficialmente, e per questo ha dovuto pagare al Governo americano quasi tre miliardi di dollari.

Per lo stesso motivo nel 2009 è stata multata per 2,3 miliardi di dollari in riferimento a farmaci antinfiammatori (valdecoxib), antipsicotici (ziprasidone), antibiotici per uso ospedaliero (linezolid), e antiepilettici (pregabalin).


La diffusione e le vendite di questi farmaci, realizzate grazie al metodo consolidato della corruzione dei medici, ha prodotto alla Ditta 180 miliardi di dollari, per cui la Pfizer è stata ben contenta di pagare la multa che le era stata inflitta.

La Pfizer era proprietaria della Ditta Quigley, acquistata nel 1968, produttrice di prodotti che contenevano amianto.

Le vittime del famigerato materiale negoziarono un accordo di risarcimento che arrivò ad un totale di 965 milioni di dollari.

Nel 1979 la Pfizer acquistò la Shiley Inc. che produceva valvole cardiache, in particolare quella denominata Bjork-Shiley, utilizzata per la sostituzione della valvola aortica o mitrale.

Nel 1986 si scoprì che tale valvola aveva provocato la morte di 500 persone e fu quindi ritirata dal commercio.

Il Governo americano obbligò la Pfizer a risarcimenti per circa 200 milioni di dollari.

Nel 2000 il Washington Post puntò il dito contro la Pfizer, implicata in prima persona nel cosiddetto “Contenzioso di Kano”, uno scandalo che avvenne in Nigeria, dove la casa farmaceutica sperimentava dal 1996 l’antibiotico Trovan,  allo scopo ufficiale di arginare una epidemia di meningite.

La sperimentazione condotta su 200 bambini provocò la morte di 11 di loro, la sordità e la cecità per numerosi altri, oltre a danni cerebrali permanenti.

Dopo 13 anni di battaglie legali durante le quali la Pfizer continuò ad arricchirsi, patteggiò di risarcire le autorità locali nigeriane con la cifra di 105 milioni di dollari, a fronte di un guadagno realizzato di un miliardo.

Nell’aprile del 2010 la Pfizer licenziò una dipendente, la biologa molecolare Becky Mc Clain che aveva segnalato rischi per la sicurezza del lavoro nel laboratorio di ingegneria genetica a Groton, nello Stato del Connecticut.

L’azienda, anziché preoccuparsi di identificare i dispositivi di sicurezza difettosi, preferì allontanare la dipendente, la quale nel frattempo era stata infettata da un virus.

La signora McClain si rivolse ad uno studio legale per far valere i suoi diritti e la Pfizer fu condannata a pagare un risarcimento di 1,4 milioni di dollari.

La ditta fu accusta di pratiche commerciali scorrette, per non aver adeguatamente informato i consumatori dal 1991 al 2017, e fu condannata a pagare 4 miliardi e 700 mila dollari per regolarizzare la sua posizione.

In Italia alcuni ex membri del Consiglio di amministrazione di Pfizer e Astrazeneca-Simesa sono stati condannati in primo grado per bancarotta fraudolenta, in relazione al crac di Marvecpharma, una società farmaceutica nata a Milano nel 1990 attraverso cessioni di ramo d’azienda.

Va detto anche che la Pfizer persegue ostinatamente una politica economica aziendale che tiene conto del profitto piuttosto che del benessere e della vita dei pazienti.

Lo provano i prezzi, davvero troppo alti, di farmaci come quelli usati dai malati di HIV/AIDS, fra i quali molti avrebbero potuto salvarsi se il costo non fosse stato proibitivo.

La Pfizer preferisce elargire ingenti somme di denaro ai candidati repubblicani americani per le loro campagne elettorali, e procacciarsi così protezioni e compiacenze politiche.

Tra i maggiori azionisti della Pfizer figurano la Banca Barcklays, la Deutsche Bank e altre Società di servizi finanziari e bancari, come la State Street Corporation, la Capital research and Management Company e la Legg Mason.

Johnson & Johnson

E’ stata coinvolta in un caso di disease-mongering, in riferimento al prodotto Listerine.

In pratica si tratta di un comportamento commercialmente scorretto, secondo il quale si spinge il consumatore, attraverso campagne di sensibilizzazione, a cercare soluzioni verso problemi di salute che in realtà non esistono.

Ben più gravi sono i danni alla salute provocati dai prodotti a base di talco, per i quali nel febbraio 2016 J&J è stata condannata in primo grado a rimborsare la famiglia di Jacqueline Fox, morta a 62 anni di cancro alle ovaie dopo aver utilizzato i prodotti della casa farmaceutica.

Purtroppo la donna morì prima del processo di appello.

Anche nel 2017 la Johnson ha dovuto pagare 417 milioni di dollari ad una donna californiana che sviluppò un tumore alle ovaie dopo l’uso dei prodotti a base di talco dell’azienda.

Nel 2018 fu provato che la Johnson nascose per decenni la documentazione da cui risultava che i suoi prodotti erano contaminati da amianto, e per questo fu denunciata da quasi 12.000 persone.

Il Tribunle condannò la casa farmaceutica al pagamento di 4,14 miliardi di dollari di danni punitivi e 550 milioni di danni compensativi.



Nel 2018 negli Stati Uniti vennero presentati oltre 500 casi relativi alla presenza di oppioidi nei farmaci, i quali provocarono decessi da overdose.

Nel 2019 il Giudice obbligò la Johnson a pagare 572 milioni di dollari.

L’etica morale e professionale dell’industria farmaceutica è stata messa sotto accusa dal Wall street Journal che ha prodotto le prove dei metodi fraudolenti con cui l’azienda invade i mercati.

In pratica la Johnson ricorre alla corruzione, pagando profumatamente i medici americani perché prescrivano i suoi farmaci, compreso quelli non autorizzati dalla FDA.

Evidentemente è una prassi consolidata a cui l’azienda ricorre abitualmente, fino dagli anni novanta, come dimostrano gli episodi di cronaca compresi fra il 1994 e il 1997, in cui la Johnson fu messa sotto indagine federale dalla FDA per aver pubblicizzato un farmaco non ammesso.

La casa farmaceutica pagò cinque milioni di dollari di multa per aver indotto i propri dipendenti a distruggere le prove del crimine, nascondendole agli investigatori.



Astrazeneca

E’ una azienda britannica-svedese produttrice di prodotti farmaceutici, presente in oltre 100 paesi del mondo.

Il percorso di vita di questa azienda è costellato di vicissitudini giudiziarie, di scandali e di condanne.

Uno dei più ecclatanti è quello che riguarda il farmaco Seroquel, indicato per la schizofrenia e commercializzato nel 2010 senza rivelare che aumenta il rischio di diabete.

Negli Stati Uniti Astrazeneca è stata sottoposta ad indaginii federali per queste pratiche di marketing criminale, a causa delle quali ha affrontato oltre 25.000 cause civili che le sono costate 1,3 miliardi di dollari.

La casa farmaceutica ha concordato il pagamento di 520 milioni di dollari per chiudere le indagini, ammettendo di fatto la propria responsabilità e le accuse.

Da una intervista sul settimanale tedesco  Stern, rilasciata nel 2007 da Marcia Angell, ex capo redattore del New England Journal of Medicine e docente all’Università di Harvard, emerse una chiara denuncia dei metodi truffaldini di Astrazeneca.

In pratica gli scienziati della casa farmaceutica, secondo Angell, falsarono  i dati della loro ricerca sul farmaco Nexium, a base di esomeprazolo allo scopo di mostrare un effetto migliorativo.

Inoltre l’azienda ha fatto ricorso alla corruzione, offrendo ai medici doni in denaro perché lo prescrivessero.

Il 13 maggio 1996 79 donne americane denunciano di aver subìto molestie sessuali da parte di tre dirigenti di Astrazeneca, tra cui l’Amministratore delegato Lars Bildman.

Lo stesso Bildman, CEO (Amministratore delegato) negli USA fino al 1996 fu accusato di evasione fiscale per oltre 1 milione di dollari, oltre che di molestie sessuali, ma Astrazeneca andò in suo soccorso patteggiando la cifra di 9,8 milioni di dollari per chiudere le cause in tribunale.

Nel 2003 Astrazeneca si dichiarò colpevole di comportamento fraudolento e accettò di pagare 355 milioni di dollari per chiudere la causa penale e civile pendente presso il tribunale di Wilmingam, nello Stato del Delaware.

Nel 2007 fu implicata insieme ad altre aziende nella cosiddetta “Farmatruffa”.

Gli informatori delle aziende farmaceutiche, convinsero i medici compiacenti ad emettere prescrizioni mediche intestate anche a pazienti già morti.



La società dovette patteggiare un rimborso di 900.000 euro da versare al Sistema Sanitario Nazionale

Negli anni ’80 l’Amministratore delegato Ron Peet fu uno dei protagonisti della campagna di promozione del famigerato farmaco Talidomide, che come si ricorda, provocò moltissimi casi di focomelia e assenza di gambe e braccia nei bambini le cui madri lo avevano assunto in gravidanza.

Passando attraverso vari scandali, il percorso dell’azienda rivela nuovamente il volto del malffare nel 2009, quando viene condannata a pagare una multa di 15 milioni di dollari per aver gonfiato i prezzi dei suoi farmaci.

Lo spregiudicato percorso commerciale della Casa Farmaceutica si snoda attraverso le sanzioni di circa 1 milione di dollari pagate nel 2011, fino a quella di 5 milioni per le frodi relative alla commercializzazione “off-label” (non autorizzato) del farmaco Seroquel nel 2013, nuovamente, dopo lo scandalo del 2010.

Nel 2015 Astrazeneca viene condannata negli Stati Uniti per pratiche commerciali illegali, e condannata a pagare 46 milioni di dollari.

Nel 2015 un losco intreccio fra le filiali di Russia e Cina innescano una serie di reati per i quali l’Azienda viene condannata a pagare una sanzione di 5,5 milioni di dollari.

Moderna

L’azienda farmaceutica nel 2013 ha firmato un accordo con Astrazeneca per lo sviluppo e la commercializzazione di terpie mRNA per il trattamento di malattie cardiovascolari, metaboliche e renali, oltre che oncologiche.

Per questo Moderna ricevette da Astrazeneca un finanziamento di 240 milioni di dollari, poi dal 2013 al 2015 l’azienda raccolse un miliardo di altri finaziamenti.

Nel gennaio 2016 Moderna firmò un accordo con la Fondazione Bill & Melinda Gates per progetti di sviluppo basati sull’mRNA, sovvenzionati dal magnate americano con 20 milioni di dollari.

Nel 2018 Moderna si è quotata in Borsa a Wall Street.

Quando Moderna ha annunciato di aver prodotto un vaccino anti Covid, il suo titolo in Borsa è schizzato al rialzo.

La Casa Farmaceutica ha poi venduto il suo “vaccino” ai Paesi più ricchi, escludendo quelli meno abbienti, palesando un comportamento che rasenta lo sciacallaggio e palesa una caratura morale di bassissimo livello.

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Come si può facilmente constatare, il mondo delle Big Pharma è caratterizzato da una sconsiderata bramosia di profitto, che non tiene nella minima considerazione la salute delle persone, e che persegue finalità a dir poco delinquenziali, salvo poi porre rimedio ai crimini commessi tramite i risarcimenti milionari.



D’altra parte si era già visto un comportamento prodromicamente rilevante a questo proposito fin dai tempi in cui Hitler uccideva milioni di ebrei nelle camere a gas.

Il gas che i nazisti usavano per compiere l’infernale olocausto era lo Zyclon.

Lo zyklon era prodotto dalla Bayer, una delle multinazionali farmaceutiche più importanti a livello mondiale, produttrice anche della famosa Aspirina.

L’etica non è stata di certo il cavallo di battaglia di questa Industria, che ha tranquillamente fornito a Hitler, in cambio di denaro, lo strumenro attraverso cui uccidere con il gas milioni di esseri umani.

Non meravigliamoci quindi se le aziende di Big Pharma non godono oggi della fiducia delle persone e nemmeno del fatto che moltissimi cittadini, me compreso, sollevano più di un dubbio sulla opportunità di vaccinarsi e sulla sicurezza dei ritrovati commerciali di queste aziende farmaceutiche.

Ricordiamoci che l’assioma di riferimento che guida le azioni delle multinazionali del farmaco segue un filo logico che è disgiunto da considerazioni etiche o morali, e ricalca indicazioni secondo cui appare rilevante il seguente proverbio :

Pecunia non olet…

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Il Blog del Pilastro

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Cronaca del degrado : 2 giugno 2021

Ecco la carrellata odierna di immagini che testimoniano il degrado che assedia il territorio del Pilastro:.


Il "solito" cestino pieno, con le cartacce tutt'intorno.
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Bottiglia e bicchiere di plastica.
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I rifiuti sono per terra, intorno al cestino
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Plastica e cartacce sull'erba, di fianco all'edicola



Lattine sul marciapiede



Bicchieri di plastica
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Cartacce sul marciapiede
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Graffiti

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LA GIUSTIZIA DELLE TOGHE ROSSE

 

Che Stato è quello che mette in libertà l’assassino di Giovanni Falcone ?

Il sadico criminale mafioso Giovanni Brusca, è stato messo in libertà dalla Giustizia malata che ìmpera in Italia.

Il feroce assassino aveva confessato di aver ucciso personalmente oltre 150 persone, e di aver premuto il pulsante che fece detonare i 500 chilogrammi di tritolo nella strage di Capaci, in cui nel maggio 1992 persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.


CAPACI : L'attentato a Giovanni Falcone

Brusca fu anche responsabile del sequestro del tredicenne Giuseppe Di Matteo e della sua uccisione due anni dopo, perché reo di essere figlio del pentito Santino Di Matteo.

Il ragazzino venne prima strangolato e poi disciolto nell’acido.

Brusca, soprannominato “u verru” (il porco) oppure “lo scassacristiani”, fu anche il mandante dell’attentato di Via d’Amelio, in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta, il 19 luglio 1992.

Il mafioso dichiarò anche di essere stato il responsabile dell’attentato che costò la vita il 29 luglio 1983 a Rocco Chinnici, magistrato del pool antimafia, e agli uomini della scorta, il Maresciallo dei Carabinieri Mario Trapassi, e l’appuntato Salvatore Bartolotta, oltre al portiere dello stabile accanto all’auto bomba che fu usata per compiere la strage.



Per questa lunga catena di orrendi delitti e di atrocità che colpirono persone innocenti e servitori dello Stato, la Giustizia italiana gli inflisse una pena di soli 25 anni di carcere, in quanto nel 2000 divenne un cosiddetto “collaboratore di giustizia”.

Una Giustizia, appunto, che è malata nella sua intima essenza, e che ha palesato con questo assurdo “modus operandi” il totale disprezzo nei confronti delle vittime e dei loro familiari.

Le famiglie di coloro che hanno dovuto subire la ferocia di questo criminale, oggi se lo ritrovano libero come l’aria, con gli stessi loro diritti, come un normale cittadino.

La realtà è che questo escremento sub umano, in cui l’assenza di empatia e di moralità ne hanno fatto un mostro feroce assetato di sangue e animato da un odio insanabile, ha fruito della benevolenza di Giudici che disonorano lo Stato italiano e la stessa Giustizia.



Giudici che nel sistema corrotto e marcio delle famigerate “toghe rosse” trovano una simbiotica collocazione, a dimostrazione del fatto che la dittatura delle sinistre, con cui hanno dimostrato un afflato esistenziale, rappresenta l’assioma da seguire, la via da percorrere.

Il mInistro della Giustizia e lo stesso Mattarella dovrebbero dimettersi e dimostrare così di avere un accenno di dignità e un minimo di rispetto per le vittime di colui che oggi, pur avendo oltre 150 delitti sulla coscienza, è un uomo libero.

Mattarella NON è mai stato il mio Presidente, a partire dal lungo silenzio palesato riguardo ai fatti di Bibbiano, in cui un PD colluso e complice è stato poi da lui stesso condotto per mano al Governo del Paese senza che si desse la possibilità al popolo di esprimersi attraverso libere elezioni.

Gli scandali delle “toghe rosse” sollevati dal “caso” Palamara, e la constatazione che la Magistratura è corrotta fino alle fondamenta da pregiudiziali politiche legate a Partiti come il PD, non sono stati sufficienti perché Mattarella si esprimesse e prendesse posizione.



In compenso la Giustizia italiana “malata”, anzi moribonda ed in preda a convulsioni, ha per decenni inquisito galantuomini del calibro di Silvio Berlusconi, oppure più recentemente accanendosi contro Matteo Salvini.

La colpa di Salvini è quella di non essere allineato al “pensiero unico” dominante, espresso dal PD, che le “toghe rosse” difendono con ogni mezzo, imperversando e spadroneggiando nella vita dei cittadini.



Intanto però Brusca è libero !

Personalmente prenderei a sberle, con sonori ceffoni, quei magistrati che hanno disonorato la Giustizia, appropriandosi della Democrazia permettendo che tutto ciò avvenisse, mentre Mattarella continuava silente a guardare …

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martedì 1 giugno 2021

Pilastro: Cronaca del degrado - 1 giugno 2021

 SENZA PAROLE ...





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LO SFALCIO "SELVAGGIO" DELLE AREE VERDI

 Sottotitolo : IL DANNO ECOLOGICO-AMBIENTALE

Attualmente i parchi pubblici e le aree verdi di competenza comunale seguono un iter di manutenzione che non tiene conto dell’importante danno ambientale che provoca tale operazione, così com’è impostata.

La prassi abituale seguita dagli operatori comunali o dai manutentori a cui è stato appaltato lo sfalcio, segue infatti un modus operandi che non tiene conto del fatto che oggigiorno le plastiche sono diffuse ovunque, anche sotto forma di rifiuti.

I nostri spazi verdi, come i parchi pubblici, assomiglianos sempre di più a discariche in cui le bottiglie di vetro e di plastica, così come la carta, oppure i contenitori di plastica di vario tipo, come ad esempio i bicchieri e gli involucri per il cibo, i sacchetti della spesa, le cartine che avvolgono i pacchetti di sigarette, e una miriade infinita di mozziconi di sigaretta, assediano l’ambiente.


Il territorio del Pilastro non è esente da questo lordume quotidiano, a cui tento personalmente di oppormi, arginando il degrado mediante la raccolta di tutto ciò.

Ma veniamo al punto : lo sfalcio “selvaggio” !

L’ho definito “selvaggio” perché è eseguito senza tenere conto di quanto detto, e cioè del fatto che i prati e le aree verdi dei parchi contengono alte concentrazioni di materale plastico, carta e vetro, e quant’altro.

Quando le macchine tosaerba passano per sfalciare l’erba, triturano qualunque cosa incontrino sul loro cammino, lasciando sul terreno migliaia di microplastiche e micro materiali, i quali con le piogge sono destinati a finire nelle fogne e di lì al mare.

Tutto ciò entra quindi nella catena alimentare, dal momento che le particelle di materiale triturato vengono mangiate dalla fauna marina, e di conseguenza finiscono sulla nostra tavola.




Un danno ecologico incalcolabile, soprattutto se si pensa che gli effetti sull’ambiente sono devastanti tanto quanto quelli sulla salute.



Non a casa l’Unione Europea ha avviato protocolli che prevedono di arrivare alla produzione di plastiche esclusivamente riciclabili, ma fino a quel momento, nel periodo di transizione quotiano, siamo ostaggio della dispersione nell’ambiente di plastiche che rimarranno tali per interi decennni.

Mi meraviglio che l’Amministrazione pubblica non sia minimamente attenta a questo grave problema, e che continui a operare sfalci “selvaggi” senza prima (o dopo) eseguire la raccolta di tutto ciò che inquina l’ambiente.

Personalmente mi occupo proprio di ciò, rincorrendo quotidianamente il degrado, afrontandolo, e cercando di sconfiggerlo, ma come singolo cittadino mi sento un po’ come Davide contro Golia.

Sarebbe suffiiciente che gli operatori del settore variassero il loro modus operandi, dedicandosi alla pulizia del territorio da sfalciare e alla raccolta di tutto ciò che ora sto raccogliendo solo io.

Solamente a terreno pulito diventerebbe così possibile iniziare lo sfalcio, nella certezza che la plastica, il vetro, i mozziconi di sigaretta, e quant’altro, siano stati raccolti.


Nel caso che l’erba sia troppo alta e impedisca di vedere cosa si nasconde sul terreno, la pulizia dovrebbe essere fatta immediatamente dopo lo sfalcio, agendo con particolare attenzione per prelevareogni singolo pezzetto.

Faccio presente che la plastica tritata, in forma quindi di microplastica, è veicolata anche dal vento, e costituisce un serio pericolo per la salute, come dimostrano importanti studi scientifici sull’argomento.

Occorre che vengano inseriti nei bandi di concorso e nei protocolli di assegnazione degli sfalci pubblici alcuni riferimenti all’obbligo di provvedere alla pulizia preventiva delle aree da sfalciare, e la supervisione di un controllore deputato a verifiche di qualità dell’operato.

La raccolta preventiva consentirebbe anche di differenziare rifiuti come plastica, carta, vetro e mozziconi di sigarette.

Aggiungo, per completezza di informazione, che la nicotina è un potente veleno, usato anche come insetticida, e come tale è sotto accusa per la strage di api che nel 2007 ha ucciso il 50 % delle api a livello mondiale.



La quantità abnorme di “cicche” di sigarette che ritrovo quotidianamente ovunque al Pilastro, non solo lungo le strade e i marciapiedi, ma anche nei parchi e nelle aree verdi, sono potenzialmente letali per l’avifauna e tutti gli altri animali, insetti compresi, che compongono il delicato equilibrio ecologico dell’ecosistema.

Detto ciò, spero che l’Amministrazione pubblica si muova rapidamente per invertire la tendenza, promuovendo e patrocinando nuove forme di sussidiarietà, come il volontariato, pubblicizzandone la portata e l’importanza, e operando perché l’ambiente sia messo al primo posto in ordine di importanza.

 

 

lunedì 31 maggio 2021

Pilastro : Cronaca del degrado - 31 maggio 2021

Anche oggi la situazione de degrado non è di certo migliore di quella di ieri, e di ciò ho informato l'Amministrazione comunale scrivendo una mail agli appositi Uffici di Quartiere, ma fino ad ora non ho ricevuto un benchè minimo accenno di risposta...

Ecco di seguito le immagini del degrado odierno che i Cittadini devono subire a causa del disinteresse dei politicanti  del PD, i quali siedono sulle poltrone di Palazzo senza preoccuparsi degli abitanti del quartiere.








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sabato 29 maggio 2021

Pilastro: Cronaca del degrado - 29 maggio 2021

 Le immagini che potete vedere di seguito sono esplicite e parlano da sole !






Ho inviato queste foto anche agli uffici di Quartiere, per segnalare tutto ciò ai politicanti che dovrebbero presidiare il territorio ma che invece si fanno vedere solamente in occasione di qualche "banchetto elettorale", come quello che stamattina era presente al Centro Commerciale Pilastro.

Mentre il PD ignora le esigenze della popolazione, assediata dal degrado, il Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha raddoppiato i rimborsi per l'accoglienza dei "clandestini" (significa "illegali"!!) che saranno gestiti dalle coop rosse, compiacendo il Partito di Letta con cui appare perfettamente in simbiosi!

Spero vivamente che i cittadini riflettano su questo modus operandi, che ricorda da vicino l'arroganza di tale Palmiro Togliatti, il criminale che ancora oggi viene coccolatro dalle sinistre e vezzeggiato con appellativi come quello di "il Migliore" !
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venerdì 28 maggio 2021

Pilastro: Cronaca del degrado - 28 maggio 2021

Al Pilastro i Cittadini sono ostaggio delle orde incivili costituite dai nuovi barbari che assediano il territorio grazie alle scellerate politiche del PD, come quella sull'immigrazione incontrollata e quella che prevede la massima benevolenza verso zingari, drogati, e ogni sorta di disadattati sociali e parassiti.

E' solamente grazie all'operato di volenterosi cittadini che il quartiere non si è ancora trasformato in una enorme pattumiera a cielo aperto.

Il disinteresse del Sindaco Merola, del PD, e di tutto il suo apparato di poltronari è evidente e sotto gli occhi di tutti.

Oggi propongo a chi legge alcune immagini che riassumono, sebbene in minima parte, ciò che i Cittadini devono subire quotidianamente : sporcizia, inciviltà, e degrado.

Ecco le immagini :



Le bottiglie di birra vuote, le cartacce, e la plastica sono oramai una costante quotidiana, ma nonostante ciò l'Amministrazione a firma PD si guarda bene dall'intervenire.

La linea politica di Merola e dei politicanti eredi di Togliatti è più interessata a ideare nuovi sistemi per favorire l'arrivo di clandestini, accogliendoli e ricavando  lucrosi guadagni da spartire fra le coop in odore di sinistra, per poi dare loro la cittadinanza, come prevede il demenziale e famigerato progetto denominato "ius soli".

Invece di collocare sul territorio del Pilastro qualche Agente "in borghese" per sanzionare le orde vandaliche che stuprano tutte le aree verdi, e iniziare una lotta al degrado, Merola e il PD preferiscono spendere i soldi pubblici in compiacenti attività di sostegno al Cassero e alle manifestazioni di Piazza come quella del Gay Pride, prodromiche alla rivoluzione sociale con cui in futuro chiunque potrà decidere, ogni singolo giorno, se essere maschio o essere femmina.

Propongo ora altre immagini che illustrano la situazione della pulizia nelle pensiline di fermata della Tper, drammaticamente iniesistente.

L'Amministratore Delegato e Presidente della Tper, Giuseppina Gualtieri, (87.000 € lordi l'anno + 25.000 € di indennità di risultato), in forte afflato ed in simbiosi con il PD, risulta inadeguata a ricoprire tale carica, visto i risultati.



La solita accozzaglia di politicanti incapaci è quanto di meglio il PD riesca ad offrire ai Cittadini, oltre alla solita trita propaganda anacronistica senza la quale non potrebbero esistere : l'antifascismo, ora trasformato in anti-fascileghismo !

Tocca a noi mandare a casa questa gentaglia, sbattendo loro in faccia il nostro no, palesando il nostro dissenso alle prossime elezioni, con il voto che ci hanno impedito a lungo di esprimere.

Il Pilastro merità bem di più di tutto ciò !

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