lunedì 24 maggio 2021

VACCINI: Lo stupro di massa del popolo italiano

La menzogna è il punto di partenza con cui gli squallidi personaggi che gestiscono la cosiddetta pandemia operano oggi una indicibile violenza nei confronti delle popolazioni.

Il terrore è l’arma con cui l’odierno regime, mai votato dal Popolo italiano, tenta di assoggettare ai propri voleri le famiglie che costituiscono il perno su cui si regge l’intera società civile.

Il Governo precedente, composto da una congrega delinquenziale, ha prodotto migliaia di vittime, secretando poi qualsiasi dato documentale che potesse mettere in luce l’operato criminoso di tutti gli incapaci che ne componevano l’apparato di regime.

Un regime che ci ha raccontato menzogne fin dall’inizio, quando pur consapevole della pandemia cinese ha consentito la libera circolazione per tre mesi, permettendo la diffusione di un virus letale.

I farabutti della “Banda Conte”, composta dai politicanti del PD e dei 5 stalle, professionisti delle caste dell’inciucio e dell’attacamento alla poltrona, hanno poi promulgato una Legge che assicurava loro l’impunità per qualunque conseguenza inerente alle loro attività di gestione pandemica.

I personaggi di spicco a cui si sono appoggiate le forze politiche delle sinistre per enfatizzare la loro lotta contro il Covid, come ad esempio il Commissario Arcuri, hanno prodotto danni epocali, comprando decine di milioni di mascherine non solo inefficaci ai fini della protezione dal contagio, ma anche dannose per la salute.



Il fatto stesso che Arcuri abbia acquistato con i nostri soldi del materiale cinese, dopo che quel Paese non solo ha infettato l’intero pianeta, ma che non ha nemmeno permesso alla commissione europea di accedere ai dati pandemici, la dice lunga sull’afflato che il Governo Conte ha dimostrato con il regime comunista cinese.

Un regime dittatoriale, quello di Xi Jinping, in cui i diritti umani vengono calpestati quotidianamente e con arroganza, ma con cui Di Maio, Conte, e ora Draghi vogliono commerciare rafforzando una partnership già di per sé vergognosa.

Tornando alle menzogne e al terrore con cui il Governo e le sinistre stuprano sistematicamente la democrazia, è bene sapere alcune cose:

Innanzitutto le affermazioni che le televisioni pubblicizzano a gran voce, proponendo la tesi governativa secondo cui il vaccino è l’unico rimedio contro il Covid, in realtà costituiscono un doppio falso.

In primo luogo va detto senza mezzi termini che il liquido che lo Stato inietta nelle vene dei cittadini e spacciato per vaccino, in realtà NON è un vaccino, ma un esperimento di massa autorizzato da EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) e da AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

Quest’ultima è finanziata all’86% dalle case Farmaceutiche e ciò è sintomatico dello stato di sudditanza che impregna tale organismo nei confronti di chi le fornisce i mezzi per sopravvivere.

In pratica l’Agenzia che dovrebbe controllare i farmaci dipende in realtà da chi quei farmaci li produce, in un meccanismo per il quale il controllore diventa controllato, e viceversa.

Il cosiddetto “VACCINO” anti Covid è un farmaco geneticamente modificato, e sintetizzato in laboratorio mediante il ricorso a cellule embrionali prelevate da feti abortiti.

Big Pharma, e cioè il cartello criminale che riunisce attorno a sé le maggiori industrie del settore farmacologico, decide le strategie sanitarie che influenzano la vita di milioni di persone a livello mondiale, in sinergia con la OMS, l’Organizzazioine Mondiale della Sanità.

Per inciso, va detto che l’attuale Direttore di OMS è Tedros Adhanom, il quale secondo fonti dell’Agenzia Reuters, è stato denunciato alla Corte Penale Internazionale dell’Aja per crimini di guerra commessi quando era Ministro nel Governo etiope negli anni precedenti al 2018.


Detto questo, è bene sapere che nel corso della pandemia sono state trovate molte cure efficaci e poco costose per combattere il Covid, e per poter curare gli ammalati con terapie domiciliari.

La lista dei rimedi che, documenti e statistiche alla mano, hanno dimostrato una decisa efficacia contro la pandemia, è lungo e corredato dall’approvazione di eminenti scienziati, medici, specialisti, i quali hanno salvato molte vite umane proprio con l’applicazione di tali farmaci.

E’ proprio qui che si configura il crimine di Stato, commesso dai politicanti del Governo a firma PD e “5 stalle”, il quale, colluso con personaggi legati a Big Pharma, hanno boicottato, impedito, fermato, vietato, ostacolato, occultato tutto ciò ad unico vantaggio del proseguo di un iter sperimentale pro vaccino, che non si sarebbe potuto avviare se fosse stato dimostrato che esistevano già le cure necessarie !

Un vero e proprio crimine contro l’umanità di un Governo che ha nascosto le cure che avrebbero potuto salvare molte vite umane, all’unico scopo di coprire gli interessi delle Industrie Farmaceutiche.

Viene da chiedersi cosa abbiano ottenuto in cambio!

Il Governo ha imposto fino ad oggi a chiunque si fosse ammalato di Covid, di rimanere a casa assumendo Tachipirina, restando in vigile attesa in balia di una evoluzione che poteva essere di guarigione spontanea o di aggravamento, per il quale si doveva poi ricorrere al ricovero ospedaliero.

I cittadini sono così entrati a far parte di un ciclo perverso che prevedeva le seguenti fasi :

Contagi, ricoveri ospedalieri, terapie intensive, decessi, e di conseguenza nuove restrizioni, in una realtà falsata nella sua essenza conclamata da cui si poteva uscire solamente con un vaccino.

Ecco emergere la doppia menzogna degli sciacalli di regime :

1) I vaccini anti Covid ( che non sono tali).

2) Non esistono altre cure efficaci.

A proposito di ciò, elenco solo alcune delle innumerevoli terapie applicate su malati a domicilio da medici coscienziosi che poi hanno prodotto le prove dei successi ottenuti, e che sono poi stati sistematicamente ignorati, censurati e ridotti al silenzio, con tanto di divieto di applicazione di tali terapie!

Ecco i dati diffusi da Massimo Mazzucco sul canale Youtube di Contro.tv:

VITAMINA C - Ospedali di New York – Coadiuvante nella cura del Covid, con effetti migliorativi.

VITAMINA D – Settembre 2020 - Riduce il rischio di complicanze e di morte del Covid 19.

Università di Boston – Riduce il rischio di contrarre il Covid del 54 %

Barcellona – Morti ridotti del 70 % - Studio condotto su 750 pazienti nell’Ospedale di Barcellona.

Padova – Decessi e ricoveri calati del 70 %

Centinaia di studi a livello mondiale certificano che l’uso della vitamina D migliora lo stato dei pazienti affetti da Covid.

Nonostante questi palesi successi contro il Covid il Ministro Speranza (Sic!) fa inserire le notizie sulla vitamina D nell’elenco delle Fake News, affermando che non ci sono evidenze scientifiche nella cura per il Covid!

Specifico a chi legge che Speranza, il quale si è arrogato il diritto di sentenziare tutto ciò, esprimendosi contrariamente alle affermazioni di eminenti scienziati, in ossequio ai dicat di Big Pharma, NON è nemmeno laureato!

PLASMA iperimmune– (prelevato da pazienti guariti dal Covid) – Aprile 2020

Sieroterapia applicata dal Professor De Donno dell’Ospedale di Mantova, che ha avuto successi straordinari.

Con tale terapia gli Ospedali di Pavia e di Mantova non hanno avuto morti per Covid per oltre un mese. I sintomi sono stati eliminati in 2 – 48 ore.

I miglioramenti si hanno immediatamente e le evidenze di successi sono internazionali, e provengono non solo da Mantova ma anche da Roma, dalla Svizzera, dalla Cina, e da pubblicazioni su riviste specializzate.

Inspiegabilmente (!) il reparto del Prof. De Donno riceve la visita dei NAS !

In seguito gli sciacalli che interpretano il ruolo di burattini manovrati dal regime, come Selvaggia Lucarelli e il giornale “il Fatto quotidiano” iniziano una campagna denigratoria, definendo il Professore come “Mister Plasma” e insinuando che abbia mentito sulle guarigioni.

Addirittura il quotidiano “La Stampa” si profonde in osservazioni offensive e lesive della dignità del Professore, definendo i successi delle cure con il plasma come una Fake news e accusando di essere un “lestofante” chiunque diffonda tali notizie.

Un vero e proprio atto di sciacallaggio per delegittimare una cura che avrebbe impedito, se accettata, di continuare con l’iter di approvazione del vaccino di Big Pharma!

Poco importa se la cura funziona e può salvare vite umane, senza dover ricorrere ad un vaccino, poiché l’interesse economico delle multinazionali del farmaco prevale sulla tutela della vita dei cittadini, ridotti a mero strumento di guadagno, ma solamente se ammalati.

In ossequio a queste semplici quanto tragiche e vergognose realtà, la Regione Lazio guidata da Zingaretti, quando era alla guida dell’apparato criminale del PD, boccia la proposta di uso della terapia plasma iperimmune.

Nella Regione Marche il cosiddetto “Comitato Etico” segue a ruota il modus operandi criminale con cui si era espresso Zingaretti, sospendendo il giudizio sulla sperimentazione del plasma iperimmune per la cura del Covid.

Tutto ciò palesa una evidente dimostrazione di come il “pensiero unico” dominante delle logge massoniche a cui appartengono le multinazionali del farmaco, e il coito contronatura consumato in simbiosi con gli eredi del marxismo, sia una realtà oggettivamente presente e devastante.

Il Ministro Speranza (Sic!), assediato dalle proteste della comunità scientifica sana e consapevole dei meriti della terapia del plasma, fu indotto suo malgrado a proclamare una sperimentazione a largo raggio, denominato “Progetto Tsunami”.

Ignorando totalmente De Donno, il primo ad aver iniziato tale terapia, Speranza affida la sperimentazione a 56 centri distribuiti in 12 regioni, gestiti dall’Istituto Superiore di Sanità che si avvale di un Comitato Scientifico.

Tra i membri del cosiddetto “Comitato Scientifico” figura anche Silvio Brusaferro (Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità), il quale per mesi fa sprofondare nel silenzio totale l’intero progetto, di cui non si sente più parlare.

Poi, nel settembre 2020 esce un articolo in cui il Prof. Francesco Menichetti afferma che fino a quel momento sono stati attivati solamente dieci centri ospedalieri, nei quali sono stati arruolati come donatori una ventina circa di volontari.

Il Professore lamenta una diffcoltà nell’esecuzione delle procedure richieste dall’istituto Superiore di Sanità e in quelle delle Aziende sanitarie e ospedaliere.

In pratica, dopo che la procedura è passata dalle mani di De Donno, il primo sperimentatore, a quelle dell’AIFA e di ISS, il percorso si è complicato e non si è verificata l’accelerazione che avrebbe dovuto esserci.

Nel mese di aprile 2021 l’AIFA boccia definitivamente la cura con il plasma iperimmune, affermando che “non ha evidenziato un beneficio”!

La burocrazia, organo congenito nel Dna delle sinistre, è riuscita così ad affossare l’intero progetto senza che si potesse poi puntare il dito contro qualcuno.

La riflessione che dovrebbe fare chi legge questo articolo, non può prescindere dal considerare il numero di vittime innocenti che si sarebbero potute salvare con la terapia affossata consapevolemente dai criminali che hanno gestito la pandemia.

Un preoccupante delirio di onnipotenza che, grazie a personaggi come Conte, Zingaretti, Di Maio, Speranza, solo per citarne alcuni, in simbiosi con le marionette manovrate dalle lobbies massoniche del farmaco, ha provocato un numero impressionante di morti che potevano essere salvati.

Pecunia non olet !

Questo dev’essere il motto che anima l’apparato criminale della dittatura che ci governa, con la tacita approvazione del canuto rappresentante del Colle, trincerato dietro un omertoso silenzio, complice di nefandezze come quelle che riguardano gli scandali delle toghe rosse, solo per citarne uno.

LATTOFERINA – L’Università di Tor Vergata scopre che questa proteina in 10 giorni è stata in grado di far scomparire i sintomi della malattia da Covid 19 e di rendere negativi i soggetti trattati.

Anche all’Università “La Sapienza” vengono condotti studi che confermano l’efficacia della Lattoferina, così come all’Università del Michigan.

Speranza non ha nemmeno preso in considerazione questa cura, e non se ne è più parlato.

CORTISONICI – Aprile 2020, le persone muoiono a centinaia ogni giorno in Italia – Il 24 aprile Speranza viene informato da un gruppo composto da circa 30 medici di spessore che i cortisonici sono in grado di fermare il processo della malattia da Covid 19 nelle prime fasi infiammatorie.

I medici rivolgono un appello a Speranza perché adotti la terapia antinfiammatoria cortisonica per la cura del Covid 19.

Il Ministro Speranza (Sic!) ignora totalmente il gruppo di eminenti medici e studiosi, senza degnarsi di dare loro un minimo accenno di risposta !

Due mesi dopo l’Inghilterra proclama al mondo l’efficacia dei cortisonici, affermando che riducono la mortalità nei pazienti affetti da Covid 19 e l’OMS è costretta ad accogliere con favore tale terapia e a congratularsi con gli inglesi.

In questi due mesi, nei quali si è conclamata l’efficacia dei cortisonici come salvavita, quante persone sono morte in tutta Italia perché Speranza ha ignorato l’appello dei medici su tale terapia ?

Quante vittime innocenti hanno lordato di sangue le mani di questo criminale degno di essere chiamato sciacallo ?

QUERCETINA – 3 Settembre 2020 – Il CNR comunica che la quercetina funge da inibitore specifico per il Covid 19.

Il delinquente che interpreta il ruolo di Ministro tace anche su questa cura e anzi, fa emettere una nota in cui afferma che “non esistono evidenze di efficacia di farmaci (come la quercetina), che sono quindi non raccomandabili.

La Big Pharma esulta, insieme ai suoi complici, mentre la gente continua a morire.

OZONOTERAPIA – Nel febbraio 2020 la Cina comunica che un paziente Covid 19 trattato con ozono terapia è completamente guarito.

Anche la Spagna segnala il successo della terapia.

Anche Udine tratta 36 pazienti con questo metodo e 35 di loro vengono poi dimessi.

L’OMS boccia anche questo trattamento, mentre Speranza si rinchiude nel suo solito modus operandi, il mutismo.

Una interrogazione parlamentare al Ministro su questa terapia riceve come risposta le motivazioni dell’OMS, palesando una squallida simbiosi criminale.

ADENOSINA – 2020 – Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria –

Immediato miglioramento dei pazienti e scomparsa della carica virale.

Una cura che appare rivoluzionaria e che produce risultati straordinari.

13 dei 14 pazienti gravi ammalati di Covid 19 si riprendono completamente.

L’AIFA blocca la cura sperimentale con una risposta ambigua e ridicola, palesando la volontà di stroncare qualsiasi cura che possa impedire l’interruzione del percorso di approvazione del vaccino di Big Pharma.

IVERMECTINA – E’ un antiparassitario che uccide il virus in 24 ore, annientandolo.

La sua efficacia viene confermata anche dai medici inglesi e dalla Repubblica Ceca.

Quest’ultima mostra i grafici in cui c’è la caduta verticale delle morti, che passano da 200 a meno di 50 al giorno.

EMA, arrogantemente raccomanda di NON usare Ivermectina perché occorrono ulteriori studi randomizzati.

IDROSSICLOROCHINA – Medicinale antimalarico che si usa da oltre 70 anni, efficace anche contro il Covid.

Da quando però si è scoperta la sua validità per contrastare la pandemia, è improvvisamente stato dichiarato come farmaco pericoloso, fino ad essere proibito.

Il 91,7 % dei pazienti curati dal Professor Didier Raoult, un vero e proprio luminare di fama planetaria, è guarito dal Covid.

Risultati straordinari anche negli Stati Uniti, dove si afferma la validità della cura in pazienti trattati precocemente.

La cura con Idrossiclorochina è applaudita anche da Trump.

Inoltre in Italia l’efficacia è confermata non solo dal Prof. Luigi Cavanna, Direttore del Dipartimento di Oncologia di Piacenza, ma anche dai medici dell’Ospedale Sant’orsola di Bologna che curavano i pazienti a domicilio.

La stessa cosa successea Milano, come confermato dal Dott. Andrea Mangiagalli, medico della Medicina Generale della ASL cittadina.

Parte la campagna mediatica mondiale organizzata da Big Pharma contro la cura con Idrossiclorochina per screditarne la credibilità e poter proseguire il percorso criminale degli assassini massoni che ci stanno fagocitando con la complicità di Governi corrotti e criminali.

Uno dei primi istituti scientifici a scagliarsi contro l’idrossiclorochina è l’Universià di Oxford, che guarda caso aveva appena ricevuto ingenti finanziamenti da Bill Gates per sviluppare il vaccino anticovid.

Il Professor Raoult viene minaccito di morte da un anonimo emissario di qualche casa farmaceutica, che gli impone di interrompere le cure con Idrossiclorochina.

A Taiwan esplode la fabbrica che produce l’idrossiclorochina a livello mondiale.

Speranza non aspettava altro per accodarsi ai detrattori della terapia, e per proseguire così indisturbato nel suo delirio di onnipotenza che prevede l’assoggettamento del popolo italiano.

In questa occasione Speranza proclama che l’unica soluzione per combattere il Covid 19 è il vaccino.

Un vaccino che il Governo, colluso con l’Impero del Male, intende iniettare nelle vene dei cittadini inconsapevoli, ventilando l’ipotesi che diventi obbligatorio per i bambini in età scolare.


Un vaccino che non è un vaccino, non sperimentato, che non immunizza, e con il quale si può rimanere contagiati ugualmente, e che può provocare danni permanenti e morte, in individui precedentemente sani.

Speranza, non contento di averci imposto mascherine inutili, oltre ad avere sulla coscienza migliaia di morti, ha anche ideato il cosiddetto green pass, una sorta di passaporto senza il quale non si gode della piena libertà di movimento.

Ha instaurato una dittatura imponendoci dei feticci che rappresentano la volontà della sua dittatura e che ricordano da vicino la fascia con la stella di Davide che gli ebrei erano obbligati a portare al braccio.

Il gregge di pecoroni che affligge la penisola non si è accorto che, nell’enfasi vaccinale che ha pervaso ognuno di loro come un faro nella nebbia, ha svenduto la libertà individuale e quella dei propri discendenti sull’altare del dominio massonico delle sinistre e del loro disegno eversivo.

Molti di loro sono felici perché con la vaccinazione potranno andare al Ristorante oppure allo Stadio, senza considerare che i dictat del pensiero unico introducono l’universo orwelliano in tutta la sua cruda realtà.

Chi si vaccina, diventa automaticamente complice di questo perverso sistema criminale acquistando a pieno titolo la patente di collaborazionista di regime, consentendo al Male assoluto di stuprare le nostre vite, le nostre tradizioni, la nostra libertà.

Chiudo questo post affermando che non solo NON mi lascerò iniettare nelle vene un liquido che proviene da embrioni di feti abortiti, non testato, e che potrebbe causarmi danni importanti, se non la morte, ma combatterò con tutte le mie forze lo strapotere del gruppo criminale che, grazie a Mattarella, si è insediato al potere.

Viva la libertà.

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Il Blog del Pilastro

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venerdì 14 maggio 2021

GENDER SI', SICUREZZA NO

 

Come si può vedere dai dati sotto elencati, le Amministrazioni pubbliche di Regione e Comune, entrambe a firma PD, hanno palesemente dimostrato che il loro interesse primario non è quello di soddisfare le esigenze dei cittadini, ma di elargire disinvoltamente i fondi pubblici al mondo LGBT.



Ecco un breve escursus fra le sovvenzioni e le regalie che i nostri Amministratori hanno profuso a piene mani, discriminando di fatto tutti coloro che non appartengono al mondo LGBT.

2012

Dato in comodato gratuito ad Arcigay il complesso “Salara” (70.000 €)

Pagamento di metà delle utenze (20.000 €)

40.000 € contributi pubblici

2013

la Giunta Errani riconosce all’Arcigay bolognese un contributo di 9.000 €.

Palazzo D’Accursio eroga un finanziamento di 5.000 € per il progetto “educare alle differenze”.

Il Comune offre anche un contributo di 10.000 € per il Festival “Gender Bender”.

2014

Il Cassero beneficia di un contributo regionale di 16.000 €.

Palazzo D’Accursio eroga contributo per il Festival del Gender di 25.000 €.

2015

Il circolo gay “Venerdì Credici” mette in scena uno spettacolo gay blasfemo, in cui offende i simboli religiosi del cristianesimo.

Il circolo, parte integrante del Cassero, riceve 30.000 € di finanziamenti provenienti da Comune e Regione.

2017

Arcigay  e Cassero ricevono 263.000 € di contributi pubblici.

2019

100.000 € vengono donati dalla regione Emilia-Romagna all’Arcigay per il festival gender.

L’emendamento PD alla Legge di bilancio stanzia 1 milione di euro per le associazioni LGBT (corsi gender universitari).

2020

Nel bilancio preventico l’Associazione Arcigay ha messo 467.303 € a bilancio di contributi pubblici.

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Come si può vedere, l’afflato del PD verso le Associazioni come il Cassero e Arcigay, si manifesta arrogantemente, mentre in contrapposizione emerge un problema importante e irrisolto a cui quegli stessi amministratori non danno alcun peso, quello della sicurezza.

Con i fondi così generosamente elargiti alle sparute minoranze gay, il Sindaco e Il Presidente della Regione avrebbero invece potuto affrontare il problema sicurezza che affligge interi quartieri, ostaggio delle bande di spacciatori nordafricani.

Per inciso, va detto che molti di quei pusher marocchini o tunisini, sono frutto delle famigerate e demenziali poitiche immigratorie dello stesso PD, il quale complice degli scafisti ha alimentato un traffico di esseri umani scandaloso e vergognoso.

Lo spaccio bolognese è nelle mani degli extra-comunitari, coccolati dal PD al punto che Matteo Renzi, prima che uscisse dal Partito sbattendo la porta, promulgò la disatrosa Legge del “reato lieve” per il quale chi commette un reato “di lieve entità” non è perseguibile!

Altro che sicurezza !


Invece di colpire gli spacciatori e di stanzaire fondi per combattere la criminalità e rafforzare la sicurezza dei cittadini onesti che pagano le tasse, il
PD coccola coloro che disprezzano le nostre leggi sia come “clandestini” (il termine stesso configura già un reato) sia come criminali che spacciano droghe reiterando il reato perché impuniti.

Quando gentaglia come la Cirinnà si presenta in pubblico innalzando cartelli in cui è scritto “Dio, Patria e Famiglia, che vita de merda”, cosa possiamo aspettarci dal PD ?

Quando si scopre che i froci che hanno rappresentato “Venerdì Credici”, esibendosi in squallide performance che simulavano un atto sessuale contro natura per mezzo della Santa Croce, sono stati finanziati dal PD, cosa ci si può aspettare ?


L’anno scorso al Pilastro, nel primo pomeriggio venne rapinata l’edicola prospiciente il Centro Commerciale e naturalmente il “giornalaio” telefonò ai Carabinieri per denunciare l’accaduto.

I Carabinieri non si recarono nemmeno sul luogo della rapina, palesando il completo disinteresse e lasciando il malcapitato oggetto della rapina nello sgomento più totale.

Questa è la Bologna che ci stanno confezionando gli squallidi sciacalli del PD, una Bologna assediata dai graffiti, con i portici patrimonio dell’Unesco devastati da milioni di scarabocchi, da pusher che tengono in ostaggio la cittadinanza senza che si possa contare sulle Forze dell’Ordine.

Del resto Bologna è l’unica città al mondo in cui un’aula universitaria (l’aula C della Facoltà di Scienze Politiche) sia stata occupata dai facinorosi tupamaros delle sinistre per ben 26 lunghissimi anni, senza che Prefettura, Carabinieri, Comune, Regione e politicanti da starapazzo muovessero un solo dito.

Spero che i Cittadini bolognesi la smettano di canticchiare “bella ciao” e che rientrino nella realtà quotidiana, ricordandosi al momento del voto come sia ridotta la città per colpa dei seguaci di Togliatti.

Per chi non lo sapesse, il criminale comunista Palmiro Togliatti si nutrì del sangue dei suoi stessi compagni, condannando a morire nei gulag staliniani un gran numero di comunisti non allineati alla rigida ortodossia di riferimento, come ad esempio i trotzkisti o i bordoghisti.

Le “eminenze grigie” del PD ancora oggi definisce Togliatti con il vezzeggiativo di “il Migliore” !



L’ossimoro che costituisce la definizione stessa di
PD e cioè il termine “democratico” la dice lunga sulla mistificazione che è alla base del suo stesso incedere quotidiano, e ci dovrebbe far riflettere.

Nel frattempo il PD si è alleato con i 5 stalle, il più grande bluff della politica italiana, e insieme a Di Maio e a Fico prosegue un percorso devastante per gli italiani, che prevede la realzzazione di un piano eversivo atto a definire e consolidare il coito contro natura che in Europa si sta consumando fra Poteri forti, come Banche e Massonerie economiche da un lato e comunisti polimetamorfizzati dall’altro.

Dobbiamo dare una spallata a questo sistema perverso con cui gli sciacalli del PD si sono appropriati della Democrazia.

Lo dobbiamo ai nostri figli e nipoti, in nome della libertà, ora compromessa.

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Il Blog del Pilastro

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martedì 13 aprile 2021

DITTATURA

 


PER CHI NON LO SAPESSE,
IL GOVERNO E' COMPOSTO DAI SEGUENTI SCHIERAMENTI :
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MOVIMENTO 5 STELLE
LEGA - SALVINI PREMIER
FORZA ITALIA
PARTITO DEMOCRATICO
ITALIA VIVA
ARTICOLO UNO
CENTRO DEMOCRATICO
+EUROPA
NOI CON L'ITALIA
SVP, PATT e CpE (appoggio esterno)
AZIONE (appoggio esterno)
CAMBIAMO, IDeA e POPOLO PROTAGONISTA-AP (appoggio esterno)
MAIE (appoggio esterno)
USEI (appoggio esterno)
UNIONE DI CENTRO (appoggio esterno
GREEN ITALIA e FEDERAZIONE dei VERDI (appoggio esterno)
èVIVA (appoggio esterno)
PATRIA E COSTITUZIONE (appoggio esterno)
SICILIA FUTURA (appoggio esterno)
PARTITO SOCIALISTA ITALIANO (appoggio esterno)
NUOVO PSI e PARTITO PENSIONATI (appoggio esterno)
MODERATI ( appoggio esterno)
PARTITO SARDO D'AZIONE (appoggio esterno)
NOI CAMPANI (appoggio esterno)

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Come si può vedere, le opposizioni sono diventate EX opposizioni e fanno parte a pieno titolo del Governo Draghi, essendone parte integrante.

La loro presenza appare quindi COMPLICE delle decisioni di un Governo che manda la Polizia a manganellare i manifestanti che protestano perchè non sanno più come fare per dare da mangiare ai loro figli.

Parallelamente lo Stato, complice un Governo che si è spartito le poltrone dei Ministeri, manda le cartelle esattoriali proprio a coloro a cui ha impedito di lavorare.

Nel frattempo si spendono soldi a profusione per le politiche immigratorie e per la cosiddetta "accoglienza", privilegiando le "coop rosse" e le organizzazioni criminali come quella di Casarini.

La LEGA è passata dalla parte della Casta, come comprovano le sue azioni, e non a caso Salvini é stato improvvisamente assolto dalla Magistratura e dalle toghe rosse che lo avevano inquisito accusandolo di sequestro di persona.

La libertà e la Democrazia sono finite... ci resta solo la ribellione

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Il blog del Pilastro
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martedì 6 aprile 2021

La latitanza delle istituzioni

 

Il quartiere Pilastro è stato lasciato a sé stesso, abbandonato dalle istituzioni cittadine che, caso strano, si fanno vedere brevemente solo in occasione di qualche tornata elettorale.

Qualche striscia pedonale ridipinta per far vedere ai cittadini che la politica pensa a loro, ed ecco che l’Amministrazione comunale si compiace del suo stesso modus operandi, proponendosi come elemento valido alla guida della città, quartiere per quartiere.

Peccato però che per tutto il periodo che intercorre fra una votazione amministrativa e l’altra, così come per gli appuntamenti in cui si vota per le elezioni politiche, i rappresentanti del potere cittadino che albergano nel Quartiere, siano praticamente sempre inesistenti.

Almeno per quanto riguarda il Pilastro, è accertato dall’incedere quotidiano che esista un profondo fossato, invalicabile, che separa il mondo utopico dei politicanti stabilitisi nei Palazzi della politica da quello reale della cittadinanza.




I CESTINI PER I RIFIUTI SONO SEMPRE PIENI


Il quartiere è il più verde della città, ma purtroppo è ostaggio di bande di zingari, pupilli di Merola, drogati e spacciatori, dei quali non si vuole e non si può parlare, specie da quando il senatore Salvini sollevò il problema suonando il campnello dell’abitazione di un pusher, proprio al Pilastro.

Non lo avesse mai fatto ! Le levate di scudi furono immediate, soprattutto perché alimentate dall’arroganza di coloro che per primi si sono disinteressati del degrado che assedia il Pilastro, e cioè le istituzioni.

I Parchi pubblici che fanno da cornice al Pilastro, a partire dal Parco Pasolini, vera eccellenza nel panorama del verde cittadino, riflettono anch’essi il modus operandi della politica del PD, come tutti possono vedere quotidianamente.

Bottiglie di birra e di vino vuote, lattine, scatole vuote di sigarette, cartacce, contenitori per cibo da asporto, plastica, mozziconi di sigarette a migliaia, sono il risultato quotidiano dell’abbandono del Quartiere San Donato e dei suoi politicanti da strapazzo, i quali credono evidentemente che il loro lavoro, per il quale sono stati eletti, sia quello di rintanarsi nei loro uffici fregandosene altamente della cittadinanza  e delle loro esigenze.

Personalmente ho deciso di combattere in prima persona il degrado dilagante che assedia il Pilastro, impegnandomi in una attività di volontariato come singolo cittadino, svincolato da qualsiasi partito.

In pratica, pulisco il parco Pier Paolo Pasolini, allargandomi quando posso anche nelle altre zone verdi, per tentare di ridare dignità al nostro territorio, abbandonato a sé stesso.

Non ci sono mai controlli di alcun tipo, e ciò autorizza e legittima, per così dire, coloro che provocano il degrado e cioè le orde di maleducati, tra cui gli zingari, i gruppi di rumeni o russi che si ubriacano tutti i giorni, schiamazzando in gruppi di parecchie persone anche in piena “zona rossa”, impunemente, senza che la Polizia Municipale si degni di intervenire.

In compenso i paladini della legalità sono molto zelanti quando si tratta di obbligare qualche negoziante che non sa più come fare per dare da mangiare ai propri figli, e a fargli tirare giù la serranda dopo averlo multato pesantemente.



ALLE FERMATE DELLA TPER C'E' SPORCIZIA
E DEGRADO,  SIA DAVANTI CHE DIETRO



La casta si palesa per quello che è, e cioè una accozzaglia di politicanti legati alla poltrona che se ne infischiano di noi poveri mortali.

Quotidianamente raccolgo dal territorio l’equivalente di tre o quattro sporte piene di mozziconi e quant’altro, alleviando temporaneamente l’asfissia che l’ambiente deve sicuramente provare sommerso com’è dal luridume provocato dalle orde maleducate dei cafoni e degli incivili.

Negli anni scorsi ho inviato alcune mail agli uffici di quartiere per proporre attività costruttive in senso didattico, con le quali suggerivo di etichettare gli alberi con targhette plastificate, dando ad ognuno di loro il proprio nome sia in latino che in italiano.

E’ infatti ovvio che qualsiasi cosa si possa amare oppure odiare solamente se la si conosce, altrimenti tutto diventa indifferenza, e cioè la negazione di ogni sentimento.

Se ai nostri figli non facciamo conoscere l’ambiente circostante, i nostri parchi, gli alberi, l’avifauna, o le erbe spontanee, il loro incedere durante la crescita sarà caratterizzato dall’indifferenza verso la natura e dalla relativa mancanza di amore.

L’Amministrazione di quartiere non si è nemmeno degnata di rispondermi, anche quando ho proposto di realizzare un percorso didattico, con l’installazione di alcune bacheche all’interno delle quali si potessero leggere le spiegazioni di ciò che vive e vegeta nel Parco.

Non mi ha risposto nemmeno quando ho proposto di creare aree destinate allo “sgambamento” dei cani, e altre invece dove il loro passaggio fosse interdetto, allo scopo di permettere a chiunque di raccogliere erbe edibili, come il tarassaco, la malva, l’achillea, la piantaggine, o altre, a scopo alimentare.

LE LATTINE VUOTE E LA PLASTICA ASSEDIANO IL TERRITORIO


Questo articolo vuole essere una sorta di memorandum per coloro che quando vanno a votare continuano imperterriti a preferire il PD, nonostante la marea di nefandezze quotidiane a cui ci ha oramai abituati.

Mandiamoli a casa !

Ce lo chiede il futuro dei nostri figli, oramai seriamente ipotecato, e ce lo chiede la civiltà stessa, intesa come rapporto di uguaglianza e di rispetto fra le componenti naturali e ambientali che ci circondano e il nostro stesso modus operandi, frutto di regole e di convenzioni a cui tutti dovrebbero dare corso.

Purtroppo la latitanza della politica, quotidiana e più che decennale, sta rovesciando questi equilibri, a favore di una distropia progressiva che io, nel mio piccolo, tento timidamente di arginare...



OGNI VOLTA CHE PIOVE LE STRADINE DEL PARCO
SI TRASFORMANO IN TORRENTI IMPRATICABILI


Il Blog del Pilastro

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domenica 20 settembre 2020

PILASTRO ALLO SBANDO : POLIZIA MUNICIPALE COME PONZIO PILATO


L’illegalità sembra essere diventata la norma consueta con cui si esprime l’arroganza di certi operatori commerciali che, nel totale disprezzo delle libertà individuali dei cittadini, si arrogano il diritto di agire in palese violazione delle norme vigenti.

E’ il caso del Circolo Arci noto sotto il nome di “La Fattoria”, situato in Via Pirandello, nel quartiere Pilastro.

Il circolo si propone come mezzo per dare risposte al supposto bisogno di aggregazione dei residenti di quel territorio, ma in realtà interpreta un ruolo molto diverso, manifestando una infinita arroganza e una prepotenza che va ben oltre i limiti della convivenza civile.

Periodicamente infatti la Direzione del circolo Arci organizza delle serate di intrattenimento musicale, sulle quali  non ci sarebbe nulla da ridire se non fosse per il fatto che il volume con cui viene diffusa la musica è di molto superiore ai limiti consentiti dalla legge, obbligando i residenti, compresi quelli di Via Salgari a subirne l’impatto e il relativo inquinamento acustico.

La direzione del Circolo è stata cortesemente invitata ad abbassare il volume, che è talmente alto da impedire a chi abita nelle vicinanze di ascoltare la televisione in casa propria, anche a causa del fatto che le finestre delle abitazioni rimangono aperte per via delle alte temperature, ma la risposta data dalla Fattoria è stata perentoria : “Noi il volume NON lo abbassiamo!

Unitamente allo sconcerto di fronte a tale manifestazione di boriosa arroganza, palesata da chi si pone, o tenta di farlo, come paladino della coesione sociale, rimane il problema di come reagire a tutela degli interessi di coloro che subiscono tale violenza.

Come fare dunque per impedire che un qualunque caporione a capo di una attività commerciale, come quella appunto de “La Fattoria”, continui a calpestare i diritti di chi in quel territorio vuole vivere serenamente senza dover sottostare all’imposizione di fenomeni musicali che appaiono più simili a veri e propri “rave” piuttosto che ad un apprezzato intrattenimento ?

La prima cosa che viene in mente è quella di rivolgersi ai cosiddetti Vigili Urbani, il Corpo di Polizia Municipale il cui responsabile è quel Comandante che risponde del suo operato direttamente al Sindaco o all’Assessore delegato.

Le funzioni di pertinenza del Corpo rientrano nei compiti di Polizia ambientale, amministrativa, stradale, giudiziaria e di pubblica sicurezza, necessarie al funzionamento e al mantenimento della struttura della nostra cosiddetta società civile.

Perfetto, verrebbe da dire !

Chi, se non loro, è in grado di mettere fine ad un sistema di prevaricazione e di illegalità che da tempo assedia gli abitanti di una parte del quartiere Pilastro ?

Alcuni Cittadini si sono quindi rivolti speranzosi agli Uffici competenti, tramite l’invio di mail che spiegavano l’accaduto, e con telefonate di protesta in cui si richiedeva l’intervento diretto.

Una prima comunicazione telematica ha prodotto una risposta verbale, tramite chiamata telefonica, in cui l’operatore affermava che erano state fatte alcune verifiche riguardo ai permessi e alle pratiche burocratiche inerenti alla Fattoria, risultate in regola, seguite dall’invito a rispettare la normativa vigente sull’emissione di suoni.

La risposta, pur tardiva e oramai insperata, è sembrata convincente, ma purtroppo dopo breve tempo le serate “musicali” hanno riproposto il loro prototipo di riferimento, palesando una vera accozzaglia cacofonica di suoni assordanti e lesivi della libertà e della serenità dei Cittadini.

Dopo aver tentato di pazientare a lungo, non è più stato possibile rimanere inerti e passivi di fronte ad una arroganza tale da impedire perfino l’ascolto dei programmi televisivi all’interno delle proprie abitazioni, sovrastati da ciò che sembrava più un “rave” piuttosto che una serata musicale, e ci si è rivolti nuovamente alla Polizia Municipale.

La risposta dell’operatore è stata molto cortese, ma non corroborata da alcuproponimento costruttivo o finalizzato alla risoluzione del problema sollevato per l’ennesima volta.

La risposta anzi, uscendo dai canoni della diplomazia attraverso cui gli operatori tendono a equilibrare lo stress dell’utenza sottoposta alle diverse problematiche, ha palesato una serafica quanto disarmante realtà, proclamando che la Polizia Municipale è sprovvista di fonometro, lo strumento per misurare i decibel.

La tesi dell’operatore è che quindi i Vigili Urbani non possono intervenire poiché tale strumento di controllo non è in loro possesso, e il Cittadino deve rivolgersi altrove, ad esempio all’ARPA che ne è provvista, e fissare un appuntamento con un tecnico che possa eventualmente rilevare l’infrazione.

Una risposta degna di Ponzio Pilato o del "Me ne frego!" di mussoliniana memoria, che descrive il disinteresse assoluto verso i diritti dei Cittadini palesato in ultima analisi dal Sindaco comunista, il quale tiene in ostaggio la Città con la sua inconcludenza e con il suo criminale modus operandi.

Va detto che in altri Comuni della Penisola il relativo Corpo di Polizia Municipale si è dotato dello strumento in oggetto, manifestando una propositività molto diversa da quella palesata dal Sindaco Virginio Merola e dal Comandante del Corpo di Polizia Provinciale della Città Metropolitana di Bologna Fabio Zanaroli.

Lo scaricabarile si accompagna spesso con l’indolenza, e con un mal interpretato senso di condiscendenza verso quelle problematiche a cui non si vuole dare esito, nascondendosi dietro alibi che hanno il sapore dell’inciucio e del clientelismo politico verso Circoli che riflettono una precisa connotazione politica.

Non è un caso che Bologna sia la Città con il più alto numero di graffiti al mondo, assediata da decenni di sporcizia e da vandalismi che l’Amministrazione comunista di Merola non solo tollera ma incentiva con il suo devastante buonismo.

Non è un caso che l’Aula C della facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna sia stata OCCUPATA per ben ventisei anni dalle frange violente dei Centri sociali, senza che Prefettura, Municipio, Polizia e toghe rosse sollevassero la benchè minima obiezione.

Non è un caso che la rossa Bologna negli anni ’70 abbia celebrato processi come quello denominato Dossier nero, per criminalizzare la gioventù della destra cittadina, mentre si lasciava libero spazio al proliferare delle Brigate rosse e ai loro delitti. 

Bologna è ostaggio del comunismo di Merola, che privilegia le orde illegali dei clandestini africani, le schiere di questuanti zingari, oggi elevati al rango di rom e di sinti, i Centri sociali, liberi di proseguire il loro percorso criminale che prevede l’occupazione di edifici e la cieca violenza nei confronti di avversari politici come Matteo Salvini, gli spacciatori di droga che tengono in ostaggio intere fasce di territorio in cui la Legge NON esiste.

Il Sindaco sembra più impegnato a pilotare le Istituzioni cittadine verso il finanziamento delle orde omosessuali che estrinsecano la loro perversione nella festa auto celebrativa del gay pride, il palese trionfo di Sodoma e Gomorra dei nostri tempi, profondendosi in elargizioni di centinaia di migliaia di euro.

Il clientelismo è una delle tante subdole armi con cui il comunista Merola affonda la Democrazia, mettendoci nelle mani di personaggi che nulla hanno a che fare con la convivenza civile, come appunto i dirigenti di “La Fattoria”, che rappresentano gli interpreti di una società di tipo orwelliano, dominata dal pensiero unico…

Invito chi legge a riflettere sul ruolo delle Istituzioni che affiancano il Primo Cittadino e sull’impatto che queste esercitano sulla Democrazia e sulla libertà dei Cittadini.

Un ruolo complice, di cui prima o poi dovranno rendere conto al Popolo …

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Il Blog del Pilastro

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domenica 30 agosto 2020

Il famigerato chilometro zero di Conad City

 

Negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede la dicitura “chilometro zero”, in riferimento al percorso che le materie prime e i prodotti alimentari seguono dal produttore al consumatore.

Molti de giganti del settore alimentare pubblicizzano il ricorso a questa metodologia, enfatizzando i benefici che intercorrono fra i consumatori e la catena del sistema ortofrutticolo nazionale.

Uno dei maggiori interpreti di questa politica, almeno sulla carta, è Conad, il cui acronimo significa Consorzio nazionale dettaglianti, una società cooperativa attiva nella grande distribuzione organizzata.

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Senza dilungarmi sulle molteplici sigle in cui Conad si è differenziato, oppure sulle acquisizioni dei punti vendita che sono stati inglobati per espandere le sue attività commerciali, voglio riferirmi in particolare ad un piccolo centro vendita, denominato col marchio Conad City, presente nell’area del Centro commerciale Pilastro, in via Pirandello a Bologna.

Prima di addentrarmi nel nocciolo della questione, puntualizzo alcune precisazioni prodromiche al costrutto della critica che ne consegue.

Va detto che l’Amministratore delegato di Conad, Francesco Pugliese, si rivolge al settore ortofrutta come ad un comparto che offre grandi potenzialità, soprattutto se si costruiscono filiere che coniugano una elevata qualità con la sostenibilità sociale e la competitività, privilegiando la produzione italiana.

La politica alimentare che Conad propone alla sua clientela indica la volontà di riservare una corsia privilegiata ad un modello che si richiama alle caratteristiche del cosiddetto “chilometro zero”, decantando i vantaggi che il consumatore ricava dall’acquistare prodotti di frutta e verdura regionali e nazionali.

Le coltivazioni destinate ad un consumo locale possono essere raccolte al picco della maturazione, con grandi benefici in termini di gusto e di principi nutritivi.

Il breve trasporto e la rapidità di consegna conseguenti alla contestualità territoriale diventano una tutela per le qualità organolettiche dei prodotti, che subiscono un degrado inferiore e permettono di incidere in maniera positiva sul gas serra che viene emesso in atmosfera in quantitativi molto ridotti.

Acquistando dai coltivatori locali si contribuisce inoltre a  proteggere il nostro paesaggio agricolo, scoraggiando la cementificazione e il consumo indiscriminato di territorio.

In realtà tutti questi bei propositi sono spesso disattesi nella triste realtà, in cui Conad appare all’evidenza dei fatti come il solito “venditore di fumo” che specula proprio sul settore che in apparenza dice di voler tutelare, quello della natura, della frutta e della verdura.

Ho scattato alcune fotografie nel “banco frutta” del punto vendita sopracitato, nel quartiere Pilastro, per evidenziare quale sia in effetti la quotidianità con cui Conad si pone davanti ai consumatori.

Ecco le immagini, in cui si può notare in che modo il tanto proclamato “chilometro zero” non sia altro che, in effetti, una semplice menzogna …

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Pompelmi dal SUDAFRICA
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Limoni dall'ARGENTINA
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Arachidi da ISRAELE
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Kiwi dalla NUOVA ZELANDA
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Banane dal COSTARICA
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Tutti questi prodotti sono oggi reperibili da coltivazioni italiane, compresa quella delle banane, coltivate e commercializzate da una azienda siciliana.
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Non bastavano i pomodori cinesi o le imitazioni del parmigiano reggiano per contaminare le nostre abitudini alimentari con prodotti la cui provenienza costituisce un vero e proprio pericolo per la salute, ma ora si aggiungono anche le scellerate e inspiegabili condotte commerciali di Conad che conducono lungo un percorso di globalizzazione mai richiesto dai consumatori italiani.
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Ricordo che Conad è stata implicata nel cosiddetto "patata gate", lo scandalo che ha visto i quadri commerciali aziendali responsabili di aver importato e commercializzato patate infestate da tignola e scabbia, come potete leggere in un mio articolo cliccando sul seguente link :
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Invito quindi i lettori di questo articolo a boicottare le produzioni ortofrutticole che non siano di provenienza nazionale, lasciando marcire sui banchi di Conad tutto ciò che ci arriva da Paesi d'oltremare.
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Riprendiamoci la nostra sovranità alimentare punendo quei burocrati e quegli speculatori che predicando bene ma razzolando male, tentano di ingannarci con lusinghe e false promesse.
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Il Blog del Pilastro
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venerdì 21 agosto 2020

PUTIN COLPISCE ANCORA

 

Le mani del nuovo Zar di Russia Vladimir Putin sono sempre più lorde del sangue di vittime innocenti, colpevoli di aver contestato pubblicamente il suo operato criminale.

Oramai da decenniil modus operandi dell’ex colonnello del KGB, cheera di stanza a Berlino nel 1989, dove sparava alla schiena di chi tentava di scappare dal comunismo, fino alla caduta del famigerato Muro, si palesa entro parametri che nulla hanno a che fare con la Democrazia e il rispetto dei diritti umani.

Una lunga scia di sangue, di stragi, di omicidi, di deportazioni, di internamenti in ospedali psichiatrici, e di avvelenamenti con materiali radioattivi o altre sostanze, costituiscono la regola con cui Vladimir Putin interagisce con le opposizioni, da autentico ex graduato del potente servizio segreto staliniano, tristemente famoso per la sua ferocia.

La lista delle nefandezze compiute dall’apparato criminale guidato da Putin è lunghissima e si compone di centinaia di vittime cadute sotto i colpi dei suoi sicari, in un crescendo dittatoriale che impedisce in Russia qualunque anelito di libertà.

I martiri più famosi, come le giornaliste Anna Politkovskaja e Anastasija Baburova, oppure Natal’ja Estemirova, come anche l’avvocato Markelov, tutti impegnati nell difesa dei diritti umani, hanno fatto conoscere al mondo intero di cosa sia capace il dittatore russo.

Una lista contenente i nomi di centinaia di giornalisti e avvocati uccisi dai sicari governatici, determina l’esatto spessore criminale che anima l’incedere quotidiano di Putin, in continuità con il percorso nichilista iniziato dal suo predecessore Boris Eltsin.

Il delirio di grandezza con cui Putin è solito celebrare l’apoteosi della sua ascesa ai massimi vertici del potere in Russia passa attraverso il disprezzo dei diritti umani, estendendosi gradatamente oltre i confini dell’ex Unione Sovietica per fagocitare i territori di altre Nazioni seguendo un percorso “politico” denominato Eurasiatismo.

A questo proposito va detto che la Nazione Cecena è stata a lungo nel mirino di Putin, che si è appropriato della Democrazia di quel Paese facendone un satellite dipendente da Mosca.

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Le atrocità commesse in Cecenia, completamente rasa al suolo dalle milizie del Cremlino e le migliaia di stupri commessi sulle donne musulmane, furono la causa scatenante della radicalizzazione islamica con cui le popolazioni residenti tentarono di reagire allo sterminio programmato dalle orde criminali di Putin.

L’Ucraina, ad esempio, è un altro dei bersagli che Putin ha tentato di fagocitare per ampliare la sua spinta egemonica, riuscendo a impossessarsi della penisola della Crimea.

Infatti, dopo aver spostato imponenti flussi migratori dalla Russia alla Crimea, Putin ne ha pilotato la russificazione dei territori, osmoticamente e invasivamente, al punto che grazie ad un referendum farsa, falsato dalla massiccia presenza russa, è riuscito ad aggiudicarsi la giurisdizione di quei territori, annettendoli completamente.

Putin ha tentato di riproporre lo stesso ambiguo schema  in Georgia manovrando in modo da russificare i territori dell’Ossezia, una regione che si è infatti dichiarata secessionista, provocando un conflitto armato e l’esodo di decine di migliaia di profughi.

Il veleno sembra essere l’arma principe con cui la vigliaccheria di Putin esercita la sua tirannide, oltre a quella dei sicari prezzolati, e ciò è testimoniato da omicidi eccellenti, come quello di Aleksandr Val’terovic Litvinenko, l’ex agente dei servizi segreti russi divenuto poi dissidente, e avvelenato per questo motivo mediante avvelenamento da polonio-210 radioattivo.

E’ di questi giorni la notizia che il celebre blogger russo Alexej Navalnj, noto per la sua opposizione al dittatore comunista russo e alla sua cricca governativa, collusa con le potenti mafie che detengono il potere economico nella ex Unione Sovietica, è stato avvelenato mentre si trovava in aereo, e dopo l’atterraggio di emergenza del velivolo si trova ora ricoverato in condizioni gravissime nell’Ospedale di Omsk, in Siberia.

Il polimorfismo con cui Putin mimetizza il suo disegno criminale, coincidente con le prerogative insite nel retaggio culturale, o pseudo tale, di stampo comunista, non ha impedito al mondo intero di venire a conoscenza della infinita catena di delitti con cui lo spietato dittatore schiaccia chiunque non sia allineato con i dictat della sua ortodossia di riferimento.

Nel suo squallido delirio di onnipotenza Putin ha fatto installare all’interno della nuova Chiesa ortodossa delle Forze armate situata nel parco militare Kubinka, nei pressi della capitale, dei mosaici che lo raffigurano, insieme a Stalin e ad altri gerarchi comunisti, a conferma del fatto che la volontà del regime è quella di circoscrivere la libertà delle persone entro una soglia delimitata e circoscritta dal potere statale, divenendo un assioma indiscutibile.

Purtroppo nel civile Occidente, Italia compresa, molti guardano al dittatore ex colonnello del KGB come ad un esempio di nazionalismo, sotto le cui spoglie si mimetizzano i crimini comunisti del terzo millennio. 

L’espansionismo militare e il disprezzo dei diritti umani con cui Putin violenta le identità nazionali dei Paesi di cui vorrebbe appropriarsi con la forza, sono esattamente in antitesi con il concetto di nazionalismo e di rispetto delle prerogative identitarie che appartengono agli Stati sovrani.

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Putin rappresenta il prototipo del dittatore sanguinario che interpreta il ruolo di nemico dell’umanità, disprezzando la Democrazia, esattamente come lo sono Xi Jinpig e Kim Jong-un, le due canaglie del comunismo asiatico.

Le popolazioni oppresse prima o poi troveranno la forza di opporsi  al totalitarismo comunista e di reagire schiacciandolo per sempre, ma fino a quel momento è nostro dovere sostenere la causa della libertà che anima tale dissenso, schierandoci al fianco dei giovani che lottano a Hong Kong contro il regime e a fianco delle vittime della violenza di Stato, come Alexej Navalnj.

L’intero popolo della Corea del Nord è stato ridotto in schiavitù dalla Dinastia Kim, in cui l’ultimo rappresentante continua il percorso genocida e totalitario militarizzando il Paese all’inverosimile e affamando l’intera società.

Fino a quando l’ultimo dei comunisti non sarà scomparso, compresi quelli italiani figli di secondo letto della prostituzione politica di Togliatti, il mondo non sarà un luogo sicuro, né per noi, né per i nostri figli e nipoti.

Combattiamo quindi il comunismo sempre e ovunque, con tutte le nostre forze, per la libertà e la democrazia …

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Il Blog del Pilastro

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