venerdì 15 novembre 2019

IL VERO VOLTO DEL PD

Quando i post-comunisti si sono autodefiniti “democratici”, durante il loro percorso di metamorfosi che li ha condotti ai giorni nostri, hanno commesso il più grande falso storico del dopo guerra.
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Il fatto è che di “democratico” gli eredi di Togliatti non hanno proprio nulla, e lo dimostrano i loro stessi comportamenti, la loro incoerenza, la violenza con cui tentano di imporsi, la mistificazione, lo stravolgimento della realtà e della verità, l’ossessione per il potere, gli inciuci, le connivenze, il disprezzo verso il Popolo, l’ambiguità, e la perseverante (quanto diabolica) simbiosi con un retaggio pseudo culturale legato ai personaggi criminali del secolo scorso.
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I nostalgici del marxismo non perdono infatti mai l’occasione di manifestare il loro afflato con Togliatti o con Lenin, oppure con i partigiani comunisti che durante e dopo l’ultima guerra mondiale si sono macchiati di crimini contro l’umanità.
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Il saluto a pugno chiuso (quello in cui si è esibito anche Fico, in occasione della Festa per le Forze Armata nel recente passato), oppure il fatto di cantare “bella ciao”, testimoniano che l’universo sinistroide finge di non sapere che il comunismo ha prodotto cento milioni di vittime innocenti. 
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L’arroganza che dimostrano quotidianamente i politicanti del PD attraverso il loro modus operandi palesa apertamente un vero e proprio disprezzo per chiunque non sia allineato all’ortodossia imposta dai vertici del partito.
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I dictat proclamati da professionisti dell’inganno, come dimostra la Storia stessa, impongono un allineamento e un appiattimento verso i voleri preconfezionati di una classe politica che non ha nemmeno il pudore di provare vergogna per tutte le nefandezze commesse.
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Ai giorni nostri i crimini del PD sono evidenti e sotto gli occhi di tutti, a partire dal sistema Bibbiano, partorito dalla mente malata di personaggi legati a doppio filo con l’ex partito di Renzi, ora di Zingaretti.
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Gli scandali bancari, come quelli della Montepaschi Siena o della Banca Etruria, collocano il PD in una posizione di colpevole responsabilità, che ha prodotto un grave dissesto finanziario sulla pelle dei risparmiatori. 
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Le politiche dell’universo sinistroide, compreso il Sindacato della Cgil, sono rivolte al disprezzo verso il Popolo italiano (che si intende spersonalizzare e ridurre a massa informe) a favore di una immigrazione a cui tutto è concesso.
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E’ di oggi la notizia che per colpa della Cgil lo Stato italiano dovrà rimborsare 160 milioni di euro per restituire l’imposta di soggiorno agli immigrati che l’avevano pagata dal 2011, mentre gli Italiani strangolati da mille balzelli e soffocati dalla crisi vengono a tutt’oggi ignorati e abbandonati a sé stessi.
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Le continue nefandezze che caratterizzano il PD sono accompagnate da uno stillicidio quotidiano e capillare di imposizioni che tendono a compiere un vero e proprio lavaggio del cervello alla popolazione, attraverso una assillante disinformazione che da sempre costituisce il cavallo di battaglia delle sinistre.
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Il mezzo attraverso cui ciò è reso possibile è quello di imporre stereotipi di riferimento accuratamente elaborati dall’intellighenzia sinistroide e dal gotha di partito, come ad esempio quello secondo cui chi non è allineato all’ortodossia post comunista è automaticamente un fascista.
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Ecco come nascono falsi assiomi e definizioni di comodo, come le etichettature che identificano la figura del sovranista, divenuto sinonimo di fascista e quindi di pericolo per la democrazia, oppure relegato a semplificazioni che esprimono, secondo gli pseudo intellettuali della sinistra, concetti negativi quali il populismo o un becero nazionalismo.
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La mistificazione post-comunista si avvale quindi della mistificazione per far credere al popolo l’esatto contrario di ciò che rappresenta in realtà il sovranismo, e cioè una posizione politica che riconosce il potere sovrano di un popolo, non assoggettabile a nessun’altra autorità esterna, comprese le dinamiche di globalizzazione.
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Quando il PD non riesce a fare breccia con la disinformazione, ricorre ad un altro metodo, ampiamente collaudato, che è quello della coercizione, dell’intimidazione, della violenza e della demonizzazione dell’avversario politico, che diventa nemico giurato da abbattere a qualsiasi costo.
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In ogni città italiana sono nati, complice il buonismo delle sinistre, gruppi di estremisti comunisti e anarcoidi facinorosi, escrementi della società civile dediti alla violenza, che si sono riuniti attorno a ciò che vengono definiti oggi come “centri sociali”.
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Le varie sigle che compongono la galassia dei cosiddetti antagonisti seguono esattamente la dottrina marxista leninista che istiga all’uso della violenza come mezzo per raggiungere il potere, e mettono in pratica il loro credo anarco-comunista praticando la guerriglia urbana con l’alibi di un comodo antifascismo.
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A Bologna, per esempio, questi tupamaros della domenica, hanno occupato l’aula C della Facoltà di Scienze politiche per ben 26 anni, nella totale indifferenza delle autorità cittadine (a firma PD) e delle istituzioni.
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Costoro sono a tutti gli effetti i beniamini del PD che li coccola, insieme a quella parte della Magistratura che ha preso il nome di “toghe rosse” , fornendo loro alibi, giustificazioni e condiscendenza verso il loro operato.
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Nonostante il fatto che abbiano messo a ferro e fuoco intere città, devastando il tessuto urbano in termini di usurpazione della democrazia, che abbiano impedito alle altre forze politiche di poter esprimere il loro punto di vista all’elettorato mediante comizi di piazza, e che usino la violenza e l’arbitrio come modus operandi, costoro vengono sistematicamente assolti da ogni capo di accusa, e gli viene fornita una sede in cui fare aggregazione a da cui poi organizzano e nascono le successive violenze.
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Oggi (ma anche in passato) tutto ciò fa comodo al PD perché mentre da un lato organizza democratiche proteste di piazza pilotate al fine di contestare un comizio della Lega, nonostante questo sia altrettanto democratico e legittimo, dall’altro lascia campo libero ai cosiddetti “antagonisti” e “antifa” dei centri sociali perché diano libero sfogo alla loro violenza contro il nemico.
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Un doppio gioco, nato dall’abilità trasformista di chi è assuefatto alla mistificazione e alla doppiezza, così come era prerogativa di Togliatti e del vecchio PCI, a cui gli odierni eredi guardano ancora con aperta ammirazione.
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Un PD dunque che si pone come partito “democratico” ma che in realtà disprezza la democrazia, inneggiando a criminali come Lenin, Togliatti, Stalin, Tito, oppure ad assassini delle Brigate rosse che pur condannati all’ergastolo per la loro attività criminale sono stati poi invitati a tenere discorsi nelle aule universitarie della rossa Bologna.
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A fare da corollario a queste nefandezze si impongono all’attenzione dei cittadini tutte quelle vie o piazze intitolate a gerarchi comunisti criminali, interpreti di un totalitarismo colpevole per l’intera umanità ma assolti dagli intellettuali delle sinistre che ripercorrono impuniti sentieri di ambiguità che li caratterizzano.
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L’Italia è da troppo tempo oggetto di attenzione da parte dell’apparato disinformatore delle sinistre, che fin dal 1917 ha iniziato a stravolgere la verità dei fatti proponendo come rivoluzione russa non quella reale compiuta nel febbraio da uno schieramento composto da socialdemocratici, menscevichi, bolscevichi, e socialisti, ma quella di ottobre in cui Lenin operò un feroce “colpo di Stato” sterminando i veri fautori della rivoluzione che aveva deposto lo zar.
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Nel dopoguerra i partigiani comunisti assassini hanno compiuto ogni genere di nefandezze, abbandonandosi alla ferocia contro vittime civili inermi, donne e bambine, e per questo sono stati premiati con cariche pubbliche o assunti nel corpo di Polizia, come ampiamente documentato nei libri di Gianfranco Stella.
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Il comunismo italiano, Togliatti e Longo in testa, premiava i loro sicari, in perfetta simbiosi con il regime comunista staliniano di cui era dipendente anche economicamente (vedi “Oro da Mosca” di Valerio Riva).
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Le formazioni criminali partigiane e comuniste diedero poi vita, nel dopoguerra, ad altre squadre armate composte da criminali assetati di sangue, come la famigerata “volante rossa” che insanguinò  a lungo il nord Italia a guerra finita e che portò alla nascita delle tristemente famose Brigate rosse.
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Il PCI premiò gli assassini proteggendoli, come ad esempio Francesco Moranino, lo spietato killer delle Brigate Garibaldi, prima condannato dal Tribunale, poi amnistiato dal Presidente Saragat, poi eletto onorevole nelle file del PCI.
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Il “modus operandi” del PD non si discosta molto da quello ereditato dal vecchio PCI, e lo dimostra quotidianamente, immergendosi nell’apprezzamento e nell’incitamento dell’illegalità, come nel caso dei clandestini illegali, o nella condiscendenza verso Carola Rackete che con la sua nave speronò consapevolmente una motovedetta della Guardia di Finanza italiana.
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La lista delle collusioni con il malaffare è lunghissima ed è è pari solo a quella delle complicità in nefandezze come quella di Bibbiano che da sola varrebbe già a farci capire quale sia il vero volto del PD, il partito “democratico”.
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Il Blog del Pilastro
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sabato 19 ottobre 2019

GRILLO E I GRILLINI SONO DIVENTATI LOCUSTE


Nell’immaginario popolare il grillo è sinonimo di saggezza, come ad esempio nella favola di Pinocchio in cui il Grillo parlante cerca di orientare il burattino ammonendolo per le sue azioni, oppure è indicato come portatore di fortuna per eccellenza, come spirito benevolo della casa.
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Sotto questo aspetto, la similitudine lessicale fra l’insetto e il movimento grillino che fa capo appunto a Beppe Grillo, è sembrata fin dalla nascita del Movimento 5 stelle, simbiotica con le stesse prerogative di positività interpretate dall’insetto canterino.
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GRILLO LOCUSTA
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E’ parso a molti, all’inizio, che essere grillini potesse rappresentare una dinamica foriera di resurrezione per questa bistrattata Italia, da troppo tempo campo di battaglia fra gruppi di politicanti criminali appartenenti ad una Casta privilegiata che si contendevano il potere.
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Negli anni scorsi il saggio Grillo politico si è quindi insinuato fra i gruppi di potere nazionali, contrapponendovisi e combattendo quella Casta che , secondo lui, era all’origine di tutti i mali.
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Le iniziative dei pentastellati hanno preso direzioni ben precise, trovando riscontro nell’apprezzamento popolare, al punto che le strategie prodromiche al raggiungimento del potere si sono poi concretizzate con la vittoria elettorale.
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Il Grillo (Beppe, quello comico, genovese) ebbro di potere ha iniziato però a fare esattamente il contrario di quanto affermato in precedenza, durante la campagna elettorale.
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La tanto declamata “democrazia dal basso” che doveva contraddistinguere il liberalismo democratico del Movimento si è tramutata in ossequiosa osservanza dei dictat emanati dal gotha grillino, rappresentato dalla cosiddetta piattaforma Rousseau, una sorta di èlite i cui componenti decidono su tutti.
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Una piattaforma di tipo massonico, a sua volta prona ai voleri dell’erede di quel Casaleggio, fondatore insieme a Grillo del Movimento, che ora è il deus ex machina attorno a cui orbita l’universo pentastellato.
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La metamorfosi di Grillo (e dei grillini) si è palesata in varie occasioni, a partire dalla condiscendenza verso i lavori di raddoppio del gasdotto che da Brindisi arriva a Minerbio (Bologna), contro la cui realizzazione (lungo la dorsale appenninica) si batteva il Movimento fin dai suoi albori.
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L’impegno sulla gestione dei rifiuti è sempre stata un “cavallo di battaglia” dei grillini che, contrari all’uso degli inceneritori, pubblicizzavano invece modelli di riferimento come quello della discarica di Vedelago, in cui (secondo Grillo) i rifiuti diventavano non più un costo, ma una risorsa economica.
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Peccato che il comico genovese durante le fasi metamorfiche della sua trasformazione non abbia detto che Vedelago è fallito miseramente, provocando un “buco” di svariati milioni di euro.
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Parallelamente il Grillo, nella sua infinita saccenza ha accuratamente nascosto il fatto che oggi esistano inceneritori di nuova generazione che, anziché emettere diossina, liberano in atmosfera dell’innocuo vapore acqueo.
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Completando la metamorfosi possiamo sicuramente affermare che Grillo si è trasformato in locusta, insetto dannoso e vera piaga della natura.
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La voracità della locusta grillina, nella fattispecie avida di potere e interprete di un nuovo ruolo, quello secondo cui ha sostituto la vecchia casta al comando del Paese, si palesa nel tentativo di perseguire, non senza affanno, una costante ricerca di metodologie per rimanere ancorato alla poltrona.
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Per raggiungere i suoi scopi e quelli della Piattaforma Rousseau, a guida Casaleggio, la locusta tace sui disastri prodotti dalla gestione dei rifiuti a Roma, ad opera di Virginia Raggi, la quale è la dimostrazione vivente di come il Movimento grillino sia in effetti una accozzaglia di incapaci, preoccupati solo di mantenersi la poltrona su cui siedono.
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La prova, evidente e sotto gli occhi degli italiani, consiste nel vergognoso mercimonio intellettuale e nella prostituzione politica che li ha visti protagonisti in ogni fase dell’accordo con il loro nemico giurato, il Partito (cosiddetto) democratico.
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Come uno sciame di cavallette affamate, le locuste metamorfizzate insieme al loro leader hanno stretto ogni genere di accordo con comunisti e post-comunisti, arpionandosi alle poltrone e palesando un enorme disprezzo verso i propri elettori e verso l’intero popolo italiano.
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La fame atavica di potere che caratterizza questi rappresentanti della nuova casta, induce le locuste pentastellate a rinunciare ai princìpi guida, alla prerogative morali, all’onestà, a tutto ciò in cui precedentemente credevano, in cambio di un potere tanto vergognoso quanto effimero, poiché dipendente dai ricatti dei loro cosiddetti “alleati”.
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Grillo tuonava contro il Partito dei ladri e dei disonesti, ribadendo che la disonestà intellettuale rovinava i rapporti fra le persone, poi, metamorfizzato in locusta e soggiogato dal potere, ha barattato la sua stessa integrità per governare insieme a coloro che si sono macchiati di infamie quali quella di “Mafia capitale” oppure di “Bibbiano”, solo per citarne un paio, divenendone complice a tutti gli effetti.
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Il grillo parlante non esiste pìù, e forse non è mai esistito. Il comico genovese non fa più ridere, nemmeno un po’.
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L’ultima sua “trovata” esprime addirittura un profondo odio verso le persone anziane, giudicate inadatte a votare e ad esprimere una preferenza politica.
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Per contro, io reputo che le persone anziane rappresentino un valore aggiunto per qualsiasi civiltà, poiché depositarie di un retaggio culturale, sociale, religioso, etnico-razziale, linguistico, tradizionale, che solo con la somma degli anni durante il percorso di vita può essere raggiunto.
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La saggezza è tipica della vecchiaia e in questo caso si contrappone decisamente alla supposta saggezza del “grillo” che tale non è, essendo mutato in fastidiosa locusta.
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Fortunatamente il Popolo italiano porrà fine alla devastazione che personaggi come Grillo, Renzi,Zingaretti, Mattarella, Di Maio, hanno prodotto.
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Costoro ne sono ben consapevoli e cercano quindi di fagocitare tutto ciò che riescono ad inglobare, impossessandosi arbitrariamente della democrazia, deridendola, oltraggiandola e distruggendola, così come farebbe uno sciame di locuste in un campo di grano…
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Il Blog del Pilastro
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martedì 27 agosto 2019

GRAFFITI : Via Don Giovanni Minzoni

Propongo le immagini di una delle vie prospicienti al centro cittadino, che unisce i viali di circonvallazione alla Piazza dei Martiri.
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Lungo il suo percorso si trova il Museo d'Arte Moderna (Mambo), uno dei principali musei d'arte contemporanea di Italia che ospita collezioni permanenti ma anche mostre temporanee, oltre ad una biblioteca, una libreria, e un bar-ristorante.
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Si potrebbe supporre che data la sua connotazione e per il fatto che rappresenti un fiore all'occhiello della cultura bolognese di fronte alla crescente domanda del turismo intellettuale, sia particolarmente curato l'aspetto che tale istituzione offre di sè e il contesto ambientale cittadino che lo circonda.
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Purtroppo non è così, ma anzi, per quanto riguarda la stessa via Don Minzoni che ospita la struttura, la situazione è esattamente all'opposto di come dovrebbe essere.
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La responsabilità dell'Amministrazione locale a firma PD è evidente e si presenta quotidianamente, da anni, agli occhi di tutti.
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Ecco le immagini del degrado, sotto forma di sporcizia, graffiti, imbrattamenti, e affissioni abusive, che assediano il territorio ...
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Come si può vedere da queste prime immagini la via è completamente imbrattata in ogni sua parte (da anni), dalle colonne dei portici (vanto di Bologna) ai muri, compreso i pali della cartellonistica stradale, le serrande dei negozi, e i totem delle aziende private, nella completa indifferenza del Sindaco.
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Questo è quello che si offre agli occhi dei turisti, e cioè un situazione diffusa e capillare di degrado e di sporcizia.
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Il Blog del Pilastro
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domenica 4 agosto 2019

Il PD bolognese e i suoi disastri

Sottotitolo : La coda di paglia di Virginio Merola e del PD
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Il PD sta scomparendo e i sondaggi lo danno a livelli di consenso molto bassi, vicini al 15%.
Le politiche del PD sono CONTRO i Cittadini..
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Per questo motivo, nel tentativo di ingraziarsi almeno in parte quell’elettorato che ha perso fiducia in lui, il PD sta eseguendo una serie di “compitini” sul territorio.
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Uno di questi consiste nel proclamato tentativo di ripulire la città dai graffiti.
Il degrado in cui sono immersi i Cittadini, e le centinaia di migliaia di graffiti che assediano Bologna, in ogni sua parte di territorio, sono il frutto della mancanza di volontà del Sindaco di preoccuparsene.
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Dall’anno del suo insediamento a Palazzo d’Accursio, il sindaco post comunista, erede delle politiche di togliattiana memoria, ha fatto ben poco per il benessere dei cittadini e per il buon decoro della Città.
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Elenco alcune delle problematiche cittadine verso cui ha tenuto un atteggiamento tale da essere identificato come incapace e come “partigiano” (nel senso più deleterio del termine) nei confronti della società civile.
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Centri sociali
Degrado e tutela zingari
Disinformazione
Graffiti
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Esaminiamo ora questi aspetti della quotidianità bolognese :
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CENTRI SOCIALI
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E’ oramai palese che esiste un forte connubio fra gli elementi criminali che orbitano attorno all’universo anarco-comunista dei centri sociali e l’Amministrazione comunale, e ciò è comprovato dal fatto che nonostante l’illegalità quotidiana rappresentata dall’aver occupato uno stabile non di loro proprietà, questi “tupamaros” della domenica, possono continuare a delinquere imperterriti.
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Il Sindaco talvolta si pronuncia contro questo stato di cose, ma poi subito dopo li coccola promettendo loro di trovargli una sistemazione adeguata per il proseguo delle loro attività.
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Ci si chiede allora come mai il Sindaco non si dimostri così solerte verso le altre minoranze politiche, patrocinandole e offrendo sostegno.
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Se non altro il panorama cittadino offre un quadro legalitario sulla presenza di gruppi  legati alla destra, che manifestano la loro dissidenza in maniera non violenta e discreta.
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L'edificio occupato da Xm24 su cui sono stati fatti murales contro la Polizia ...
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Al contrario i centri sociali sono l’espressione del più bieco comunismo, quello che rivela con la violenza il suo vero volto, e lo hanno dimostrato in svariate occasioni, non ultima quella in cui hanno impedito a Matteo Salvini di parlare ai Cittadini.
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I metodi sono quelli del vecchio PCI, tanto amato dai suoi eredi, vero Sindaco ?
Altrimenti non si spiega il perché esistano a Bologna una Via Lenin e una Via Togliatti, entrambi criminali sanguinari e assassini appartenenti al comunismo passato.
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Sappiamo tutti che Togliatti viene ancora oggi ricordato e omaggiato con il vezzeggiativo di “il Migliore”.
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La Magistratura sembra pensarla nello stesso modo, o almeno quella parte di Giudici che fino ad oggi hanno emesso sentenze nei processi contro i delinquenti dei centri sociali, guarda caso tutte di assoluzione.
Il fatto che la città sia stata messa a ferro e fuoco è irrilevante.
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DEGRADO E TUTELA ZINGARI
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La dittatura linguistica delle “toghe rosse” ha sentenziato che il termine “zingaro” sia offensivo, a riprova del fatto che chiunque produca illegalità, disagio, degrado, sottocultura, e in ultima analisi odio sociale, rappresenti un valore aggiunto da tutelare.
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Lo prova il fatto che un elemento di spicco del PD sia andato in carcere a trovare l’assassino che ha accoltellato il Carabiniere invece di andare a confortare il milite dell’Arma sopravvissuto all’aggressione.
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Per quanto riguarda gli zingari (oops, i rom…) questi sono coccolati da decenni dalle Amministrazioni rosse bolognesi che si sono susseguite, e durante questo percorso si è consentita la loro attività criminale incentrata sul furto, sulle molestie, sulle truffe, senza parlare del degrado e della sporcizia che provocano.
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Ai bolognesi viene fatta pagare una tassa sull’immondizia sempre più cara, un balzello di stampo medioevale, mentre agli zingari (oops, i sinti…) viene consentito di svuotare i cassonetti delle immondizie per rovistare tra i rifiuti, e di lasciare tutto in strada.
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Decenni di "buonismo" del PD hanno ridotto Bologna ad una pattumiera a cielo aperto
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L’accattonaggio di un esercito di questuanti e derelitte assedia la cittadinanza spingendola ad elemosinare quotidianamente, salvo poi scoprire in seguito a qualche indagine dei Carabinieri che in un campo nomadi hanno scoperto bauletti pieni di soldi e d’oro.
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D’altra parte non si può non ipotizzare la provenienza illecita di tale benessere, visto che il lavoro non appartiene alla cultura dei nuovi gitani metropolitani, che fanno del parassitismo e del malaffare l’essenza vitale del loro incedere quotidiano.
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Ciò non è sufficiente a evitare che l’Amministrazione rossa tuteli sempre di più queste etnie, fornendo loro assistenza, campi attrezzati, corrente elettrica e acqua (che pagano i Cittadini), posti riservati negli asili e quant’altro.
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Forse Merola non sa che queste persone in Russia ai tempi di Stalin e di Togliatti venivano instradate verso sentieri di sola andata per i gulag siberiani.
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Riguardo al crescente degrado imperante a Bologna, vorrei invitare chi legge a focalizzare la propria attenzione sulla situazione igienica territoriale che ci circonda.
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Le fermate dei bus assomigliano a latrine a cielo aperto, in cui è evidente che la pulizia viene effettuata sporadicamente, in cicli che appaiono insufficienti, mentre i graffiti e le pubblicità abusive sembrano prevalere, generando sensazioni di fastidiosa distropia.
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Esistono i cestini per la raccolta delle cartacce, ma vengono svuotati solo raramente, soprattutto quelli nei Parchi pubblici, che appaiono dimenticati e in balia dei vandali.
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Solo la buona volontà di alcuni volonterosi Cittadini riesce faticosamente a tamponare le negligenze di una Amministrazione che sarà comunque punita alle prossime elezioni.
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DISINFORMAZIONE
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La disinformazione è da sempre l’arma migliore usata dai comunisti prima e dai suoi seguaci oggi.
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La mistificazione e la falsificazione della realtà sono i corollari che appartengono alle false verità proposte dai professionisti dell’inganno, dagli pseudo-intellettuali delle sinistre che per decenni  hanno costituito il cancro della società italiana, spargendo le loro metastasi.
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Bologna non è rimasta indenne da questa infezione, anzi se ne è alimentata per lungo tempo, fino dal dopoguerra in cui i partigiani assassini e comunisti massacravano le vittime civili.
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Merola premia Mario Anderlini, partigiano comunista assassino della Brigata Garibaldi Bolero
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La letteratura in materia è oggi esaustiva al riguardo e permette di collocare i criminali comunisti, compresi i partigiani, tra coloro che sono da additare al pubblico disprezzo.
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L’apparato post comunista però pare non pensarla in questo modo, nonostante la verità emerga prepotentemente da ogni parte, e insiste nel celebrare i fantasmi criminali del passato come odierni eroi del comunismo.
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Ecco perché annualmente assistiamo a stucchevoli cerimonie in cui senza vergogna costoro cantano “bella ciao” e salutano con il pugno chiuso.
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Forse questa gentaglia non sa che oggi la popolazione, grazie anche a internet, è a conoscenza di molte delle cose precedentemente nascoste o mistificate, e che tutto ciò influirà sul loro metro di giudizi al momento del prossimo voto.
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GRAFFITI
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Il graffitismo è un fenomeno diffuso in molte città ma pare che a Bologna abbia trovato un terreno più fertile che altrove.
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Lo dimostra che in città non esiste una parte di territorio che ne sia libera.
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Il centro città è completamente devastato, mentre i graffiti si estendono a macchia d’olio anche nelle periferie, aggiungendo ulteriore degrado a quello già esistente.
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Il permissivismo e il pernicioso buonismo che contraddistinguono le sinistre hanno permesso ai delinquenti che deturpano ogni angolo di Bologna di perseverare nel loro intento, garantendo loro l’impunità che deriva dalla mancanza di regole, di sanzioni, di controlli, e di repressioni.
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I cittadini sono ostaggio di questa politica che privilegia le attività criminali a discapito della gente onesta.
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La realtà è sotto gli occhi di tutti...
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Anni e anni di disinteresse della Pubblica Amministrazione (PD) mostrano il vero volto di chi palesa un unico e contingente afflato : la simbiosi con i dictat del proprio partito (PD) e l’attaccamento alla poltrona.
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Il biglietto da visita di Bologna, oggi, con l'Amministrazione Merola, è questo !
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Di fronte a chiunque si presenta come la città più graffitata al mondo, e ciò è sotto gli occhi di tutti…
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Su questo blog c’è una pagina dedicata proprio al degrado e ai graffiti, con tanto di immagini…
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In questi giorni il Sindaco ha proclamato di voler affrontare il problema, e di voler iniziare a rimuovere i graffiti.
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Che sia per il fatto che prossimamente ci saranno le elezioni in cui SICURAMENTE  la Lega prenderà a calci nel didietro il PD, mandandolo a casa ?
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Il fatto che Merola tenti di muoversi adesso, ipocritamente, dopo anni e anni di colpevole inedia dovrebbe far riflettere su quello che appare come un forzoso compitino…
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Il Blog del Pilastro
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sabato 13 luglio 2019

GRAFFITI : Via Giovanni AMENDOLA

Vi presento il biglietto da visita che attende coloro che dalla stazione si dirigono verso il centro città, in direzione Piazza dei Martiri.
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Come si evince dalle immagini è una presentazione che la dice lunga sulla inettitudine del Sindaco Merola e di una Amministrazione PD molto lontana dai Cittadini, che privilegia il degrado e l'illegalità anzichè combatterle.
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Le immagini seguenti parlano da sole ...
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Tutti possono vedere come si presenta Bologna agli occhi di tutti e come il PD che governa la città si disinteressi al degrado che sempre di più assedia i bolognesi.
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Il Blog del Pilastro
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